L’Europa murata

muri

Sei uscite, dalla più recente alla meno recente:

VI. Turchia terra di mezzo – In quest’ultimo episodio di Muri d’Europa , sposteremo la nostra analisi nella rotta balcanica, che vede la Turchia, la Grecia e la Bulgaria, protagoniste dirette nella gestione dei flussi migratori. Gli ultimi quindici anni di conflitti, con la crisi araba, il deterioramento della situazione in Libia, il conflitto siriano, il propagarsi della violenza nell’Africa subsahariana, hanno generato una forte instabilità, a cui, molti paesi, hanno tentato di rispondere con la progressiva chiusura delle frontiere terrestri della Fortezza Europa.[…]

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V. The Great Wall: anche Calais si fa muro – Non troppo tempo fa parlammo di Calais e del suo disumano campo di accoglienza per migranti. Oggi torniamo sull’argomento proprio perché il famigerato muro di cui accennammo mesi fa, è stato realizzato. Per questo nuovo appuntamento di Muri d’Europa, sposteremo la nostra analisi verso quei territori che per decenni hanno rappresentato il cuore pulsante dell’Europa Unita. Da quei Paesi, Francia e Inghilterra, assistiamo ad una delle più recenti costruzioni anti migranti. […]

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IV. Ungheria: il muro della discordia – A qualche giorno dalla Marcia di Milano, del 20 maggio, torniamo a parlare di Muri e costruzioni anti migranti. Questa volta focalizzeremo la nostra attenzione sull’Ungheria, la cui storia è intrisa di passaggi e momenti difficili. Durante tutto il XX secolo, l’Ungheria ha rappresentato uno dei tanti territori chiusi da frontiere interne porose, che non lasciavano spazio al progresso, al libero commercio e alle collaborazioni interstatali. […]

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III. Ceuta e Melilla: dove le frontiere europee incontrano l’Africa – In questa seconda tappa de L’Europa murata (qui la prima tappa), soffermeremo la nostra analisi sulle due città autonome di Ceuta e Melilla, enclaves spagnole, appartenenti geograficamente al Marocco e politicamente alla Spagna da circa cinque secoli. Le due città autonome fanno parte a tutti gli effetti dell’Unione Europea e con il Trattato di Schengen, diventarono un ponte di collegamento tra due continenti, finora legati alle sole mire espansionistiche. […]

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II. Premio Unesco: accoglienza e solidarietà vincono su tutto – Il 19 aprile, Giusi Nicolini e l’associazione francese non governativa Sos Méditerranée, ottengono un riconoscimento internazionale targato Unesco. La giuria del Premio per la Pace Félix Houphouët-Boigny, motiva la scelta partendo proprio dall’elemento che accomuna le due realtà, il soccorso a rifugiati e migranti. Il premio Unesco, istituito nel 1989, prende il nome da Félix Houphouët-Boigny, definito il “Saggio dell’Africa”, simbolo di pace e umanità in tutto il mondo. Da allora, ogni anno, individui, associazioni e istituzioni, lodevoli per aver contribuito alla promozione e al mantenimento della Pace, vengono insignite di questo Premio, volto proprio ad onorare e riconoscere il lavoro svolto. […]

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I. L’Europa murata – Nell’era della globalizzazione, del multiculturalismo, della migrazione e della comunicazione senza limiti spaziali, si fa sempre più evidente una sottile e labile necessità di marcare le differenze, attraverso la costruzione di confini, muri e barriere, a volte più porosi, delle altre invalicabili. L’isolamento di centinaia di migliaia di persone in fuga dalla povertà, dalla mancanza di libertà e dalla violazione di diritti umani, risulta oggi giustificabile dalla lotta al terrorismo e dal sovraffollamento territoriale, scarno di adeguate risorse economiche. Il confine è spesso lo spazio geografico e non, che più di ogni altro viene utilizzato come base nella costruzione di muri e barriere. Il confine diventa allora la manifestazione esasperata di quei muri che evidenziano una volontà intransigente ad escludere. […]


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