L’orto sociale di Anffas, la parola al futuro

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Affrontare il tema della disabilità non significa “adattamento del singolo al contesto”; significa comprendere che la diversità è una qualità umana e la disabilità ha ritmi e parole che gli appartengono e che vanno rispettati. Questo, e molto altro, è la missione di Anffas.


Al civico 70/a di via Imperatore Federico, gli spazi del Mediterraneo Tennis Club nascondono alla vista dei passanti una piccola grande sorpresa. In quella che è, a tutti gli effetti, una delle zone più trafficate e inquinate di Palermo, cresce silenziosamente, sotto la spinta creativa dell’Associazione Nazionale Famiglie  di Persone con disabilità intellettiva e/o relazionale (Anffas), un orto sociale gestito dai giovani e dalle loro famiglie. 

Ogni anno, in primavera, questo prezioso scrigno verde ospita le loro storie, accoglie le parole che non sempre è facile esprimere e le trasforma, attraverso il lavoro manuale e la condivisione di scopi comuni, in traguardi e vittorie conquistati  “a piccoli passi”. A tale proposito sembra necessario citare la Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea Generale il 13 dicembre 2006.

In particolare, nel preambolo si legge che «la disabilità è un concetto in evoluzione… è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società». Se è vero dunque che le criticità risiedono nel contesto socioculturale in cui viviamo, e non nei singoli individui, appare altrettanto evidente l’urgenza di un deciso cambio di prospettiva, nell’ottica non più di una società “che integra”, ma piuttosto di un ambiente “che include”. 

Affrontare il tema della disabilità non significa adattare il singolo al contesto, che resta quindi padrone delle sue regole e dei suoi tempi di marcia, ma comprendere che la diversità è una qualità umana e la disabilità, nello specifico, ha un proprio modus operandi, con parole e ritmi che vanno accettati e rispetto ai quali la società deve prepararsi.

Una lezione, questa, che Anffas ha fatto propria sin dalla sua fondazione, come dimostra – per quanto concerne nello specifico la sede palermitana – l’istituzione su sua iniziativa di un Organismo Territoriale per la promozione dei diritti delle persone disabili del Comune di Palermo avvenuta il 5 luglio 2017. L’Organismo, che oggi conta una cinquantina di membri, tra enti e portatori di interesse, svolge un ruolo fondamentale nella co–progettazione, nonché nella realizzazione di un contesto cittadino sempre più inclusivo.

Ancora di grande importanza, in questa direzione, è stata la recente proposta di modificare l’applicazione “Palermo – Mobilità”, inserendo una funzionalità che consente al singolo individuo di scattare una foto alle auto o ai mezzi che occupano i posteggi riservati ai disabili, inviandola poi direttamente alla Municipale. E gli esempi potrebbero continuare, trovando tutti il loro filo conduttore nel concetti cruciali di autodeterminazione e auto-rappresentanza (self–advocacy), ovvero, come già sottolineato in precedenza, nella necessità di una società che accetti la diversità e i suoi “piccoli passi” non solamente per migliorare il tenore di vita delle persone con disabilità, ma per progredire essa stessa. Necessità avvertita con forza sempre maggiore, specialmente alla luce della pandemia attualmente in corso. 

Antonio Costanza, Vice Presidente di Anffas Sicilia e Presidente di Anffas Palermo, ricorda bene il 9 Marzo 2020, quando la quotidianità dell’associazione venne improvvisamente sconvolta dall’arrivo del Covid-19 ed ebbe inizio il lockdown

L’orto sociale acquisì allora un nuova valenza: non era più soltanto un modo per mettersi alla prova e stimolare l’empatia tra i giovani agricoltori, ma anche e soprattutto un efficace strumento di rinascita, sia per i ragazzi che per quanti si prendevano cura di loro. La possibilità di curare un giardino ha portato con sé un’incredibile carica di fiducia nel futuro e di resistenza ai cambiamenti che il nuovo stato di cose imponeva. Tutto questo a fronte di una forte crisi nel settore (che già presentava parecchi limiti) dell’esigibilità dei diritti, nonché in quello degli aiuti istituzionali.

Un universo quello dell’Anffas che vuole ripartire con tutta la propria forza e cerca le parole per farlo. Lo scorso giovedì, l’argomento è stato affrontato nell’ambito del primo vero evento in presenza da mesi, tenutosi non a caso al civico 70/a di via Imperatore Federico.

Le parole della ripartenza, moderato dalla Dottoressa Rossella Miorin, coordinatrice dei servizi Anffas Palermo, ha visto la partecipazione tra gli altri del Presidente Nazionale Roberto Speziale e del Presidente Regionale Giuseppe Giardina. Presente, inoltre, anche il Comitato Lettura Day, per la riscoperta della lettura ad alta voce come strumento per fare rete e ritrovare il rapporto con l’altro, che ha promosso un momento di lettura di brani di prosa e poesie da parte degli associati e delle persone con disabilità.

Il pomeriggio, in particolare, è stato l’occasione per riflettere accuratamente su una ripresa che deve essere soprattutto concettuale e valoriale, alla luce del vaso di pandora scoperchiato dalla pandemia, delle tante, troppe problematiche sociali del nostro territorio che non sono nate con essa ma che erano già presenti e da tempo ignorate.

Si è altresì parlato di quelli che sono stati e saranno i servizi offerti da Anffas Palermo per il 2021. In particolare, al di là del già citato laboratorio di orticoltura, è stato avviato il cosiddetto “SED”, il Servizio educativo domiciliare, con attività porta a porta e consulenze psicologiche volte a non lasciare indietro nessuno (“veniamo noi da voi”). 

Inoltre, onde ovviare al fenomeno delle fake news e per facilitare l’accesso delle famiglie e dei ragazzi ai numerosi – e spesso di difficile lettura – DPCM, è stata istituita un’unità di crisi a livello centrale, che si è occupata di raccogliere, sintetizzare e semplificare gli atti normativi comunali e governativi, adesso liberamente consultabili sul sito internet dell’Associazione.

Ancora, importante è la realizzazione di una piattaforma online E–Anffas, per lo shopping solidale dei prodotti realizzati dagli autorappresentanti con il supporto dei facilitatori. Una risorsa per la raccolta fondi ma anche e soprattutto un esperimento lavorativo di autodeterminazione.

Ricordiamo, infine, i laboratori di pittura e le attività ludiche e sportive; il corso di sala tenuto dal maitre Giuseppe Zarcone e la cosiddetta palestra educativa, che consente ai partecipanti di vivere le azioni della vita quotidiana sviluppando competenze relazionali.


Beatrice Raffagnino

Il giornalismo, la scrittura e la fotografia sono stati sempre parte del mio modo d'essere. È una forma d'amore e di ribellione il voler conoscere.

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