European Network of Migrant Women, la rete che protegge i diritti delle donne migranti

Nata in Belgio e diffusa oggi in 23 Stati, tra cui l’Italia, l’European Network of Migrant Women è la rete che sostiene e promuove i diritti delle donne migranti in Europa.


In tutta Europa, nonostante i numeri dei richiedenti asilo siano costanti negli anni, le politiche di accoglienza tengono ad essere sempre più orientate alla discriminazione, al razzismo, al classismo e alla xenofobia. 

In Italia, in particolare, con le politiche anti-immigrazione e razziste dei governi passati prima, e con il governo di estrema destra della Meloni oggi, ci troviamo di fronte a un muro sempre più alto innalzato contro i migranti al grido di “la pacchia è finita”. 

Questa pericolosissima narrazione si riversa sulla percezione che la popolazione ha del fenomeno migratorio, creando tensioni sociali e promuovendo politiche discriminatorie anche tra comunità storicamente multietniche. 

Le immagini dei migranti diffuse dai media descrivono il fenomeno migratorio con sensazionalismo senza rendere giustizia al profilo demografico, economico e sociale, contribuendo ad alimentare il processo di etichettatura da cui scaturiscono stereotipi e discriminazioni.

Se si prende in considerazione la condizione femminile all’interno del fenomeno migratorio, alle forme di discriminazioni si aggiunge anche un forte sessismo che rende le donne migranti ancora più esposte alle fragilità.

Prendendo in considerazione l’Italia, ad esempio, la percentuale di donne migranti residenti supera il 50% – precisamente il 55% – dunque più della metà della popolazione straniera è costituita da donne. Le donne inattive, non classificabili né come occupate né come disoccupate, rappresentano un altro valore percentuale alto, il che evidenzia l’esistenza di una zona grigia in cui le donne si trovano ancora una volta in una posizione vulnerabile, dove razzismo e sessismo hanno conseguenze fisiche, psichiche, fisiologiche e sociali.

Molti studi condotti da università, Commissione europea e associazioni indipendenti dimostrano che il maschilismo risulta essere un problema sociale nella civile Europa, sia nel rispetto di diritti fondamentali, sia a livello pratico che di narrazione del fenomeno. 

Essere una donna bianca ed europea può essere considerato un privilegio nei confronti delle donne migranti, privilegio che è alla base del divario tra la “parte giusta e fortunata” e il resto del mondo.

La narrazione abituale sulle comunità migranti, specialmente nel caso della narrazione delle donne, ci mostra una realtà debole fatta solamente di donne che hanno bisogno di supporto e aiuto. Per questo motivo esistono anche realtà fatte di donne migranti che si organizzano in gruppi e creano reti di supporto di diversa natura, tra cui l’European Network of Migrant Women (ENOMW), ovvero la Rete europea delle donne migranti.

La Rete europea delle donne migranti 

L’European Network of Migrant Women (ENOMW) nasce in Belgio e nel 2012 è stato formalizzato come Associazione internazionale senza scopo di lucro.  La rete nasce dall’idea di alcune organizzazioni di donne migranti che negli anni precedenti avevano già creato partenariati e manifestato la necessità di una struttura formale che sostenesse le preoccupazioni e promuovesse i diritti specifici delle donne migranti a livello europeo.

ENOMW ha l’ambiziosa missione di trasformare il mondo in un luogo in cui le donne migranti, rifugiate e appartenenti a minoranze etniche non siano considerate soltanto come destinatarie di aiuti, ma come persone autodeterminate e responsabili di decisioni, pienamente in grado di gestire le proprie vite.

Dall’Asia all’Africa, al mondo arabo, all’America Latina, fino alle migrazioni intraeuropee, le associate rappresentano una ricchezza culturale unica della lotta globale delle donne per la libertà economica, politica e fisica. Si contano 50 organizzazioni affiliate in 23 Stati europei, tra cui l’Italia (presente a Roma, Torino e Vicenza).

ENOMW è un’associazione che si identifica come laica e femminista e che dichiara pubblicamente sul sito ufficiale che «le donne sono un gruppo universalmente e unicamente oppresso. La discriminazione contro le donne è il risultato di norme e tradizioni patriarcali che si manifestano a livello globale e che attraversano le differenze etniche, culturali, economiche e di età».

Gli obiettivi principali dell’European Network of Migrant Women

Essendo una piattaforma laica, ENOMW afferma l’importanza della separazione tra religione e Stato, sottolineando che «praticare una religione è una libertà individuale che non deve interferire con altre libertà individuali e collettive». Inoltre, aggiunge: «nessuna pratica culturale, etnica o religiosa può o deve giustificare la violazione dei diritti umani universali di donne e ragazze. Qualsiasi idea di “relativismo culturale” che naturalizzi le disuguaglianze tra i sessi è incompatibile con i nostri valori fondamentali e con il quadro internazionale dei diritti umani».

La discriminazione delle donne basata sul sesso è «intrinsecamente legata e aggravata da altre forme di oppressione basate su razza, etnia, classe, età, status giuridico, disabilità e orientamento sessuale». Per questo motivo, obiettivo fondamentale della rete è quello di eliminare gli stereotipi di genere per soddisfare i diritti umani delle donne, in quanto proprio le discriminazioni basate sul genere – dunque discriminazioni basate sul sesso e sui ruoli creati artificialmente e radicati nella società – risultano essere «dannose per tutti e particolarmente dannose per le donne».

Necessario per attuare un concreto cambiamento volto all’autodeterminazione delle donne, e in particolare delle donne migranti, è il riconoscimento da parte di ENOMW della capacità sessuale-riproduttiva unica delle donne, che storicamente è stata sfruttata per far sì che esse siano sottoposte a controllo e violenze. 

ENOWN si impegna «a denunciare, prevenire e combattere tutte le forme di violenza e discriminazione volte a limitare, controllare e sfruttare la sessualità femminile e la biologia riproduttiva femminile». 

Da questa riflessione scaturisce anche la denuncia del commercio sessuale, la prostituzione, la pornografia e altre forme di sfruttamento della sessualità femminile inquadrate come «il risultato di relazioni di potere ineguali tra donne e uomini, di privilegi economici e diritti sessuali maschili e di oggettivazione e mercificazione sessuale delle donne. Costituiscono una delle forme più pervasive di violenza e discriminazione contro le donne. Riconosciamo che la violenza maschile è un problema pandemico che colpisce le donne in tutte le culture, classi ed etnie e si manifesta a livello interpersonale, familiare, comunitario e istituzionale. Ci impegniamo a perseguire l’obiettivo politico di eliminare le cause sistemiche di questa violenza».

Le principali attività 

ENOWN tenta di realizzare questi ambiziosi obiettivi attraverso diverse azioni, quali l’analisi e le attività di report writing a scopo di ricerca sociale grazie alle quali, ad esempio, è stato possibile portare alla luce alcune pratiche transfrontaliere (cross border practices) a cui sono sottoposte, sotto costrizione, le donne migranti a causa della loro vulnerabilità. Tra queste pratiche ricordiamo il fenomeno delle madri surrogate, in riferimento sia all’esportazione di ovociti sia ai casi di gravidanza forzata.

Le associate e le 50 organizzazioni affiliate in 23 Stati europei offrono un sostegno di natura diversa, come la fornitura di servizi di base alle ONG che si occupano di advocacy e ricerca. Le attività più frequenti della rete riguardano l’empowerment economico, la lotta alla discriminazione, l’accesso alla giustizia e la lotta alla violenza maschile contro le donne. 

I programmi di empowerment proposti sono molteplici e tentano di coprire quante più aree di azione possibili: dal programma di assistenza e sostegno alle vittime di tratta al reddito sostenibile per le madri migranti; dal digital empowerment, fino all’educazione e formazione artistica inclusiva e multiculturale. 

Per sostenere questo network visitate il sito web www.migrantwomennetwork.org 


Immagine in copertina di http://www.migrantwomennetwork.org

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Alice Castiglione

Vivo in UK, sono una visual artist e creatrice di contenuti, senza lasciare mai da parte l'attivismo.