Amnesty International: le migliori buone notizie del 2017

17 gennaio: Anche a seguito di una campagna di Amnesty International durata anni, il presidente uscente degli Stati Uniti d’America Barack Obama commuta la condanna di Chelsea Manning, che sarà poi rilasciata il 17 maggio. Manning stava scontando una condanna a 35 anni di carcere, inflittale nel 2011 per aver rivelato informazioni coperte da segreto di stato, riguardanti anche possibili crimini di guerra commessi dall’esercito Usa in Afghanistan e in Iraq.

22 febbraio: Dopo 18 anni di carcere duro viene rilasciato Muhammad Bekzhanov, il giornalista dell’Uzbekistan in prigione da più tempo al mondo. Condannato nel 1999 a 15 anni con la falsa accusa di aver collaborato all’organizzazione di una serie di attentati, nel 2014 era stato condannato ad altri quattro anni e otto mesi per una presunta violazione del regolamento interno della colonia penale dove era detenuto. Amnesty International aveva adottato Bekzhanov sin dal 1999 e aveva inserito il suo caso nella campagna “Stop alla tortura” lanciata nel 2014.

29 marzo: In Italia il parlamento approva la legge che regola l’accoglienza e la protezione dei minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio italiano. In particolare la legge stabilisce: il divieto assoluto di respingimento alla frontiera dei minori stranieri non accompagnati; il raccordo tra strutture di prima accoglienza e Sistema nazionale per la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati; e l’adozione di una nuova procedura di accertamento dell’età.

19 aprile: Nello stato della Louisiana Rodricus Crawford diventa il 158° condannato alla pena capitale riconosciuto innocente dal 1977, anno della ripresa delle esecuzioni negli Stati Uniti d’America. Nel 2012 era stato giudicato colpevole dell’uccisione per soffocamento di suo figlio, di meno di un anno di età. È invece emerso che il bambino era morto di polmonite.

3 maggio: La Corte suprema del Perú stabilisce che non c’è alcuna ragione per proseguire il processo nei confronti di Máxima Acuña Atalaya, difensora dei diritti umani vittima di una persecuzione giudiziaria sin dal 2011, quando la procura generale del paese l’aveva accusata di “invasione di terreni” rivendicati dall’impresa mineraria Yanacocha.

30 giugno: Il parlamento della Germania approva il matrimonio egualitario, attraverso una modifica al relativo articolo del codice civile che ora recita: “Il matrimonio è contratto tra due persone di diverso o dello stesso sesso per tutta la durata della vita”.

26 luglio: In Tunisia il parlamento approva la Legge sull’eliminazione della violenza sulle donne. La legge definisce violenza contro le donne “ogni aggressione fisica, psicologica, sessuale o economica basata sulla discriminazione tra i due sessi” così come “la minaccia di tale aggressione”, “la privazione dei diritti e delle libertà, sia in pubblico che in luoghi privati”. La legge, inoltre introduce nuovi reati come le molestie sessuali in pubblico, prevede pene più pesanti per gli stupratori e multe per i datori di lavoro che discriminano le donne sul piano salariale. Infine, abolisce l’odiosa garanzia d’impunità per lo stupratore che avesse sposato la sua vittima.

30 agosto: Mohammad Faisal Abu Sakha, un artista circense palestinese di 24 anni, torna in libertà dopo 20 mesi di detenzione amministrativa in Israele. Il 14 dicembre 2015 i soldati israeliani di guardia al checkpoint di Zaatara lo avevano fermato mentre da casa dei suoi genitori, a Jenin, si stava recando a Birzeit, sede della Scuola di circo palestinese presso la quale insegnava dal 2007.

18 settembre: In Egitto il cittadino irlandese Ibrahim Halawa viene assolto dopo oltre quattro anni di carcere, buona parte dei quali trascorsi in isolamento, da una lunga serie di reati connessi al terrorismo.

31 ottobre: Dopo aver trascorso 15 anni nel braccio della morte di Taiwan, Cheng Hsing-tse è riconosciuto innocente dall’accusa di omicidio e viene rimesso in libertà.

9 novembre: La Corte d’appello della Mauritania annulla la condanna a morte emessa nel dicembre 2014 nei confronti di Mohamed Mkhaïtir, giudicato colpevole in primo grado di aver pubblicato un post “blasfemo” sul suo profilo Facebook.

7 dicembre: In Australia, dopo che da una consultazione postale della popolazione era emerso un parere ampiamente favorevole, entra in vigore la legge sull’uguaglianza dei matrimoni.


 

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