Le ultime saette scagliate dai due fronti sul referendum

Fino al Primo di dicembre è stato possibile per gli Italiani all’estero votare per il referendum costituzionale. I dati ufficiali sull’affluenza all’estero saranno resi pubblici dal Viminale soltanto domenica dopo la conclusione delle votazioni, ad urne chiuse. I primi numeri ufficiosi, subito chiacchieratissimi e piuttosto significativi per le alte stime che sono state date, hanno scatenato reazioni da un fronte all’altro.

In tutta onestà, non è realmente possibile discutere a quale barricata appartiene la spinta maggiore e risulta quindi arduo stabilire da che parte stia il vantaggio eventuale accumulato dall’affluenza consistente che si è registrata fuori dall’Italia. Basta confrontare il dato con il Referendum sulle Trivelle: all’estero, rimasto orfano da qualunque letterina di campagna referendaria, l’affluenza elettorale fu del 19,7% e sappiamo bene come è andata a finire.

Si sono espressi proprio tutti – e lo fanno da molti mesi in continuazione – senza esclusione di colpi sui “voti per corrispondenza”. Il pungente D’Alema non ha risparmiato battute ed è stato il più avventato di tutti dichiarando: “Già il fatto che la nostra Costituzione sia scritta anche da chi sta all’estero, e non lavora e non paga le tasse in Italia, mi sembra una bizzarria. Bisogna poi vedere se si tratta di persone vere e non di schede elettorali comprate e riempite da una mano sola ”. Il periodo è quello delle firme false e delle contraffazioni elettorali, ma questo polverone riguarda stavolta – e si spera solamente – l’insospettabile Movimento Cinque Stelle.

Come poteva mancare Matteo Salvini? Il leader leghista dai toni accusatori ha rassicurato: “Io penso che nei consolati e nelle ambasciate ne siano successe di tutti colori ma nonostante i voti inventati e comprati in giro per il mondo da Renzi, il voto degli italiani farà vincere il No”. Salvini, uno dei sostenitori più agguerriti contro la riforma promossa da Matteo Renzi, ha da sempre sostenuto che questo “governo non eletto” dovesse dimettersi piuttosto che mandare avanti progetti – in questo caso la riforma costituzionale – che privilegiano le decisioni più che centralizzate ed europeizzate. Un appello alla coscienza regionale, quello del leghista, affinché il No alla riforma sia anche un No alla direzione “troppo europea” delle politiche nazionali.

Beppe Grillo intanto si è già procurato “una cassa di Maalox per lunedì”. Il leader M5S ha chiuso “con acidità” l’incontro di Torino in piazza San Carlo, lasciando intendere una certa preoccupazione sull’esito del referendum: “Forse perderemo, ma in quel caso sarà un fallimento meraviglioso. Non ho nulla da rimproverare a nessuno, abbiamo dato tutti il massimo”.

Preoccupante lo scenario in cui i voti dall’estero, nel caso di uno scarto minimo col voto nazionale, risultino decisivi per l’approvazione del testo costituzionale: discussioni infinite e ricorsi contro i brogli di cui ci si sta spaventando dal fronte del No. E dal fronte ? Il ministro Graziano Delrio ha detto in un’intervista su Raitre: “Se vince il No, Renzi andrà a consegnare la sua disponibilità a Mattarella” una frase interpretata da molti giornali come la possibilità delle dimissioni del premier.

Intanto il presidente del Consiglio concludeva il suo tour per la campagna a favore del passando per Palermo, Reggio Calabria e finendo inevitabilmente nella sua Firenze. E’ la prima tappa ed esser stata senza dubbio la più movimentata. Matteo Renzi è stato accolto da una grande folla in festa al suo arrivo al Teatro Politeama. E’ tra gli applausi dei suoi sostenitori che ha urlato, da solo sul palco e con fare deciso “Nelle prossime ore ci giochiamo i prossimi venti anni”. In un discorso sempre tra serietà e ironia sugli avversari politici ha anche ammesso “ho fatto qualche errore di troppo, specie all’inizio” riferendosi certamente alla personalizzazione del referendum. Ma è anche tra le proteste che Palermo ha “calorosamente” dato il benvenuto al premier. Fuori dal Politeama, infatti, un manichino raffigurante Renzi è stato bruciato dagli studenti in corteo nei pressi del teatro. La manifestazione ha incontrato il blocco predisposto dalle forze dell’ordine, occasione nella quale non sono mancati gli scontri, anche violenti. Momenti di forte tensione dovuti al tentativo di sfondamento da parte degli studenti, uno dei quali è stato identificato e portato in Questura.

Daniele Monteleone


 

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