Acqua e alloro, fra mito, benefici e proprietà afrodisiache

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L’alloro, pianta povera e mediterranea, è stata sempre nostra alleata culinaria. I greci ci hanno lasciato l’eredità dell’uso a fini celebrativi, ma pochi sanno che la pianta sacra ad Apollo ha anche natura afrodisiaca.


Digestiva o afrodisiaca, con o senza zucchero, l’acqua con l’alloro comunemente conosciuta come acqua cu l’ addauru o canarino, per via del suo colore giallo pallido, è una delle bevande di frequente richiamo ma di remota tradizione.

Entrata nella nostra cucina come alleata dell’attività stomacale per digerire fastosi pranzi luculliani, ha anche proprietà antinfiammatorie: le foglie di alloro, infatti, oltre che usate per condire cibi, sono ricche di principi attivi con effetti carminativi. Offrono, inoltre, numerosi benefici contro dolori articolari, tosse, raffreddore e influenza, ma anche contro l’insonnia, grazie alle sue proprietà rilassanti; alla circolazione sanguigna per via dell’acido ialuronico e per i dolori mestruali.

alloro foglie

L’alloro è anche un ottimo repellente e alleato per chi soffre di forfora, utilizzando l’infuso per risciacquare i capelli. In passato l’alloro era impiegato per conservare i cibi e proteggerli dalla loro degradazione, mentre i superstiziosi lo utilizzavano come ornamento domestico per scacciare gli spiriti maligni, o qualora si volesse conoscere il futuro bastava sistemare delle foglie sotto il cuscino.

L’alloro è una pianta mediterranea, nota fra Greci e Romani che ne usavano le foglie per incoronare artisti, poeti e condottieri celebrandone la gloria, tradizione quanto mai attuale ai giorni nostri per i laureati. Pianta sacra ad Apollo, per anni venne usata per curare i malanni. 

alloro greci

Sempre dai greci ci viene tramandato il mito Dafni, pastore e poeta, considerato come il padre della narrazione bucolica in rima, reso cieco dall’ira vendicativa di Giunone. Viveva nei pressi di Ragusa, figlio del dio Hermes e della ninfa Dafnide e sposato con Echeneide, figlia di Giunone. Dopo ripetuti episodi che celebrano la sua fedeltà nei confronti della sua sposa, Dafni viene sedotto con l’inganno dalla regina Clifene che gli offre una bevanda di alloro corretta con un vino potentissimo.

Sorti gli effetti afrodisiaci, Dafni dimentica gli impegni coniugali e si concede a valzer amorosi con la regina, finché l’ira funesta della suocera Giunone, decide di privare Dafni della vista.

Un altro mito, invece, vede Dafni in vesti femminili fuggire da Apollo, perdutamente innamorato di lei. La fanciulla per scappare dalle grinfie di un amore non corrisposto chiede aiuto a Gea che la trasformerà in una pianta di alloro. Il Dio pur di averla solo per sé, decide di proclamare l’alloro sacro al suo culto, come racconta anche Ovidio nelle Metamorfosi: «poiché tu non sarai la mia sposa, sarai almeno l’albero mio: di te sempre, o lauro, saranno adornati i miei capelli, la mia cetra, la mia faretra».

Non solo nel mito, ma anche nella realtà. L’alloro, se abbinato ad altre piante, come assenzio, finocchio, angelica, menta, e tanti altre, gode di poteri afrodisiaci: il modo migliore per sortire queste proprietà è prepararlo come infuso, sciroppo, o succo.

In Sicilia viene prevalentemente preparato come infuso, lasciando riposare delle foglie secche in un bicchiere di acqua calda; quando questa assume un colore paglierino, la bevanda è pronta. All’occorrenza si può aggiungere limone o zucchero, ognuno secondo le preferenze del proprio palato. Ma non solo, è un buon mezzo per aromatizzare le pietanze durante la loro cottura, che si tratti di carne o pesce, zuppe, minestre o risotti. 

La tradizione vuole che le foglie essiccate vengano fatte riposare insieme al cibo durante la cottura, permettendo così il rilascio dell’aroma che rende i piatti più saporiti e goderecci. Ma non è solo cibo: l’alloro è utilizzato anche per preparare il rosolio, celebre liquore siciliano. Sostituiti i petali di rose con le foglie secche della pianta mediterranea, queste vengono fatte macerare nell’alcool per quindici giorni. Era la bevanda offerta più e più volte durante cerimonie e battesimi.

In copertina acqua e alloro da In cucina con Angela


Maria Martina Bonaffini

Viaggiatrice solitaria alla volta di nuove terre, mai immobile e sempre (o quasi) con l'ironia in tasca.

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