Dio è morto, il Nazismo mai

I nostalgici della svastica, dello scontro genetico, della correzione dell’integrità umana, riappaiono come una brutta malattia: dimenticata nel cappio del loro dio supremo col baffetto, nelle ceneri delle popolazioni, negli occhi dei sopravvissuti.

Ricompaiono più recentemente a Charlottesville i cosiddetti “suprematisti bianchi”, gruppo di estrema destra dichiaratamente razzista e armato che al grido di “la vita dei bianchi conta” e  “gli ebrei non ci rimpiazzeranno” protestava contro la rimozione della statua del generale Robert Lee, eroe dei sudisti ai tempi della Guerra Civile americana. I diritti come minaccia. Minaccia ai diritti a cui si risponde il più in fretta possibile: un gruppo più piccolo di contro-manifestanti ha circondato la statua di Thomas Jefferson presso la University of Virginia, tenendo uno striscione che recitava “Gli studenti dell’università della Virginia agiscono contro la supremazia bianca”. Attaccano gli abitanti e i contro-manifestanti con scudi, mazze e oggetti contundenti. Tra le loro fila si potevano riconoscere leader dei nazionalisti bianchi come Richard Spencer, gruppi apertamente nazisti, il Ku Klux Klan, i Proud Boys (organizzazione di giovani nazionalisti che sostengono Trump).

In questo quadro di continue pressioni e minacce si consuma il frustrante, disperante attacco terroristico ai danni del presidio antirazzista: Alex Fields Jr, un ventenne affascinato dal nazismo e vicino alle organizzazioni neonaziste, si lancia con la sua macchina a tutta velocità sulla folla di una strada adiacente al parco, ferendo 19 persone e uccidendo la giovane attivista per i diritti civili Heather Heyer.E a volte la scia dell’odio, non è solo ignoranza. A volte è cattiveria pura allo stato brado. Ma il grande capo biondo del grande popolo dei grandi Stati Uniti, cosa dirà di tutto ciò?
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha condannato l’accaduto evitando però di nominare i neonazisti e i suprematisti bianchi: “Condanniamo nel modo più forte possibile questa deprecabile manifestazione di odio, intolleranza e violenza, da qualunque parte provenga”, senza definire l’episodio come terrorismo. Forse perché proprio la più grande fetta dei suoi elettori non vede di cattivo occhio questo genere di eventi, bensì come benedizioni. Cosa aspettarsi dal grande capo biondo del grande popolo dei grandi Stati Uniti che permette, sotto la Trump Tower di recitare “Noi odiamo i musulmani, noi odiamo i neri, noi vogliamo indietro il nostro paese ?

Quindi forse non c’è rimasto più niente nella memoria, nelle commemorazioni, nei giovani, nelle urla di pace e di lotta, nei colori, nelle strette di mano, nelle scarpe rotte dalle marce di coscienza.
Che ci mettano una bandiera nera, rossa e bianca sul petto e ci dicano che ci hanno invaso il cuore. Perché Martin Luther King è un cadavere, Gandhi è un mucchio d’ossa e chissà quanti altri insieme ai fiori inceneriti nei loro cannoni. Dio è morto, il Nazismo mai. Semmai dovessero dirvi queste ultime parole, voi non gli credete: sono i peggiori assassini quelli che ammazzano la speranza, la verità, la passione per un mondo giusto. Noi non abbiamo paura, noi giustizieri, noi a sbattere i piedi sulle sedie, noi a gridare che NO, non ci hanno invaso d’odio come barbari. Dio muore solo se lo permettiamo. Il vento porta ancora i credi di chi, davanti ad una nazione, ha un sogno ed una fame di uguaglianza senza sciopero.

Gaia Garofalo


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