Il Patto Aukus, la nuova sfida alla Cina nell’indo-pacifico

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La decisione dell’Australia di costruire sottomarini nucleari in una nuova partnership con Usa e Gran Bretagna in funzione anti-cinese ha scatenato l’ira francese e ha portato a una maggior consapevolezza europea in campo strategico. 


La decisione dell’Australia di costruire sottomarini nucleari in una nuova partnership con Usa e Gran Bretagna, nonostante l’esistenza di un contratto attualmente in vigore con la Francia, è stata considerata una scelta “deplorevole” secondo il governo di Parigi. Celebrato dall’industria francese come “contratto del secolo” – e di un valore, oggi, di 56 miliardi di euro – l’accordo con la Francia firmato nel 2016 prevedeva la fornitura di 12 sottomarini prodotti dal Naval Group di Cherbourg, che ora intende chiedere “compensazioni importanti” a Canberra.

Secondo la stampa australiana la rescissione dei contratti con la Francia potrebbe costare all’Australia diverse centinaia di milioni di dollari di penali. Sono 650 i lavoratori che lavoravano al progetto nei cantieri francesi del gruppo, per cui rappresentava il 10% del volume d’affari. L’accordo per questa fornitura venne stipulato ad Adelaide dai due Ministri della difesa.

L’Ue solidarizza con la Francia

L’Ue è stata colta di sorpresa dall’annuncio dell’alleanza di difesa tra Stati Uniti, Australia e Regno Unito, denominata “Aukus“. «Un accordo di questa natura non è stato cucinato l’altro ieri; ci vuole un certo tempo. E nonostante ciò, l’Unione europea non è stata consultata. Questo ci obbliga di nuovo – e questo è un buon momento per ricordarlo – a riflettere sull’importanza di andare avanti sulla questione dell’autonomia strategica dell’Unione Europea. È un’ulteriore nuova prova che abbiamo bisogno di esistere da soli», ha dichiarato Josep Borrell, Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri, riflettendo dunque su una maggior sovranità europea in campo strategico nel prossimo futuro.

La risposta della Cina

La Cina è stata molto più critica, condannando con veemenza l’accordo “Aukus”. Da Pechino, il portavoce del Ministero degli Esteri è stato piuttosto ruvido, dichiarando: «La cooperazione di Stati Uniti, Regno Unito e Australia nei sottomarini nucleari danneggia gravemente la pace e la stabilità regionale, intensifica la corsa agli armamenti e mette in pericolo gli sforzi internazionali per promuovere la non proliferazione delle armi nucleari».

La partnership trilaterale di difesa tra Washington, Londra e Canberra mira alla stabilità e alla sicurezza della zona indo-pacifica, anche contro le sempre maggiori ingerenze di Pechino. Proprio la preoccupazione occidentale sulla presenza sempre più ingombrante della Cina nella zona dell’Indo-Pacifico ha spinto Usa e Regno Unito a condividere con l’Australia la tecnologia britannica e americana dei sottomarini a propulsione nucleare. 

I rapporti tra Australia e Cina, peraltro, sono  buoni: nel 2018, una nave da guerra cinese partecipò per la prima volta ad una esercitazione marittima australiana. 

Il ruolo degli Stati Uniti

Dal disimpegno sul fronte afghano al rilancio del ruolo di potenza globale in funzione anti cinese: gli Stati Uniti di Joe Biden ci sono, insieme a Regno Unito e Australia, per un asse sulla sicurezza che prevede la condivisione di tecnologie avanzate di difesa. «Si tratta di investire nella nostra più grande fonte di forza, le nostre alleanze – ha detto il presidente Biden – e di aggiornarle, per rispondere meglio alle minacce di oggi e di domani. Si tratta di connettere gli attuali alleati degli Stati Uniti in nuovi modi e amplificare la nostra capacità di collaborare, riconoscendo che non c’è una divisione regionale che tenga separati gli interessi dei nostri partner».

«Il Regno Unito, gli Stati Uniti e l’Australia stanno creando una nuova partnership trilaterale di difesa nota come Aukus, con l’obiettivo di lavorare fianco a fianco per preservare la sicurezza e la stabilità nell’indo-pacifico», ha aggiunto il premier britannico Johnson. «Stiamo inaugurando un nuovo capitolo della nostra amicizia e il primo compito sarà quello di sostenere l’Australia nell’acquisizione di una flotta di sottomarini a propulsione nucleare».

«Abbiamo intenzione di costruire questi sottomarini ad Adelaide, in Australia, in stretta collaborazione con il Regno Unito e gli Stati Uniti», ha dichiarato il primo ministro australiano Morrison. «Ma lasciatemi essere chiaro: l’Australia non sta cercando di acquisire armi nucleari o dare vita a una capacità nucleare civile». Il patto sembra dunque pensato per rilanciare il ruolo globale di Washington dopo il caotico ritiro dall’Afghanistan.

Gli sviluppi

L’annuncio di un accordo per la difesa tra Usa, Gran Bretagna e Australia allarma la Cina (per la minaccia potenziale sullo scenario regionale) e infuria la Francia (che si vede sfilare un contratto da 30 miliardi per la fornitura a Canberra di 12 sottomarini), tanto che Parigi avrebbe definito l’accordo Aukus una “pugnalata alla schiena”.

Intanto da Washington, più che rivedere le proprie scelte, l’amministrazione Biden ha provato ad attenuare i contrasti. Ad oggi, la Francia resta la sola nazione europea ad avere possedimenti territoriali significativi nella regione del Pacifico, dopo la retrocessione di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina, nel 1997.

A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il capo della diplomazia francese Le Drian  ha condannato ancora una volta la risoluzione del contratto per i sottomarini con l’Australia. Sul suolo americano, il ministro dell’Europa e degli Esteri transalpino ha denunciato una decisione “brutale”, una “mancanza di consultazione” e una “violazione di fiducia tra alleati”. I ministri dei 27 Stati membri dell’Unione hanno espresso chiaramente la loro solidarietà alla Francia, e approfittato di questo momento per chiedere una maggiore cooperazione con l’Unione europea nell’Indo-Pacifico. 

Francia e Germania sono d’accordo: la decisione degli Stati Uniti e dell’Australia di privare Parigi di un contratto di fornitura di sottomarini è un duro promemoria che l’UE deve rafforzare la sua capacità di agire in modo indipendente. La dimostrazione di solidarietà da parte della Germania e dei massimi funzionari dell’UE è stata accolta con favore dalla Francia, convinta che la frattura con Washington abbia rafforzato le motivazioni dell’Europa a rendersi strategicamente autonoma.

Il 29 settembre, a Pittsburgh, si terrà il Consiglio per il Commercio e la Tecnologia tra Unione europea e Stati Uniti . La Commissione europea ha reso noto di stare valutando se questa tempesta diplomatica influirà e in che modo sul vertice. Nel frattempo, Emmanuel Macron e Joe Biden sembrano aver appianato i contrasti; decisiva una telefonata tra i due presidenti, per rimettere in piedi le buone relazioni, tanto che Macron ha permesso all’Ambasciatore francese di tornare negli Stati Uniti. Ora non resta che seguire gli sviluppi: tra Cina, Stati Uniti, Unione Europea, Afghanistan e la sfida energetica, l’area indo-pacifica sta diventando il cuore dei conflitti geopolitici attuali.


Antonio Di Dio

Laureato in Studi Filosofici e Storici, scrivo di cultura, politica e geopolitica. Amo l’arte, la poesia, la musica e il cinema. Vedo il giornalismo come una forma di attivismo, un servizio per la comunità.

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