Harry Potter e la pietra filosofale, vent’anni e non sentirli

Il prossimo 16 novembre segnerà i 20 anni dall’uscita al cinema di Harry Potter e la pietra filosofale, primo capitolo della saga di magia che ha appassionato milioni di persone in tutto il mondo.


Sono passati ben vent’anni da quando un’intera generazione ha cominciato a crescere in compagnia del maghetto con la cicatrice. Per celebrare la ricorrenza il “Wizarding World”, ovvero l’universo multimediale dedicato al mondo di Harry Potter creato da Warner Bros, ha previsto una lunga maratona di appuntamenti ed iniziative che si estenderanno da settembre a dicembre.

Ad aprire le danze è stato l’evento streaming gratuito del Primo settembre organizzato dall’Harry Potter Fan Club ed intitolato Back to Hogwarts Global Fan Celebration – 20 Years of Harry Potter Movie Magic. Un’occasione unica che ha permesso a tantissimi fan di festeggiare il ventennale della saga attraverso un’esperienza interattiva, con la conduzione della deejay Yinka Bokinni e la partecipazione straordinaria dell’attore Tom Felton, colui per intenderci che ha vestito i panni di Draco Malfoy in tutti e otto i film. 

Inoltre, notizia di qualche giorno fa, per il ventennale dall’uscita nelle sale cinematografiche di Harry Potter e la pietra filosofale, il capitolo numero uno della saga ritornerà al cinema dal 9 al 12 dicembre.

Gli inizi e i primi romanzi

Gli inizi un po’ li conosciamo tutti. Abbiamo sentito – e letto soprattutto – tante volte di come J.K. Rowling, da disoccupata in povertà, si sedeva di fronte al vecchio pc a casa o in treno e cominciava a scrivere. E fu lì, su un treno affollato partito da Manchester e diretto a Londra, un giorno del 1990 che ebbe infatti inizio il romanzo, immaginando un mondo magico in Inghilterra con un gruppo di maghetti e le loro avventure contro Voldemort (il nemico numero uno). 

Quella bizzarra storia fatta di incantesimi, di una scuola di magia, di cioccorane, di animali fantastici, di amicizia, ma anche di orrore, lacrime e rimorsi, piacque ad un piccolo editore: Nigel Newton e ancor di più a sua figlia Alice. La piccola, rapita da quel primo libro della saga di Harry Potter, lo divorò in pochi giorni trasmettendo il suo ingenuo ma trascinante entusiasmo al padre, al punto da convincerlo a pubblicarlo. E fu la sua fortuna. 

Di lì a poco il successo del romanzo non avrebbe conosciuto limiti, diventando un fenomeno a livello mondiale. L’opera riscosse un enorme successo, andando contro ogni aspettativa; la prima esperienza come scrittrice di Joanne Kathleen Rowling, che oltretutto, essendo una donna, non era ritenuta adatta per scrivere opere per bambini dagli editori del tempo. Anzi, è dovuta proprio a questo la sua firma J. K. Rowling, dove la K sta per Kathleen – il nome di sua nonna – in quanto, così, il nome potesse sembrare appartenere ad un uomo. 

Sull’onda del successo vengono pubblicati il secondo, il terzo e il quarto libro della saga a distanza di un anno l’uno dall’altro, seguiti poi dal quinto e dal sesto nei successivi cinque anni. Il settimo e ultimo libro, Harry Potter e i Doni della Morte, pubblicato nel 2007, diviene il libro più venduto nella storia dell’editoria.

I numeri e i successi sino ad oggi (dai libri al cinema)

Vent’anni dopo, quella iniziale e azzardata scommessa si è infatti trasformata in una inesauribile miniera d’oro, una fonte di ricchezza infinita per chiunque si sia anche semplicemente accostato al mondo di Harry Potter. Visto il successo letterario, un adattamento cinematografico era inevitabile, così Joanne diventò consulente stabile sul set perché, all’epoca del primo film, solo quattro dei sette libri erano stati pubblicati e nessuno sapeva ancora come sarebbe andata a finire la storia. Da parte sua una sola richiesta: tutti gli attori dovevano essere rigorosamente inglesi. 

Per capire la grandezza di questo fenomeno, occorre anche addentrarsi nei numeri spaventosi che ha ottenuto sia nel cinema che nelle librerie. Nel settore cinematografico contiamo 7.7 miliardi incassati dai sette film girati dagli omonimi libri; 450 milioni invece, sono le copie cartacee vendute ad oggi in tutto il mondo; 79 le traduzioni fatte (fra cui bengali, hindi, tamil e telugu); 1.2 miliardi di dollari guadagnati solamente dalla Rowling, 11 milioni, infine, le copie vendute in Italia dall’editore Salani

Poco a poco, siamo diventati parte di quel mondo magico. Sognavamo di ricevere la lettera per Hogwarts e di trovarci sul quel binario 9 ¾ (che nella realtà è la linea 7 ½ della King’s Cross Station), nella sala grande della Scuola di Magia, nei dormitori. Abbiamo conosciuto elfi, draghi e bacchette magiche, cioccorane e burrobirre, pozioni e dissennatori, abbiamo tifato per le partite di uno sport particolare e mai sentito prima: il quidditch. Eravamo a fianco di Harry, Ron, Hermione e di tutti i personaggi che ci hanno conquistato nel bene e nel male. 

Non tutti però, ad onor del vero, sono rimasti contenti dei film perché, mano a mano che la saga proseguiva, si staccava sempre più dai libri; erano sempre più le cose che venivano tagliate fuori o cambiate. Ma oramai è un classico per qualsiasi storia presente sia in fumetti che al cinema (la Marvel ne è un esempio, tanto per citarne una). Nonostante ciò però, tutti andavano comunque a vederli. E ancora oggi quando passa una maratona di Harry Potter in tv, ci si siede sul divano pronti a rivedere l’intera saga.

E forse è propria questa la vera magia, succede sia con con i film che con i libri, soprattutto con le storie che amiamo e che restano sempre con noi. Non importa quante volte le abbiamo già viste o lette, non importa se sappiamo a memoria le battute o come va a finire, a noi piacerà sempre. Ci emozioneremo quando l’avventura starà per fallire, sorrideremo quando succederà quell’evento che salverà tutti e piangeremo per una vicenda finita male. Quella trepidazione, quella gioia e quelle emozioni ci accompagneranno fino ai titoli di coda. «Dopo tutto questo tempo?» «Sempre» (frase tratta dal film Harry Potter e i doni della morte).


Daniele Compagno

Web e Social Media Manager. Scrivo di Sport e Cultura e offro il mio apporto con impegno e costanza per la crescita e lo sviluppo di Eco Internazionale.

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