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Urla dalla foresta

Di Alice Antonacci – L’Amazzonia urla e pochi, oltre gli Indios, sembrano sentirla. Nota anche come Foresta Amazzonica, è una foresta pluviale tropicale situata in Sudamerica. La sua area conosciuta supera i 7 milioni di km²; è situata per circa il 65% del territorio in Brasile, ma il suo territorio si estende anche in Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese.

Da anni si sente parlare di deforestazione, assalto alle sue risorse e poca cura per salvaguardare un luogo che è il polmone verde di un pianeta che, negazionisti dei cambiamenti climatici a parte, non se la sta passando troppo bene.

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È la fin troppo frequente lotta fra profitto e benessere. Quando la natura soffre, l’uomo che fa? Per dirla con le parole di De Andrè, “si costerna, si indigna, si indegna, poi getta la spugna con gran dignità”. Non sempre però, e per fortuna.

Che lo si voglia ammettere o meno, siamo in un momento cruciale per la vita del pianeta e davanti a questo stato di cose abbiamo una serie di alternative: pensare che non dureremo in eterno e dunque chissenefrega di chi verrà dopo tanto saranno problemi suoi, oppure riflettere e prendere coscienza che i problemi sono già i nostri, e che probabilmente è sciocco continuare a rimandare ad altri momenti e situazioni , ed è il caso di affrontarli e di muoversi affinché possa esserci un’inversione di rotta nel breve periodo.

Di recente in Brasile, complici i recenti mutamenti in ambito politico, le notizie non sono particolarmente positive. Eppure recentemente è intervenuta una pronuncia che può offrire uno spiraglio di luce. Il popolo Waorani di Pastaza, che ha trovato una carismatica leader in Nemonte Nenquimo, ha vinto una sentenza storica nella corte ecuadoriana, riuscendo (per ora) a proteggere mezzo milione di acri del loro territorio nella foresta pluviale amazzonica da destinare alla trivellazione petrolifera.

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La giovane Nemonte Nenquimo in difesa della Foresta Amazzonica

La decisione adottata da un gruppo di tre giudici della Corte provinciale di Pastaza ha annullato il processo di consultazione con il popolo Waorani intrapreso dal governo ecuadoriano nel 2012, sospendendo la vendita all’asta delle loro terre alle compagnie petrolifere (fonte Leonardo DiCaprio Foundation).

Il verdetto rappresenta un freno per i piani del governo ecuadoriano di sviluppare risorse petrolifere mediante lo sfruttamento dell’Amazzonia centromeridionale, dal momento che è stato ritenuto dai giudici che il consenso per la messa all’asta dei terreni in cui vivono gli indigeni non sia stato raccolto in modo libero e corretto, ponendo un freno alla prevista vendita all’asta di 16 blocchi di petrolio che coprono oltre 7 milioni di acri di territorio indigeno, fornendo un importantissimo precedente legale per altre nazioni indigene in tutta l’Amazzonia ecuadoriana.

Si tratta di una pronuncia che sarà appellata ma che costituisce un punto nodale nella questione relativa al rispetto della foresta amazzonica. Vincere una battaglia non significa vincere una guerra, però esistono battaglie che possono divenire fondamentali nella storia.


Alice Antonacci

Mi piace guardarmi attorno, capire come si muove il mondo in cui vivo, e scriverne.

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