Presidentiélle 2017: la crisi di destra e sinistra apre le porte agli outsider e facilita la Le Pen

Sarà Benoit Hamon a guidare i socialisti alle prossime presidenziali francesi di aprile. A sancirlo il ballottaggio delle primarie del partito, che lo hanno visto prevalere con il 58% dei consensi sull’ex primo ministro del governo Hollande, Manuel Valls, fermatosi al 42%. Un successo inatteso e che conferma la crisi di quella che viene definito come l’establishment dei partiti tradizionali francesi.

A novembre, era toccato alla destra, ai vari Sarkozy e Juppé, con l’affermazione di François Fillon. Adesso, dopo la rinuncia di François Hollande, a cadere è stato Manuel Valls, che ha pagato il proprio ruolo di rappresentante e di difensore dell’attuale e contestato governo. è il successo della parte più a sinistra del partito socialista. Un dato confermato dal 18% ottenuto al primo turno dall’altro candidato della sinistra radicale, Arnaud Montebourg, poi risultato decisivo nel supporto allo stesso Hamon.

Adesso, il mosaico delle prossime presidenziali francesi è completo. Il partito socialista, al di là della novità rappresentata da Hamon, è al minimo storico e i sondaggi lo danno dietro non solo alla Le Pen e Fillon, ma persino agli altri due candidati indipendenti di sinistra. Da una parte l’ex socialista, Jean-Luc Mélenchon, che ha rifiutato di partecipare alle primarie del partito, e che potrebbe sottrarre i voti della sinistra più estrema. Dall’altra, il liberale Emmanuel Macron, sul quale da alcune indiscrezioni punterebbe anche lo stesso Hollande, potrebbe attirare su di sé i consensi di quei socialisti che non si rivedono nelle posizioni radicali di Hamon. Senza dimenticare sullo sfondo, comunque, il candidato, seppur minore, dei Verdi, Yannick Jadot.

Una situazione ingarbugliata quella della sinistra francese, nota da tempo e che sembrava aver lasciato il campo a un ballottaggio tra le destre, l’estrema di Le Pen e repubblicana di Fillon. Anche se, a dir il vero, la posizione di quest’ultimo, a qualche mese di distanza dalle elezioni, appare tutt’altro che solida. L’ex primo ministro, infatti, è finito sotto accusa per gli impieghi falsi della moglie Penelope, rea di aver percepito somme di denaro per lavori mai realmente svolti. Tra questi, ci sarebbe il ruolo di assistente parlamentare, pagato dal marito con soldi pubblici. Finora Fillon è stato ascoltato solo come semplice testimone. Il rischio, però, è di finire sotto inchiesta e in quel caso la corsa all’Eliseo potrebbe essere compromessa. Di fronte a un’indagine, François Fillon ha già lasciato intendere che rinuncerebbe alla candidatura. In attesa dei risvolti giudiziari, lo scandalo ha sortito degli effetti negativi sulla popolarità del candidato repubblicano, data in calo rispetto alle scorse rilevazioni. A vantaggio di chi?

I sondaggi vedono la crescita costante dei due candidati indipendenti di sinistra, Emmanuel Macron Jean-Luc Mélenchon. Ma, a trarne vantaggio sarebbe senza dubbio la Le Pen, che potrebbe allungare le proprie mire sull’elettorato di destra deluso da Fillon.  

Mario Montalbano


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