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L’Italia non è sola

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Il Ministro degli Esteri Di Maio ha presenziato, domenica sera, all’atterraggio dei nove aerei russi avvenuto all’aeroporto militare Mario de Bernardi, nei pressi di Pomezia (Roma). Gli aerei, oltre a trasportare un cospicuo numero di mascherine, ventilatori polmonari e apparecchi per la disinfezione di edifici pubblici, hanno portato in Italia diverse decine di medici militari che affiancheranno i nostri medici italiani nelle corsie degli ospedali.

La Russia, tuttavia, non è l’unico paese che sta dando prova di grande solidarietà internazionale in un momento di emergenza simile. Oltreoceano, infatti, anche Stati Uniti, Cuba e Brasile stanno contribuendo, inviando mascherine e medici specializzati. Dagli Stati Uniti sono arrivate attrezzature mediche e un sistema mobile di stabilizzazione dei pazienti, che probabilmente sarà molto utile nell’Ospedale da campo che è stato allestito dentro la fiera di Bergamo ed è operativo già da qualche giorno. Dal Brasile arrivano 2 milioni e mezzo di mascherine e da Cuba 52 medici, tra virologi e immunologi, i quali hanno messo a punto un farmaco (interferone Alfa 2B) – normalmente impiegato nel trattamento di alcune forme di leucemia, linfoma ed epatite – che pare poter contribuire efficacemente, insieme ad un altro farmaco (un antiretrovirale) utilizzato per l’HIV, al trattamento dei pazienti affetti dal Covid-19. I medici cubani stanno portando in Italia delle scorte di Alfa B2, fornendo dunque un aiuto essenziale e mettendo a nostra disposizione l’eccellenza dei loro ricercatori.

In Asia dall’India e in Africa dall’Egitto arrivano rispettivamente 40.000 e 1 milione e mezzo di mascherine, mentre è già stata annunciata, sia da Di Maio che da Borrelli (attuale Commissario per l’emergenza Covid-19 nonché capo della Protezione Civile) la conclusione di un contratto d’acquisto (ampliabile) con la Cina per più di 2 milioni di mascherine e circa 1000 ventilatori polmonari, che insieme agli altri aiuti e contratti dovranno a tutti i costi cercare di soddisfare l’esigenza media per il nostro paese di 100 milioni di mascherine e 10.000 ventilatori polmonari al mese.

Questi numeri sono la prova che l’Italia non è sola. Anche quei paesi che nelle ultime settimane avevano bloccato l’esportazione di materiale medico-sanitario hanno alla fine sbloccato merci e aiuti. In Repubblica Ceca, dopo il blocco e la sparizione di 110.000 mascherine, il ministro degli affari esteri Tomáš Petříček ha avviato un’indagine interna, ma ha comunque deciso di sbloccare immediatamente un numero eguale di mascherine per l’Italia prima ancora della conclusione delle indagini, dando prova di consapevolezza e prontezza in una situazione di crisi.

Simile il caso della Polonia, che aveva bloccato alla dogana 23 mila mascherine acquistate della regione Lazio, anche queste sbloccate e in arrivo. Episodi come questi sono dovuti al divieto di esportazione di materiale medico-sanitario che tutti i paesi colpiti da una pandemia mettono in atto come prima mossa di difesa, Italia compresa, e non vanno dunque letti come mancanza di solidarietà, ma affrontati, volta per volta, con spirito diplomatico di incontro e comprensione reciproca, nei confronti di un “attacco” senza precedenti che riguarda tutti, nessuno escluso.

L’Italia non è sola e l’Europa non ci ha abbandonati. La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen ha costituito un un consiglio di eminenze scientifiche – un gruppo di epidemiologi e virologi di spicco – per prevedere il corso degli eventi e sviluppare orientamenti e strategie basate su dati concreti per la nostra Unione, con il ruolo di «aiutare gli Stati membri ad affrontare la crisi, formulando raccomandazioni su una linea d’azione comune». Nello specifico: «la Commissione vuole evitare che gli Stati membri adottino misure non coordinate o addirittura contraddittorie che, in ultima analisi, compromettano gli sforzi comuni per combattere l’insorgere del virus».

A completamento del quadro estero, restano da elencare gli sforzi interni e le molteplici iniziative che stanno stringendo il nostro paese in un abbraccio no borders. La società FCA (Fiat Chrysler Automobiles) ha infatti annunciato, attraverso una lettera del proprio amministratore delegato Mike Manley, la riconversione di uno dei suoi stabilimenti per la produzione di mascherine. La collaborazione coinvolgerà anche la Ferrari, con l’obiettivo comune di aiutare la Siare Engineering, azienda bolognese che costruisce ventilatori e respiratori, a raddoppiare la produttività.

La Fondazione Eli Lilly, che finanzia la ricerca in area medica, donerà 1 milione di euro di insulina da loro prodotta, nel sito farmaceutico Lilly a Sesto Fiorentino, agli ospedali italiani. Infine, ultimo dato rilevante, l’appello fatto a tutti i medici italiani per ottenere “rinforzi” per l’emergenza del nord Italia, che ha visto presentarsi – a fronte dei 300 richiesti – più di 8 mila medici.

L’enorme sforzo diplomatico da parte dei consoli e degli ambasciatori italiani che in tutto il mondo ha reso possibile la creazione della solidarietà internazionale di cui oggi, nel momento del bisogno, stiamo raccogliendo i frutti, unito alla sempre più manifesta e concreta coesione interna delle azioni del governo e (auspicabilmente) del settore privato, ci dimostrano a chiare lettere che l’Italia non è sola.


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Veronica Sciacca

Veronica Sciacca

Fin dai banchi di scuola, innamorata della scrittura. Mi piace il ritmo e la verve teatrale, mangiare sano e tirare qualche colpo al sacco.

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