Tempo di lettura: 2 minuti

Il Palio di Siena, tra storia e cultura

 
 

Tra le manifestazioni più antiche d’Italia, il Palio di Siena (sospeso quest’anno a causa del coronavirus) è un evento folkloristico la cui rilevanza si misura ben al di là della gara tra cavalli e fantini.


Una manciata di secondi, tre giri di pista, due curve maledette, il boato della folla: il Palio di Siena non è una semplice corsa di cavalli, bensì una ricorrenza dal valore culturale e folkloristico. La sua rilevanza storica è un punto sul quale vale la pena soffermarsi: si ha infatti notizia di palii organizzati nella prima metà del XIII secolo. A testimonianza di ciò, vi è uno scritto che tratta di giustizia paliesca, nel quale si accusava un nobile di non aver «preso il porco», cioè il premio-sfottò che per regolamento doveva andare all’ultimo classificato. 

Durante il periodo rinascimentale, quando i signori smisero di combattere personalmente le guerre, delegate ai mercenari, furono i fantini che presero il loro posto, finendo per sfoggiare e mettere in risalto le casate signorili. Mentre nel corso della storia dell’Europa le città-stato persero ogni loro potere e anche le feste che vi si tenevano persero il loro significato e scomparvero, a Siena dopo la fine della Repubblica (1559) il Palio assunse sempre maggiore importanza, fino a giungere pressoché intatto, nei suoi molti aspetti e significati, ai nostri giorni. 

Nel 1699 venne deciso che i cavalli non potessero essere più scelti dalle contrade, ma assegnati per “tratta”, cioè per sorteggio. I fantini, come i loro antichissimi predecessori, cavalcavano a pelo ed erano armati di “sovatto” (un corto legno al quale erano attaccate lunghe strisce di pelle con palle di piombo all’estremità) con il quale si potevano ostacolare e perfino trascinarsi a terra; era una vera e propria giostra, più che una corsa, con tutte le asperità e i pericoli del caso.

Nel Settecento vi fu l’introduzione della “Nuova divisione dei confini delle Contrade”, promulgata nel 1729 da Violante Beatrice di Baviera governatrice di Siena, per porre fine alle continue controversie aventi per oggetto non solo i confini territoriali, ma anche il numero e l’entità demografica delle Contrade. 

Oggi la città è suddivisa in contrade, i rioni della città all’interno delle mura medievali. Esse sono 17 e sono rappresentate da stendardi raffiguranti le casate: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Ognuna di esse rappresenta un Ente giuridico territoriale, con una propria Sede e un proprio statuto; ogni sede è il luogo dove vengono archiviati la documentazione della contrada, i doni simbolici di affezione e memoria e i Palii vinti. 

Forte è la presenza delle istituzioni religiose, poiché tutte le contrade hanno come punto di riferimento la propria chiesa di quartiere, luogo in cui si celebrano i matrimoni, i riti in onore del Santo a cui è dedicata, le manifestazioni di giubilo per la vittoria, le commemorazioni dei defunti, le preghiere di invocazione o di ringraziamento, così come come l’importante benedizione del cavallo e del fantino prima della corsa, un rito che prevede la loro presenza di fronte all’altare, insieme ai contradaioli

Appartenere ad una contrada non significa essere un semplice tifoso, bensì far parte di una comunità che, unita, gareggia per ottenere il traguardo più ambito di tutta la città: il primo posto. Tutto il lavoro, la preparazione e l’attesa di un anno, vengono riversati in due giornate; ragion per cui la contrada non è presente soltanto nei periodi del Palio. All’interno di ciascuna contrada la gente condivide non solo un simbolo o un colore, ma si scambia passioni, idee e usanze, come se si vivesse in una città dentro la città.

Il Palio si organizza annualmente nelle due giornate del 2 luglio e del 16 agosto. Le contrade che possono partecipare sono estratte a sorte, tramite apposita giuria, e soltanto dieci di esse diverranno le concorrenti in gara. Piazza del Campo viene trasformata in una pista da corsa, lunga mille metri e suddivisa in tre giri, sulla quale viene cosparsa polvere di tufo, affinché i cavalli possano avere maggiore aderenza. Il fantino e la contrada di appartenenza vincenti diventano le superstar indiscusse e il loro trionfo viene celebrato in tutta Siena fino al Palio successivo. Quest’anno, a causa dell’epidemia di Covid-19, il Palio dovrà fermarsi per la terza volta nella storia, così come successe durante le guerre mondiali, togliendo ai cittadini senesi la possibilità di vivere una delle manifestazioni più antiche d’Italia.


 
Antonino Sisino

Antonino Sisino

Sono appassionato di sport (soprattutto rugby), musica e tecnologia. Suono il basso elettrico e sono un grande amante del mondo dei videogiochi.

error: Content is protected !!