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I film di Natale: il calore confortante e rassicurante del rewatch

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Quante volte abbiamo esclamato “Adesso sì che è davvero Natale!” guardando in tv la programmazione di un tipico film natalizio? È una tradizione che tendiamo mantenere perché in sé custodisce un significato profondo.


«E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto di madeleine. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. […] All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di madeleine che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio». 

È il più celebre passaggio di Marcel Proust, della madeleine, che nel nostro quotidiano è diventato simbolo della potenza del ricordo. Perché è quello che ci accade molte volte durante le nostre giornate: un odore caratteristico, una sfumatura particolare di colore, un paesaggio. È così che emergono in noi quei momenti di vita passata, felici o dolorosi che siano, ma che ci legano inesorabilmente a passaggi che hanno segnato il nostro percorso esperienziale. Ci hanno strappato un sorriso, ci hanno reso nostalgici, malinconici oppure orgogliosi.

In mezzo a tutte le “madeleine” non possono non esserci anche i film natalizi, che ogni anno la tv o le piattaforme di intrattenimento ci ripropongono e ci portano indietro nel tempo, ai momenti condivisi in famiglia e con le persone care. Non importa la nostra età, sono momenti che appartengono a ognuno di noi e che rispolveriamo sempre con piacere: li abbiamo visti da piccoli con i nostri genitori, costruendo così ricordi indelebili, e li rivediamo insieme ai nostri figli per trasmettere anche a loro gli stessi sentimenti di felicità e condivisione; li guardiamo con gli amici, in un pomeriggio freddo e piovoso sul divano, o da soli, con una tazza di tè e il nostro animale domestico. Ci fanno compagnia e ci fanno sorridere se stiamo attraversando un brutto momento oppure ci inducono la malinconia di momenti mancati.

L’immaginario che il mondo cinematografico ci ha offerto è davvero vasto: sfidiamo chiunque a cambiare canale davanti a un Kevin (Macaulay Culkin) che, in Mamma ho perso l’aereo, manipola un film per farsi consegnare una pizza o escogita trappole per evitare che i due ladri possano svaligiare la sua casa; così come non ci potremmo mai stancare dell’amicizia di Billie Ray (Eddie Murphy) e Louis (Dan Aykroyd) in Una poltrona per due intenti a vendicarsi della scommessa subdola dei fratelli Duke.

I film natalizi ci fanno sentire a casa, ovunque ci troviamo. E alcuni di loro hanno segnato la storia del cinema. Oltre ai due appena citati, non sarebbe Natale senza il maglione con le renne che, in Il diario di Bridget Jones, Mark (Colin Firth) indossa alla vigilia, o senza i dolci sorrisi di Kris (Richard Attenborough) e Susan (Mara Wilson) in Miracolo nella 34esima strada. Immancabile nella lista dei film che non stancano mai è Love Actually che riesce a far emergere sentimenti di amore anche nei soggetti più cinici, mentre Il Grinch è, addirittura, diventato metafora per indicare qualcuno che non apprezza l’aria natalizia, con le sue luci, i festoni e la corsa contro il tempo per il regalo perfetto.

Nightmare before Christmas, Polar express e A Christmas Carol fanno emergere, poi, la parte più bambinesca che si cela in ognuno di noi. Sono i tre film d’animazione per eccellenza che almeno una volta nella vita bisogna aver visto.

L’importanza di trovare un momento per rivedere almeno uno di questi film non è semplicemente legato al Natale, ma presenta un significato più profondo. Il ricordo, che prima costruiamo e poi custodiamo, ci permette di capire e di apprezzare i piccoli e semplici gesti di vita accanto alle persone a noi care. Soprattutto oggi, che alcuni di loro, anche a causa della restrizione della pandemia, non possiamo avere accanto. 

Un film visto più volte non è mai lo stesso: inconsapevolmente si inseriscono diversi livelli interpretativi, conseguenza di diverse esperienze che cristallizziamo nel tempo, che ci permettono di afferrare sfumature differenti che prima o non coglievamo o semplicemente adesso sono passate in secondo piano.


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Mariangela Pullara

Agrigentina, ma palermitana di adozione. Cresciuta a pasta e libri: la Fenomenologia dello Spirito di Hegel e lo Statuto dei lavoratori sono i miei romanzi preferiti.

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