Sanremo 2022, un festival da brividi

Si è conclusa ieri sera la 72esima edizione del Festival di Sanremo, l’edizione dei record che ha visto vincere il duo Mahmood e Blanco con “Brividi”.


Un podio formato da tre diverse generazioni, con Mahmood e Blanco, i vincitori già “da record”, con Elisa (“O forse sei tu”) al secondo posto e con Gianni Morandi (“Apri tutte le porte”) al terzo posto. Due ballad molto emozionanti ed intense le prime due, di sentimenti inespressi e amori duraturi, e una botta di positività nonostante le difficoltà con il brano di Morandi.

Il terzo Festival della pandemia 

Il festival è tornato con il pubblico in sala, dopo l’edizione con i palloncini del 2021. Il terzo Sanremo di Amadeus è stato il più seguito degli ultimi anni, raggiungendo persino il 60% di share nella serata delle cover, un risultato che non si vedeva dal lontano 1995. Forse complice la pandemia, forse il cast eterogeneo formato da molti giovani, fin dalla prima serata il festival è stato visto da milioni di persone che sono rimaste fedeli nel corso delle cinque serate.

Poche canzoni hanno spiccato da subito, ma alla finale, si sa, iniziano a piacere tutti e 25 i brani in gara. Nella kermesse si sono alternate ballad moderne come quelle di Noemi e Michele Bravi, a brani più classici come quelli proposti dai veterani come Iva Zanicchi e Massimo Ranieri, vincitore del premio della critica con “Lettera dal di là del mare”, una poesia sulla migrazione degli italiani. Molte canzoni hanno portato il pubblico a scatenarsi, come la scoppiettante ‘’Dove si balla’’ di Dargen D’Amico, “Ciao ciao” de La Rappresentante di Lista, un brano con un testo molto arguto sulla fine del mondo che avrebbe meritato il podio, e la sensuale “Chimica” di Rettore e Ditonellapiaga.

Un Sanremo di giovanissimi 

Non è mancata la “quota giovanissimi” di Amici con Irama che si è finalmente potuto esibire dal teatro Ariston e non in DAD come nel 2021, arrivato a un passo dal podio; e poi Sangiovanni, con la sua canzone elettro pop “Farfalle” e Aka7even, più sdolcinato con “Perfetta”. Ma i veri giovani, quest’anno direttamente accorpati all’unica sezione “big”, sono state le rivelazioni di questa edizione. 

Parliamo specialmente di Matteo Romano, dalla voce delicata che ha proposto ‘’Virale’’, parlando dei rapporti in tempi di social. Yuman, il vincitore di Sanremo Giovani, con una voce potente ha cantato la  sua canzone di riscatto, “Ora e qui”. L’ultimo giovane (anche in classifica), Tananai, ci ha fatto divertire con la sua ‘’Sesso occasionale’’ sul provare a  riprendersi un rapporto (anche se il canto non è stato proprio il suo forte).

Fantasanremo e papalina 

Un festival, dunque, che si è aperto ai giovani un po’ più invogliati a seguirlo grazie anche al Fantasanremo, il gioco online  che ha permesso di schierare una squadra di 5 cantanti e acquistare punti in base a ciò che fanno gli artisti durante la gara. 

Tutto ciò ci ha regalato dei momenti esilaranti sul palco, tra Rkomi e le sue flessioni con Amadeus, Emma che dà i fiori all’orchestra perchè ‘’devo fare i punti al Fantasanremo’’ e quasi tutti gli artisti che urlano ‘’Fantasanremo’’, ‘’papalina’’ e ‘’un saluto a Zia Mara” con un Amadeus molto perplesso ma che sta al gioco. Questo clima giocoso ha permesso di far sentire i cantanti, soprattutto i più giovani, più coinvolti e spensierati e il pubblico da casa di segnare punti e creare meme che rimarranno nella storia.

Per quanto riguarda la conduzione, quest’anno Amadeus ha avuto al suo fianco il suo amato ciuri, Fiorello, soltanto nella prima puntata, vuoto che si è fatto sentire nel resto delle serate. La mancanza di Fiorello è stata riempita da altri siparietti e ospiti e da una co-conduttrice ogni sera: Ornella Muti, Lorena Cesarini, Drusilla Foer, Maria Chiara Giannetta e Sabrina Ferilli, tutte presenze – va detto – quasi sempre relegate in secondo piano.

Gli interventi della serata 

Intervento molto importante quello di Lorena Cesarini, attrice che nel suo monologo ha parlato di cosa vuol dire essere nera in Italia e degli insulti che ha ricevuto quando è stata annunciata come co-conduttrice. Un monologo toccante che ha finalmente visto protagonista una donna nera che ha parlato della propria esperienza. 

Il contrario di ciò che invece è successo nella serata di giovedì sera, in cui si è assistito all’ennesimo esempio di inspiration porn, con 5 persone disabili, cieche, chiamate da Maria Chiara Giannetta – interprete di una poliziotta cieca nella fiction Rai. Non è stata data voce a nessuno di loro per poter raccontare la propria storia, quasi vittime di pietismo. 

I passi da fare per essere più inclusivi all’Ariston sono parecchi, se troviamo in prima serata Checco Zalone con il solito siparietto transfobico che dovrebbe prendere di mira l’italiano medio, il quale invece finisce per ridere e credere a quegli stessi stereotipi messi in scena, a discapito delle minoranze. 

L’ha capito Drusilla Foer, che ha oscurato perfino il presentatore per bravura e presenza scenica anche con poche intelligenti parole. Quest’ultima nel suo monologo ha sottolineato l’importanza dell’unicità di tutti noi, dell’ascolto e della gentilezza verso l’altro. Forse, come ha sottolineato Sabrina Ferilli durante la finale, di certe tematiche e argomenti dovrebbe parlarne chi ha toccato con mano queste esperienze e chi ha le competenze per poter affrontare certi discorsi.

Ospiti tutti italiani

Gli ospiti musicali – tutti italiani – si sono esibiti ogni sera: una celebrazione della musica nostrana e di alcuni dei nostri migliori artisti dove tra i primi non sono potuti mancare i Maneskin, che proprio sul palco di Sanremo hanno cominciato la loro scalata mondiale. Impeccabili le performance di Laura Pausini e di Cesare Cremonini, che ha festeggiato 20 anni di carriera con un medley delle sue canzoni più celebri, facendo ballare tutto l’Ariston. Marco Mengoni, durante la finale, ha presentato invece l’ultimo singolo e cantato dopo 9 anni dalla vittoria con “L’essenziale”, preceduto da un necessario monologo con Filippo Scotti a proposito di social e leoni da tastiera. 

Dunque, un Sanremo che come sempre ha fatto molto parlare di sé e che verrà ricordato anche per aver fatto terminare quasi tutte le serate prima dell’una di notte (un evento raro). Ed è già record anche “Brividi”, la canzone vincitrice che è arrivata alla posizione numero 6 della classifica globale degli ascolti di Spotify, la posizione più alta mai raggiunta da una canzone italiana. 

Tra consensi e lamentele e, soprattutto, nuove canzoni da canticchiare, Sanremo ci ha comunque regalato cinque serate di spensieratezza e divertimento, molto importanti in questo periodo storico. Non ci resta che far iniziare il conto alla rovescia per la prossima edizione e intanto, caro Sanremo 2022, con la testa, con il petto e con il cuore, Ciao ciao.


Matilde Mancuso

Classe 1995. Appassionata di letteratura, diritti umani, cinema e musica, nella mia vita non può mancare una tazza di tè e il prossimo viaggio programmato.