Il Documento di Economia e Finanza (Def): cosa c’è da sapere

Di Giuseppa Granà – Il DEF è predisposto dall’esecutivo e deve essere presentato alle Camere, ai fini di un’armonizzazione con l’ordinamento comunitario, entro il termine fissato al 10 di aprile di ogni anno. Tale documento, essendo un atto di indirizzo politico del Governo, indica e fissa altresì le direttive e gli obiettivi generali della Manovra di finanza pubblica. Le direttive devono, poi, essere recepite dal Parlamento per l’adozione dei documenti che compongono la Manovra medesima. 

Il DEF è stato introdotto dalla legge 7 aprile 2011 n. 39, che ha modificato la legge 31 dicembre 2009 n. 196. Queste modifiche si sono rese necessarie in seguito all’introduzione, a livello comunitario, di moduli decisionali e operativi volti a favorire, nell’ambito del Semestre Europeo, un coordinamento ex ante delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri dell’UE, ma anche per un controllo in ambito fiscale.

I contenuti all’interno del documento sono articolati in tre sezioni:

  • la prima sezione contiene lo schema del programma di stabilità. Devono essere indicati gli obiettivi di politica economica e quelli programmatici, così come gli interventi da adottare per garantire la sostenibilità;
  • la seconda sezione riguarda le previsioni tendenziali a legislazione vigente, cioè le previsioni in merito all’andamento dell’economia nazionale per il triennio successivo. È chiaro che nel documento devono essere anche considerati eventuali scostamenti fra gli andamenti tendenziali e le previsioni contenute nei precedenti documenti programmatici;
  • la terza ed ultima sezione contiene, invece, lo schema del Programma Nazionale di Riforma, ossia un documento strategico per la definizione degli interventi da adottare per raggiungere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, come previsto dalla Strategia Europa 2020.

È chiaro che le previsioni effettuate alla data del 10 aprile possono subire dei cambiamenti nel corso dei mesi. Per tal motivo, si prevede una nota di aggiornamento al DEF, che deve essere presentata entro il 20 settembre dell’anno corrente. Sarà proprio tale nota a indicare i numeri definitivi che guideranno la Manovra.

È ben chiaro che, in una situazione particolarmente complessa dal punto di vista politico, è difficile prevedere quali saranno gli sviluppi di politica economica. In un contesto così instabile si potrebbe pensare che si opererà in un’ottica di Spending review strategica, volta ad intervenire nelle aree meno efficienti in ordine alle priorità, previa analisi dei diversi capitoli di spesa.

L’ipotesi più probabile – suffragata dalle recenti dichiarazioni del Ministro dell’economia uscente, Pier Carlo Padoan – è che il Governo attuale appronti nel DEF la sola parte “analitica”, quella che riguarda l’andamento economico attuale per l’anno solare in corso, che traccia lo stato dell’economia del paese.

Un Governo uscente, come l’attuale governo Gentiloni, non potrebbe intervenire vincolando la politica economica del prossimo governo. Sarà premura del Parlamento indicare le linee di politica economica, modificando il DEF per via parlamentare, in attesa dell’insediamento del nuovo Governo. Non resta che attendere martedì 10 aprile per poter scoprire le linee guida indicate nel documento in questione.


 

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