Lady Hamilton: dai bassifondi londinesi, alla corte del “Re lazzarone” Ferdinando

Di Silvia Scalisi – Qual è il legame che unisce un’affascinante donna inglese, nata nella metà del Settecento, con la città di Palermo? Chi era Lady Hamilton, e qual è la sua storia?

Per rispondere a queste domande, è d’obbligo effettuare una premessa. Come ormai noto a tutti, Palermo è stata candidata (e vincente) per capitale italiana della cultura 2018. In virtù di ciò, si promuovono sempre più iniziative volte proprio a far conoscere l’ineguagliabile patrimonio artistico di questa città, ponendo l’attenzione spesso su quelle opere all’apparenza messe “in secondo piano”, rispetto ad altre molto più note.

E questo è proprio ciò che hanno fatto Valentina e Stefania, due giovani guide turistiche (che trovate sulla pagina Facebook PalermoinLove) che, nei primi due weekend di marzo, hanno accompagnato i palermitani in alcune visite guidate all’interno della Real Casina Cinese (o, come meglio conosciuta, “Palazzina Cinese”), dimora estiva di Ferdinando IV di Borbone e Maria Carolina d’Austria, spiegando le origini di quest’opera, e raccontando aneddoti curiosi dei personaggi che hanno abitato e reso vive quelle stanze. Uno di questi ha proprio come protagonista Lady Emma Hamilton.

Nata a Neston, in Inghilterra, nel 1765, Amy Lyon (questo il suo nome di battesimo), viene cresciuta in condizioni di estrema povertà dalla madre, nonché priva di alcuna istruzione ed educazione, orfana di padre ad appena due mesi.

Amy si dimostra subito molto intraprendente e ingegnosa, e probabilmente per sfuggire alla miseria della sua famiglia, scappa da casa all’età di 15 anni per trasferirsi a Londra, dove cambia il suo nome in Emma Hart; qui inizia a lavorare presso un bordello, e nel giro di pochi anni cambia totalmente la sua condizione, diventando la mantenuta di clienti facoltosi e benestanti.

Uno di questi, Charles Francis Grenville, si innamora perdutamente di lei, e inizia a darle quell’istruzione mai ricevuta, inserendola anche negli ambienti altolocati della società londinese. Propenso a sposare una donna ricca e non di umili origini, Charles affida la giovane Emma alle cure dell’anziano zio, sir William Hamilton, ambasciatore inglese presso la corte di Napoli dal 1764 al 1800, il quale la sposerà nel 1791 (con estrema sorpresa del nipote stesso), trasformandola, appunto, in Lady Hamilton.

Da questo momento in poi, Emma diventerà musa ispiratrice di poeti, pittori, compositori: Goethe rimarrà ammaliato dopo aver assistito ad una delle sue attitudes (piccoli spettacoli in cui la donna, con indossa solo una veste e uno scialle, impersonava varie figure della mitologia greca e latina, sia femminili che maschili); Tischbein la rappresenterà nei suoi quadri dandole sembianze di divinità classiche, e descrivendola come “l’unica vera bellezza” che mai avesse visto in vita sua; Haydn comporrà musiche in suo onore.

Proprio in quanto moglie dell’ambasciatore Hamilton, Emma conosce direttamente la regina Maria Carolina, la quale inizialmente la vedrà soltanto come una scalatrice sociale senza scrupoli, posto poi cambiare radicalmente la propria opinione e stringervi una sincera amicizia.

Ebbene, di questo rapporto tanto si è discusso: già allora, infatti, si vociferava che Lady Hamilton fosse riuscita ad ammaliare persino Maria Carolina, non limitandosi, quindi, a esserle amica, ma diventandone addirittura l’amante. E di certo la regina nulla ha fatto per mascherare questa sua inconsueta predilezione, della quale possiamo trovare una testimonianza esplicita proprio a Palermo.

Nella Real Casina Cinese, infatti, precisamente nella stanza adibita a camera da letto della regina, si possono ammirare dei piccoli ritratti ovali alle pareti, dove vi sono raffigurate le persone che Maria Carolina riteneva più importanti nella sua vita: il marito Ferdinando, la figlia Maria Cristina, i nipotini, l’ammiraglio Nelson (che nel 1793 si era recato a Napoli per chiedere rinforzi contro i francesi, tanto odiati dalla regina dopo l’assassinio di sua sorella, la celebre Maria Antonietta, decapitata nel periodo del Terrore post Rivoluzione francese) e, tra questi, spicca in particolare un volto femminile, sotto al quale può leggersi la scritta “l’amor mio”.

Esclusa l’ipotesi che si tratti di un membro della famiglia, questo “amor mio” sembra proprio essere Lady Hamilton, indizio che lascia spazio a ben pochi dubbi in merito alla relazione che intercorresse tra quest’ultima e la regina.

Se pensiamo, infine, che Lady Hamilton diventerà anche l’amante dello stesso ammiraglio Nelson, è affascinante riflettere sull’abilità di questa donna, figura tanto controversa quanto interessante, che si è intrecciata così intensamente alle trame del potere, tale da rendersi protagonista di un’ascesa sociale fuori dal comune che l’ha portata dai bassifondi londinesi fino alle stanze reali.

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