Il cacciatore, l’amicizia nel dramma della guerra

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Con il titolo originale “The Deer Hunter”, Michael Cimino ha donato al mondo del cinema uno dei più grandi film del XX secolo «Il cacciatore». Nato tra mille difficoltà, e rallentato da numerosi problemi durante le riprese, la pellicola ebbe grandissimo successo e ricevette 9 nomination agli Academy Awards, vincendone cinque tra cui “miglior film”.

Cimino raggruppa un cast stellare con Meryl Streep, Robert De Niro, Christopher Walken ed il compianto e leggendario John Cazale nella sua ultima interpretazione cinematografica.

Il cacciatore tratta, in generale, il tema dell’amicizia sullo sfondo della tragica guerra del Vietnam. Nick (Walken) e Mike (De Niro) sono due americani di origine russa che vivono nella città di Clairton, Pennsylvania. Entrambi lavorano come operai in un’acciaieria, cacciano cervi e stanno per partire per il Vietnam. Unico punto di contrasto e gelosia nella loro saldissima amicizia è l’amore per Linda (Streep) sentimento che comunque non rovinerà il loro legame. La sera prima di partire Nick chiede a Mike un favore: qualunque cosa accada sul campo di battaglia lui non deve abbandonarlo.

Da qui il film prende la “piega” tragica, mostrando la brutalità e lo stress psicologico a cui sono sottoposti i soldati in guerra. Famosissima la scena della roulette russa tra Mike e Nick quando vengono catturati dai vietcong. Gli schiaffi dei carcerieri dati ai soldati americani sono autentici, servono per metterli sotto stress, così come la caduta dall’elicottero di De Niro è stata effettuata 15 volte senza stuntman.

Un’altra grande scena da Il cacciatore è quella che vede Mike rientrato in America e totalmente cambiato. Da questo momento farà di tutto per rintracciare e salvare il suo amico Nick, scomparso durante la fuga dalla prigionia. Simbolismi: non riuscirà più ad uccidere il cervo sbagliando appositamente il colpo per risparmiarlo. Il valore della vita assume un significato dominate nel blocco finale del film e De Niro, fissando il cervo, proferisce un semplice «ok…», una delle sequenze del film che costituisce una delle sue migliori interpretazioni.

Il film proseguirà fino ad un “momento critico” e il successivo (amaro) raffronto della comitiva di amici tra l’esordio e il suo malinconico epilogo.

La durata è di circa 3 ore caratterizzata da una ritmica lenta ma estremamente coinvolgente sino al climax finale delle ultime scene. Una pellicola che ha fatto la storia, altamente consigliato per chi vuole cogliere il lato riflessivo dei rapporti umani. Il tutto arricchito dal famoso tema musicale, “Cavatina”, creato da Stanley Myers per il film. Nel caos della guerra troviamo l’amicizia come barlume del mondo, motore della vita, legame fondamentale per resistere e continuare a lottare contro le avversità.


Valentino Billeci

Vicedirettore editoriale di Eco Internazionale. Sono una persona attenta ai dettagli. Ritengo il lavoro di squadra e la cooperazione le caratteristiche fondamentali per ottenere il successo.

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