Perché Mattarella ha scelto Carlo Cottarelli?

Il sessantaduenne cremonese Carlo Cottarelli è il Presidente del Consiglio incaricato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo il fallimento di Giuseppe Conte nella formazione di un governo.

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena e con un master in Economia presso la London School of Economics, nel 1981 Cottarelli lavora presso il Servizio Studi della Banca d’Italia fino al 1987. Nel settembre 1988 vola a Washington DC per lavorare al Fondo monetario internazionale, dove rimarrà per 25 anni. Nel 2013 Enrico Letta lo nomina commissario straordinario per la Revisione della spesa pubblica durante il suo governo.

Nel 2014, su nomina del Governo Renzi, Cottarelli diventa direttore esecutivo nel board del Fondo Monetario Internazionale. Per questo motivo, lascia l’incarico di commissario alla revisione della spesa. Dal 2017 Cottarelli assume l’incarico di direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano.

Da sempre contrario all’uscita dell’Italia dall’euro, Cottarelli non ha mai nascosto perplessità sulle politiche economiche di Bruxelles. «L’Italia – ha detto a La Stampa – deve approfittare di questa fase di crescita per rafforzare i conti pubblici razionalizzando la spesa. Quando prima o poi le condizioni peggioreranno il debito ricomincerà a salire rispetto al Pil e ripartirà la speculazione contro di noi. I mercati adesso sono calmi perché, oltre all’azione della Bce, l’economia europea e quella italiana crescono. Però possono cambiare idea in fretta al mutare delle condizioni e avere una crisi di fiducia verso i Paesi dal debito alto».

contratto-675Non ha mai dimostrato fiducia verso gli effetti salvifici di Flat Tax o mini bond. Si è esposto su posizioni adatte a rassicurare i mercati, a cui si aggiunge una consuetudine con i consessi internazionali ed europei che dovrebbero ulteriormente rafforzare la sua posizione. Durante la campagna elettorale è entrato anche nel dibattito sottolineando l’assenza di coperture per la quasi totalità delle misure previste dal contratto Lega-M5S.


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