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Dolores O’Riordan, un’indimenticabile colonna sonora generazionale

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Siamo stati tutti fan dei Cranberries e della voce di Dolores O’Riordan; tutti noi adolescenti in questi ultimi vent’anni (e passa) abbiamo cantato a squarciagola le sue canzoni più famose e abbiamo imparato a suonare “Zombie” con la chitarra alle prime volte che ne abbiamo presa in mano una.

Qui non si scriverà di quanto sia stata importante la carriera di Dolores O’Riordan con la sua band. Perché Dolores è stata l’amica di tutti, con i suoi testi sulle difficoltà nelle relazioni, amori andati, problemi con la famiglia. Dolores era l’artista che ci dava la canzone giusta nel momento giusto, che raccontava alla perfezione i nostri momenti.

Sull’autobus verso il centro città, tenendo dentro lo zaino il lettore cd, e con lei alle orecchie, quei viaggi sembravano poter durare per sempre. Il primo amore è arrivato sulle note di un disco dei Cranberries. E anche quando è finita quella storia lei suonava come un conforto, in quello stesso lettore. Poi, un po’ come per tutti, qualche volta, lei ritornava mentre tra amici si suonava e si cantava dentro le notti sulla spiaggia.

Mandato in pensione il lettore cd, nel primo lettore mp3 Dolores c’era. Anche se per un po’ è “sparita” dalle classifiche, come anche la musica dalle orecchie crescendo – i casi della vita – quando, dopo qualche anno, si ritrova la sua musica, ritorna anche la nostalgia. E riecco “Promises”, “Ode to my family”, “Linger”, “Dreams”, “Analyze”, “Just my immagination”, “Zombie”, “Stars”… Una valanga di ricordi. Tutti noi (o quasi) abbiamo almeno un bacio, un sospiro, un addio, un arrivederci legato ad una canzone dei Cranberries.

La voce di Dolores O’Riordan è immancabile nella propria playlist, come fosse un conforto, come quella felpa che non butti perché “contiene” tanti sentimenti e ricordi. Anche adesso, da adulti, ma con le stesse paure di quegli adolescenti che ascoltano “Dreams” anni fa, lei c’è.

Poi, all’improvviso, sui giornali di tutto il mondo si legge che la giovane Dolores, «la storica cantante dei Cranberries è morta appena 46enne». Trovata senza vita nella sua camera d’albergo. Annegamento accidentale in seguito a un’intossicazione da alcol. La sua famiglia vuole silenzio. Siamo tutti fans, perché è inevitabile per le ultime generazioni esserlo. Anche chi non lo ammette, sente che qualcosa è morto dentro di sé.

Quel ricordo sull’autobus sbiadisce, persino il volto del primo amore, e anche se non ricorderemo perché quel pomeriggio nel bel mezzo della nostra adolescenza piangevamo, né per chi, ricorderemo benissimo che canzone stavamo ascoltando. E adesso, con lei nelle orecchie, sembra impossibile dirle addio.

Dolores O’Riordan resta immortale. Non potremo mai dimenticare lei, la sua voce e le sue canzoni. Rimarrà sempre nella nostra playlist, lei, Dolores Mary Eileen O’Riordan (6 settembre 1971 – 15 gennaio 2018).

«Oh my life is changing everyday / In every possible way / And oh my dreams / It’s never quite as it seems / Never quite as it seems»

Copertina Cranberries Live a Barcellona (2010)


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Virginia Monteleone

Responsabile "Eco Culturale". Credo che l’arte sia una scelta di vita, e che la si sceglie in vari modi: la si fa, la si spiega, la si vende o la si compra. Io la svelo nella sua semplicità.

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