Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata della storia
Ripercorriamo la storia di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna ad essersi laureata al mondo, con una vita dedicata allo studio.
Estate 1678, nella città di Padova sta per accadere qualcosa di inconsueto ma straordinario. Camminiamo con passo veloce e raggiungiamo l’Università padovana. Riuscite a sentire quella voce che parla in latino? «Helena Lucretia Cornelia predicta philosophię magistra et doctrix acclamata fuit».
Ebbene sì! É il nome di una donna quello che è stato pronunciato: l’alumna Elena Lucrezia Cornaro Piscopia convocata «nel sacello della beatissima Vergine Maria davanti agli illustrissimi ed eccellentissimi rettori della città» è proclamata Dottoressa in Filosofia, magistra et doctrix. «Col consenso di tutti e il responso dell’acclamazione a viva voce, l’illustrissima ed eccellentissima Elena Lucrezia Cornaro fu acclamata maestra e dottoressa alla presenza di una folla di nobili e di popolo».
Il verbale di Laurea di Elena Lucrezia è conservato nell’Archivio dell’Università padovana. Parte di esso è stato riportato da Pietro Greco in un articolo del 2020 dedicato alla nostra Dottoressa e pubblicato su Il Bo Live:
«Carlo Rinalaldi si alzò prontamente e davanti a tutte le persone suddette con un’elegante ed erudita orazione lodò la nobiltà e la virtù della predetta valorosa giovane con sommo plauso degli uditori, e alla fine le cinse il capo della corona d’alloro, le porse i libri, le infilò l’anello e le coprì le spalle con un mantello di pelliccia. E il collegio fu sciolto».
Una vita per lo studio
Elena Lucrezia nasce a Venezia, il 5 giugno 1646, da Giovanni Battista Cornaro e da Zanetta Boni. Di lei il suo biografo Massimiliano Deza, nel 1687 scrive:
«Ella da Bambina fu Donna, e benché Donna superò nella costanza molti Huomini, nella Dottrina molti Maestri, e molti Religiosi nella Pietà».
Sin da piccola dà prova delle sue doti intellettuali, e la sua curiosità può trovare sfogo nella lettura dei numerosi libri della biblioteca di famiglia e dagli insegnamenti dei suoi “maestri” che incoraggiano il suo amore per lo studio. Da Fabris, parroco di San Luca, apprende le sue prime lezioni di letteratura greca e latina e di filosofia, soprattutto quella aristotelica. Da Gradenigo, protopresbitero di rito greco, apprende la lingua greca.
Ma il suo interesse spazia dalle discipline classiche alle lingue moderne del francese e dello spagnolo, dalla matematica all’astronomia. I suoi studi proseguono con rigore nonostante la salute cagionevole dimostrandosi sempre pronta a riprendere i suoi studi «et domus nostrae nomen ab interitu temporis vindicare».
Lucrezia Cornaro Piscopia, tra libri e orazioni
La sua vita scorre abbastanza tranquilla, pur essendo di salute cagionevole. Le sue giornate sono scandite dallo studio e dalla preghiera. La fede rappresenta un punto fermo per la giovane veneziana. Fa voto di castità e a 19 anni diventa oblata benedettina con il nome di Scolastica, sorella di San Benedetto.
I suoi studi teologici sono seri e rigorosi. Impara l’ebraico dal rabbino Shemel Aboaf, all’epoca noto asceta e sostenitore dell’ortodossia ebraica.
Esami e dispute filosofiche prima della laurea
Negli anni precedenti la laurea, la Cornero Piscopia fa valere le sue doti di studiosa in diverse accademie culturali di cui è aggregata. Tra queste, i Ricoverati di Padova, gli Infecondi di Roma, gli Intronati di Siena, gli Erranti e i Dodonei, entrambe accademie di Brescia, nonché i Pacifici di Venezia.
«Principi, letterati e uomini di scienza giungevano da tutta Europa per ascoltarla e interloquire con essa. Elena, che comprendeva e parlava tra antiche e moderne più di sette lingue, fu considerata come un vero prodigio della natura».
Sono sempre le parole del suo biografo a restituirci il ritratto di una giovane mente brillante e moderna. Una giovane donna che studia con costanza e sostiene i suoi esami privati, affrontando discussioni pubbliche che la rendono famosa tra i dottori e non solo.
Tra le numerose comparse pubbliche ricordiamo quella avvenuta il 30 maggio 1677: in questa occasione, la nostra laureanda sostiene una disputa filosofica in greco e in latino che convincerà il suo maestro Carlo Rinaldini a presentare al Collegio la domanda di Laurea in Teologia per Elena Lucrezia.
Il Rinaldini è tra i primi a credere nel talento di Elena, e senza indugi chiede che la giovane possa laurearsi in Teologia. La proposta giunge al Collegio dell’Università, viene caldeggiata dal teologo e sacerdote padre Felice Rotondi, ma trova una netta opposizione del vescovo di Padova, Gregorio Giovanni Gaspare Barbarigo. Alla Cornaro non è concesso di laurearsi in Teologia, la sua vera ambizione, ma in Filosofia.
La proclamazione di Lucrezia Cornaro Piscopia
Il 25 giugno, in un giorno di inizio estate, una giovane donna di 32 anni discute la sua tesi di Laurea:
«E nel predetto sacello e in pieno collegio la suddetta illustrissima Elena Lucrezia Cornaro Piscopia recitò, more nobilium, i due punti di filosofia ieri mattina assegnatele per estrazione a sorte, nella spiegazione dei quali si condusse in maniera tanto egregia ed eccellente che, concluso l’esame della nobile giovane, che rappresentò una prova rara e ammirevole, furono portate come di consueto le urne…»
Un evento straordinario per Padova, come affermato da Giovanni Palazzi nel 1681, che scrisse: «Vinti e più mille persone comparvero nel Domo di Padoa, non senza pericolo di tumulto».
Dopo la Laurea, Elena continua a studiare duramente e la sua salute, già provata da malattie pregresse, subì un duro colpo e a 38 anni il suo corpo si spense. Molte delle sue carte sono andate distrutte per la stessa volontà di Elena, eccetto una traduzione di un’opera di devozione spagnola, ossia “Lettera ovvero colloquio di Christo N. R. all’anima devota“, composta dal R. P. D. Giovanni Laspergio. In realtà, di questa donna straordinaria è rimasto qualcosa di più, come ha affermato Chiara Mezzalira:
«Laureata in filosofia (…) è assurta a simbolo dell’intelligenza, della caparbietà e della capacità delle donne di fare parte di un mondo, quello accademico e intellettuale, per secoli esclusivamente maschile. Simbolo di diritto all’accesso paritario all’istruzione, di uguaglianza dei diritti e di dignità».
Da quel 1678 dovremo aspettare l’annus mirabilis del 1732 per avere un’altra donna laureata: il suo nome è Laura Bassi. Ma questa è un’altra storia.
L’Università degli studi di Padova e la sua Alumna
L’Università degli studi di Padova ha istituito nel 2018 il Centro di Ateneo Elena Cornero, con l’obiettivo di incentivare studi in ambito delle problematiche di genere. Inoltre, lo stesso Centro con la collaborazione dell’associazione Alumni degli amici dell’università e Solgar Italia Multinutrient Spa bandisce un premio studio dedicato alla nostra Dottoressa.
Parma ha ricordato nel mese appena trascorso la prima donna laureata al mondo, intitolandole una via. Forse, una donna altrettanto eccezionale e coraggiosa avrebbe salutato questo evento straordinario con le parole scritte da Mary Wollstonecraft 114 anni dopo la proclamazione di laurea della Cornero Piscopia:
«Il primo fine di un’ambizione ammirevole è di acquisire il carattere di essere umano, a prescindere dalle distinzioni sessuali».
Di Fortunella Costa


