La nuova “Chape” tra lacrime e speranze

Brasile: Stadio Arena Condà, in soli 90 minuti si condensano calcio, emozioni, lacrime e speranze. Scende nuovamente in campo la Chapecoense per la partita inaugurale del campionato dello Stato di Santa Catarina. L’avversario, l’Inter di Lagos, indossa una maglia speciale con le scritte #ForçaChape #ForeverChape. La nuova “Chape” è una squadra ricostruita in tempo record e la sua rosa, composta da 37 nuovi giocatori, è agli ordini del nuovo mister Vagner Mancini.

La tragedia della Chapecoense, avvenuta a Medellin il 29 novembre 2016 è stata solo l’ultima di una lunga lista di incidenti che hanno coinvolto squadre di calcio negli ultimi decenni. Dallo schianto dell’aereo su cui viaggiava il Grande Torino contro la Basilica di Superga nel maggio 1949 al disastro di Viloco nel settembre 1969 che annientò la squadra boliviana The Strongest, fino alla disfatta della nazionale dello Zambia nell’aprile 1993 nei pressi di Libreville.                                

L’aereo caduto a Medellin aveva a bordo 77 persone e soltanto 6 sono sopravvissute, tra le quali 3 calciatori della Chapecoense: il portiere Jackson Follmann, il difensore Helìo Hermito Zampier Neto ed il mediano Alan Ruschel. In seguito alla tragedia aerea la Conmembol, su proposta dell’Atlético Nacional, ha deciso di assegnare ad honorem la Copa Sudamericana alla Chapecoense.

Ora è il momento della ricostruzione e della speranza, ma le ferite dei ricordi sono ancora troppe vive e vicine nel tempo. Le nuove magliette della “Chape” vanno a ruba ed i prezzi sono contenuti. Non ci saranno speculazioni anche perché tutto quello che viene raccolto sarà devoluto metà ai familiari e metà per ricostruire il club. I tifosi arrivano numerosi allo stadio, ci sono vecchi, bambini, giovani e donne. Chi non ha la maglietta della squadra indossa comunque qualcosa di verde, un fazzoletto, un cappello, un braccialetto, una cintura oppure una collana. Sugli spalti si mescolano gioia e disperazione in un cocktail esplosivo che trasforma un’intera città in unica grande famiglia. Il ricordo di un dramma che appare ancora assurdo ed impossibile da accettare prova a lasciare spazio alle nuove immagini di calcio giocato. La nuova “Chape” merita l’orgoglio di chi non c’è più.

Francesco Polizzotto


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