Jan Kuciak e sua moglie assassinati per cancellare una pericolosa inchiesta

Di Simonetta Viola  «Ján Kuciak era un giornalista investigativo di Aktuality.sk. Nei suoi articoli, ha denunciato la frode fiscale, la corruzione e il clientelismo degli oligarchi e dei leader politici. Jan Kuciak è stato vittima di un omicidio alla fine di febbraio 2018. Ján Kuciak e sua moglie Martina Kušnířová sono stati uccisi nella loro casa di famiglia a Velka Mača. Il giornalista è stato ucciso con un colpo al petto, la sua ragazza con un proiettile in testa. Il presidente della polizia Tibor Gašpar ha dichiarato che il movente dell’omicidio era apparentemente opera di un altro giovane giornalista. Il duplice omicidio di un giovane giornalista e della sua partner è stato condannato con forza dalle organizzazioni giornalistiche nazionali e internazionali, dai leader politici e da varie istituzioni europee». 

Questo è il messaggio iniziale di Aktuality.sk, il giornale per cui Jan Kuciak aveva presentato molte inchieste: si trova all’interno di un banner con la foto di Jan e Martina nella sezione interamente dedicata al giornalista scomparso recentemente. La sezione si intitola #allforJan e qui vi si può trovare, per chi ha familiarità con lo slovacco, anche il dossier incompleto su cui stata lavorando il giornalista e per cui si crede sia stato ucciso. 

Jan era conosciuto dal pubblico slovacco per le sue indagini su casi di corruzione politica, frodi fiscali, compravendite immobiliari di dubbia provenienza, e l’utilizzo dei fondi europei. Sembrerebbe proprio per questa sua ultima indagine riguardante una frode ai fondi europei portata verosimilmente avanti da italiani legati alla ‘ndrangheta in contatto con i maggiori esponenti del governo slovacco ad aver decretato la morte del giovane giornalista. Sarà sicuramente compito dell’Unione Europea e della Commissione Parlamentare Antimafia – istituita nel 2012 – indagare su eventuali rapporti tra figure di spicco della mafia calabrese ed il governo slovacco. 

In seguito all’arresto di sette italiani (l’imprenditore Antonino Vadalà, i suoi fratelli Bruno e Sebastiano, il cognato Diego Rodà e suo fratello Antonino, il cugino Pietro Catroppa e il nipote Pietro di 26 anni) hanno dato le dimissioni l’ex consigliere capo del premier Maria Troskova e l’ex segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale slovacca Vilian Jasan, entrambi molto vicini al premier Robert Fico, cardine dello scandalo su cui stava lavorando Jan Kuciak.

 Le indagini sono ancora in corso e il dossier incompleto del giornalista è reperibile sul sito del giornale per cui lavorava. Non si può di certo saltare a conclusioni affrettate, ma una cosa è certa: Jan Kuciak sembra sempre più far parte di quella schiera di Litvinenko, Politkovskaya che hanno perso la vita durante la stesura di inchieste “scomode”


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