50 anni di Led Zeppelin, innovatori del rock

Di Davide Renda – 1969-2019, 50 anni dall’anno in cui i Led Zeppelin pubblicarono i loro primi due album: Led Zeppelin I e Led Zeppelin II. Scontati nel nome, ma assolutamente innovativi nella sostanza, i due album rivoluzioneranno il mondo del rock. Il motore della band è il chitarrista Jimmy Page, che dopo la fine degli Yardbirds, unì le forze con Robert Plant (voce), John Bonham (batteria) John Paul Jones (basso) per formare una delle band che diventerà una delle più iconiche e influenti della storia del rock e arriverà a vendere circa 300 milioni di copie in tutto il mondo.

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Il 1969 è anche l’anno in cui l’impatto di Woodstock domina la scena della musica rock (ne abbiamo parlato in questo articolo), ma proprio l’anima hippie e utopica di Woodstock andrà scemando a cavallo del decennio, quando il mondo del rock vedrà la nascita e il successo di band che ne rivoluzioneranno i presupposti. Sono gli anni della nascita e crescita dei Pink Floyd, dei Deep Purple, dei Black Sabbath (tra i pionieri dell’heavy metal con il loro album del 1970) e più in generale del movimento progressive che oltrepasserà i confini del rock allora conosciuti.

Il 12 febbraio del 1969 viene pubblicato il primo LP, Led Zeppelin I. L’album riscuoterà un discreto successo negli Stati Uniti, dove la band aveva già fatto un tour nel 1968, ma non scalerà facilmente le classifiche internazionali. L’album è un piacere all’ascolto: Jimmy Page suona riff di grande impatto, che si mescolano perfettamente con la voce a tratti angelica, e in altri rock, di Robert Plant. Nato in condizioni non favorevoli, senza un contratto discografico e con sole 2000 sterline di budget, l’album viene registrato negli Olympic Studios di Londra. Solo cinque dei nove brani sono originariamente scritti dalla band, mentre altri sono cover o riletture di altri brani, come Dazed and Confused, ispirata dall’americano Jake Holmes, mentre You Shook Me e I Can’t Quit You Baby sono influenzate dal blues di Willie Dixon.

Led Zeppelin I

L’iconica copertina ritrae l’incidente dello Zeppelin Hindenburg, avvenuto il 6 maggio 1937: il dirigibile diventerà presto un simbolo imprescindibile della band. Ma l’elemento più riconoscibile, e ai tempi rivoluzionario, dell’album è il sound: un affascinante mix di blues afroamericano, folk e sonorità che diventeranno il fondamento dei nascenti hard rock e heavy metal. L’assolo di chitarra di Jimmy Page in Dazed and Confused, suonato con un archetto da violino, diventerà uno dei momenti più leggendari delle loro esibizioni dal vivo: l’assolo poteva durare per decine di minuti. Qui vi lasciamo un’esibizione di Dazed and Confused dal vivo nel 1969:

Led Zeppelin I si trova al 29esimo posto nella classica di Rolling Stone che elenca i 500 migliori album della storia della musica. Il pentimento di Rolling Stone è storia, considerando che all’uscita dell’album la nota rivista lo definì “una brutta copia del Jeff Beck Group”. L’album occupa inoltre il 41esimo posto della classica dei 100 migliori album secondo il Times.

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Nello stesso anno, la band pubblicherà Led Zeppelin II, un’altra pietra miliare della loro discografia e dell’intera storia del rock. Nato durante gli eccessi delle avventure nordamericane, tra stanze di hotel trasandate, notti brave e aerei privati, vissute sull’onda del successo di Led Zeppelin I. L’album, pubblicato ad ottobre, fu un successo ancora più grande del primo: le prenotazioni americane si aggirarono sul mezzo milione. Fece meglio di Abbey Road dei Beatles, rimanendo per 138 settimane nelle classifiche. L’album suona in modo differente dal primo, evidenziando come l’evoluzione della band fu velocissima e avvenne in pochi mesi. L’influenza blues era rimasta, ma Led Zeppelin II suonava più pesante, con un protagonismo ancora più grande della chitarra di Jimmy Page, e vennero esplorati ancora di più i territori dell’hard rock. Non a caso, l’album è definito come uno dei fondamenti dell’heavy metal.

Led Zeppelin II

Tra le tracce, la leggendaria Whola Lotta Love, costruita su uno dei riff più riconoscibili del rock, momenti psichedelici e assoli; Ramble On, con un testo scritto da Plant ispirato da J.R.R. Tolkien; Heartbreaker che dimostra al meglio le qualità chitarristiche di Jimmy Page (lo stile Eddie Van Halen e Steve Vai verrà influenzato anche da questo brano) e Moby Dick, dove il protagonista è John “Bonzo” Bonham con un assolo di percussioni.

I Led Zeppelin continueranno negli anni successivi a pubblicare album che come i primi due diventeranno pietre miliari del genere: una nota va dedicata a Led Zeppelin IV, il loro album di più grande successo, contenente Stairway to Heaven. La band pubblicherà in totale otto album in studio, fino a Coda (1982), un album di inediti non pubblicati precedentemente, due anni dopo la tragica morte di John Bonham, l’evento che interruppe la leggenda che continua ancora oggi ad affascinare milioni di fan.


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