Roberto Benigni e Nicoletta Braschi: i premi dedicati all’amore

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Non poteva aprirsi in maniera migliore la 78esima edizione del Festival del cinema di Venezia, all’insegna dell’amore, quello vero, intellettuale e che innalza la bellezza dell’anima degli esseri umani.


A inaugurare il primo red carpet della 78esima edizione del Festival del cinema di Venezia, è stato proprio lui: l’amore.

Roberto Benigni viene premiato con il Leone d’oro alla carriera e quello che ha detto alla consegna del premio ci ha fatto sorridere dolcemente tra le lacrime di commozione. Se esistesse un premio per il gesto d’amore più bello e uno per l’uomo più innamorato del mondo, sicuramente andrebbero a lui.

Roberto Benigni la chiama “la sua divinità”, Nicoletta Braschi, che ha conosciuto negli anni ’80 e in seguito sposato nel 1991 in un convento di clausura, con una cerimonia super segreta. È da quel momento che le loro vite si intrecciano per sempre, oltre quella privata anche quella lavorativa.

40 anni di «amore a eterna vista»

«Ci presentarono amici comuni. Da allora ci siamo nutriti delle stesse cose. Veniva a prendermi all’Accademia e andavamo al cinema quasi tutti i giorni; quando si riusciva anche a teatro. Ci passavamo i libri» ha raccontato Nicoletta. Nel 1988 il primo film insieme, Il piccolo diavolo , si può definire l’anno zero della loro vera esistenza, ovvero quella della coppia.

Da allora hanno prodotto loro stessi i loro film, sotto suggerimento di Nicoletta che per lui è stata «la sua luce divina»: film come Johnny Stecchino, Il mostro, Pinocchio, La vita è bella che sono entrati nella storia e nel cuori di tutti.

Quella di mercoledì però, non è stata la prima dedica alla moglie. Roberto Benigni ha sempre dedicato a lei ogni riconoscimento, evidenziando l’essenzialità della presenza di lei nella sua vita. Quando nel 1999 Roberto Benigni salì sul palco dell’Academy Awards per ritirare l’Oscar al miglior film straniero, alla fine del discorso disse: «E visto che questo film, La vita è bella, è innanzitutto una storia d’amore, così come Dante disse L’Amore che muove il sole e l’altre stelle, vorrei dire che l’amore per me è come una divinità. E che quando ci credi fino in fondo, a Dio e all’amore, a volte ecco che loro ti appaiono per davvero. È proprio per questo che voglio dedicare questo premio a mia moglie, alla mia divinità, Nicoletta Braschi».

E ancora nel 2017 per il David di Donatello alla carriera non si fece mancare la dedica a Nicoletta: «Vorrei dedicare questo premio a mia moglie, Nicoletta Braschi, ma non posso. Ho fatto tutto con lei, per lei e grazie a lei. Quindi questo premio non è mio ma è suo, le appartiene. E vorrei tanto che fosse lei, in cuor suo, a dedicarlo a me».

«Conosco solo una maniera per misurare il tempo: con te o senza di te»

Così mercoledì scorso Roberto Benigni, parla di sua moglie, mentre riceve il Leone d’oro alla carriera. Anche questa volta un grande omaggio all’amore, al suo amore, che sembra restituirci l’immagine della possibilità dell’impossibile: ovvero l’eternità dei sentimenti.

«Non posso neanche dire o dedicare questo premio a qualcuno in particolare, ma permettetemi di dedicare giusto qualche parola alla persona che è l’apice dei miei pensieri, la mia attrice prediletta, Nicoletta Braschi. Nicoletta, anche questo premio è tuo, anche questo ti appartiene, e sarai tu a dedicarlo a chi vorrai. Abbiamo fatto tutto insieme, io e te, per ormai quarant’anni e per chissà quanto tempo. E non so neanche come si misura, il tempo, ma io ho una mia maniera precisa di misurarlo: con te e senza di te. Quindi magari, se ti va, questo Leone possiamo dividercelo: Io prendo soltanto la coda, mentre le ali sono le tue, così come il talento, il fascino, la femminilità. Sei stata e sei per me quello che si chiama amore a prima vista, amore a ultima vista, anzi… amore a eterna vista».

Tutto questo va oltre il mero romanticismo da sonetto cavalleresco. Queste parole hanno elogiato la grande mente della donna che sta al suo fianco, ne ha innalzato la purezza del suo spirito la tenacia e la forza. L’ha descritta come una luce che lo ha guidato, al bando ogni traccia di patetica mascolinità tossica. Roberto Benigni ha così evidenziato la sua grande stima per la donna che ama e per le donne in generale.

Benigni ci sorprende sempre con le sue parole, ci ha affascinato per il suo grande amore per Dante e oggi ancora di più per il grande amore e rispetto per la sua eterna compagna di vita, Nicoletta.


Immagine in copertina di Harald Krichel

Virginia Monteleone

Responsabile "Eco Culturale". Credo che l’arte sia una scelta di vita, e che la si sceglie in vari modi: la si fa, la si spiega, la si vende o la si compra. Io la svelo nella sua semplicità.

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