Nadia Comăneci, l’atleta bambina che cambiò la storia della ginnastica

Di Valentina Pizzuto Antinoro – La XXI edizione dei Giochi olimpici svoltasi a Montreal nel 1976 fu il primo evento che la Rai trasmise a colori, un’edizione che resterà nella storia. Si respirava ancora un’aria di tensione: il Villaggio delle Olimpiadi di Montreal fu il primo villaggio blindato della storia dei Giochi a causa del Massacro di Monaco durante la XX edizione (1972), l’attacco terroristico contro la delegazione israeliana rivendicato dall’organizzazione terroristica Settembre Nero. Le Olimpiadi di Montreal sono ricordate anche per altre questioni politiche come il boicottaggio della manifestazione sportiva da parte di 27 Paesi africani per protestare contro l’Apartheid in Sudafrica. Un nome rimarrà legato a Montreal e ai Giochi olimpici per sempre: quello di Nadia Comăneci.

Nata nel 1961 a Onesti (Romania), figlia di un meccanico e di un’impiegata, Nadia inizia a fare ginnastica a soli tre anni e all’età di sei anni viene notata da Béla Károlyi, l’allenatore che la porterà a gareggiare a livello europeo e internazionale. Le vittorie ottenute a livello europeo (1975) segnarono la piccola Comăneci come campionessa già prima delle olimpiadi di Montreal.

La ginnastica artistica non era uno sport molto seguito prima degli anni Settanta. A renderla popolare fu il risultato ottenuto da Olga Korbut, una ginnasta russa idolo della stessa Comăneci, che nelle Olimpiadi del 1972 a Monaco vinse quattro medaglie d’oro Le aspettative per questo sport, all’inizio poco seguito dagli appassionati dei Giochi olimpici, erano alte, ma nessuno si sarebbe aspettato di assistere a una gara che avrebbe cambiato la storia della ginnastica artistica.

Era il 18 luglio del 1976. Nadia Comăneci, la minuta ginnasta di appena 14 anni con i capelli legati da un nastro bianco, si esibisce sulle parallele asimmetriche. Svolge un esercizio impeccabile davanti a un pubblico incredulo che solo alla fine della performance esulterà con un forte boato. Il tabellone olimpionico segnò il punteggio “1.00” lasciando perplessi tutti. Fu lo speaker a spiegare con una voce rotta dalla commozione che l’esercizio era stato giudicato perfetto con un punteggio di “10”, ma il tabellone non era programmato per segnare un punteggio superiore a “9.99”.

Durante il resto dei Giochi di Montreal, la Comăneci fece lo stesso punteggio altre sei volte aggiudicandosi in tutto 3 medaglie d’oro, un argento e un bronzo. Inoltre rimane la più giovane atleta di sempre a vincere un titolo olimpico, record che non può essere battuto a causa della modifica dei regolamenti olimpici che hanno aumentato l’età per la partecipazione ai Giochi olimpici a 16 anni.

 

Le Olimpiadi di Montreal segnarono un forte cambiamento alla vita della piccola Nadia perché divenne un simbolo di riscatto per la Romania. A considerarla così non fu solo il popolo, ma anche il dittatore rumeno Nicolae Ceaușescu, che vide nella ginnasta un buon biglietto da visita per la sua propaganda interna ed estera. Ceaușescu sfruttò l’immagine della ginnasta per esaltare le glorie del comunismo, e venne insignita di massime onorificenze. Tuttavia la fama e la vicinanza alla famiglia Ceaușescu le costò tanto. La Comăneci, ancora diciassettenne fu costretta ad una relazione con il figlio del dittatore, Nicu Ceaușescu che, invaghito di lei, riuscì a tenerla a sé per cinque anni. Costretta a vivere sola e lontana dalla sua famiglia e dallo sport, Nadia tentò il suicidio.

Successivamente ricominciò ad allenarsi e partecipò alle Olimpiadi di Mosca (1980) vincendo due ori e due argenti. Nel 1984 decise di ritirarsi dalle competizioni e dalla scena pubblica.

Il ritiro non bastò per trovare stabilità, e nel 1989 trovò la forza di sfuggire dall’oppressione del regime proprio come aveva fatto Károlyi, il suo primo allenatore. Una notte attraversò il confine ungherese a piedi insieme a un gruppo di profughi e altri ginnasti e, non appena raggiunse l’Austria chiese asilo politico all’ambasciata degli Stati Uniti. Un mese dopo la sua fuga scoppiò la rivoluzione romena che portò al crollo del regime di Ceaușescu. Tornò per la prima volta in Romania nel 1994.

Nel 1999 la Comăneci divenne la prima atleta invitata a parlare alle Nazioni Unite per lanciare l’Anno Internazionale dei volontari. Oggi ha 54 anni, è proprietaria di una scuola di ginnastica in Romania, ambasciatrice romena dello sport e presidente di fondazioni sportive e di beneficenza.

Nadia Comăneci nella sua carriera ha vinto 5 ori olimpici, 3 argenti e 2 bronzi, oltre a 2 ori e 2 argenti ai Mondiali e 9 ori mondiali. Ricordando la sua fuga dal regime ha affermato «ho rischiato di morire quella notte, certo, ma ho conquistato la libertà, che è il bene più prezioso per tutti, ricchi e poveri».


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