Il Sei Nazioni di rugby, storia di un torneo

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Giunto alla sua ventiduesima edizione, il Sei Nazioni di rugby ha in realtà una storia ultracentenaria. L’Italia rischia anche quest’anno di recitare il ruolo di semplice comparsa.


Il Six Nations Championship (Campionato Sei Nazioni) è uno dei più importanti tornei di rugby a 15 a livello internazionale. Le sei squadre partecipanti sono le seguenti selezioni nazionali (in corsivo i rispettivi stadi): 

Inghilterra (Twickenham Stadium Londra) 
Irlanda (Aviva Stadium Dublino)
Scozia (Murrayfield Stadium Edimburgo)
Galles (Millennium Stadium Cardiff)
Francia (Stade de France Saint-Denis)
Italia (Stadio Olimpico Roma).

Cenni storici

Il torneo, come direbbero gli inglesi, è vecchio di 138 anni, in quanto la prima edizione venne disputata nel 1883 con il nome di Home Nations e parteciparono solamente le quattro regioni del Regno Unito. L’Inghilterra riuscì a portarsi a casa il primo trofeo, aggiudicandosi l’anno successivo anche il primo riconoscimento simbolico per aver vinto tutte le partite: il cosiddetto Triple Crown

Nel 1910, l’Home Nations cambiò nome in Five Nations, poiché il torneo venne allargato alla Francia. Malgrado le sconfitte subite nel corso degli anni e l’estromissione dal torneo dal 1931 al 1939 per professionismo (il rugby divenne sport professionistico solo nel 1995), la squadra dei Les Coqs francesi ottenne la prima vittoria in solitario nell’edizione del 1959. 

Nel 2000 si arrivò all’attuale formula del torneo grazie all’ingresso dell’Italia. Il 5 febbraio 2000, infatti, l’azzurro, insieme al tricolore della Federazione Italiana Rugby (F.I.R.), coloró lo stadio Flaminio di Roma. Nella prima edizione del Sei Nazioni la nostra nazionale bagnó il suo esordio con uno storico successo contro la Scozia, battuta col punteggio di 34 a 20. 

La formula del sei nazioni

Il campionato si svolge ogni anno da febbraio a marzo con la formula del girone all’italiana, in base al quale le squadre si incontrano una sola volta, ogni fine settimana, giocando cinque incontri. Il sistema di assegnazione dei punti, per la formazione della classifica, è stato cambiato nel 2017 per adeguarlo a quello adottato negli altri campionati, come ad esempio il Rugby Championship (torneo disputato nell’emisfero australe in cui si sfidano i famosi All Blacks della Nuova Zelanda, i Wallabies australiani, gli Springboks del Sud Africa e i los Pumas dell’Argentina). 

sei nazioni di rugby

Per ogni incontro vengono assegnati 4 punti per la vittoria, 2 punti per il pareggio e 0 punti per la sconfitta; si assegna, inoltre, un punto supplementare alla squadra che abbia marcato quattro o più mete in un singolo incontro; un punto in più alla squadra che abbia perso con sette punti o meno di scarto. Altro traguardo molto agognato è quello del Grande Slam (nuovo nome del Triple Crown dopo l’ingresso di Francia e Italia), il quale permette di ricevere 3 punti bonus in caso di vittoria di tutti e cinque gli incontri del campionato. Se in classifica vi sono più squadre con lo stesso punteggio, viene premiata quella che ha la miglior differenza punti generale e, in caso di ulteriore parità, vince il torneo chi ha realizzato più mete.

Six Nations 2021

Il Sei Nazioni 2021 (ventiduesima edizione) ha avuto inizio lo scorso 6 febbraio e dopo la seconda giornata il torneo ha iniziato a far emergere i reali valori in campo. La Francia sta mettendo in mostra una possente solidità difensiva e la costante presenza di un pressing di altissimo livello, caratteristiche grazie alle quali è riuscita ad aggiudicarsi entrambe le sfide giocate (contro Italia e Irlanda). Al primo posto con nove punti in classifica c’è anche il Galles – comunque meno convincente rispetto ai francesi – che ha vinto le sue due partite contro l’Irlanda e la Scozia, giocando sempre in superiorità numerica. 

Scorrendo la classifica troviamo l’Inghilterra con sei punti e la Scozia con cinque. Nella prima giornata la Scozia, approfittando di un’Inghilterra confusa e poco organizzata, è riuscita ad “espugnare” il Twickenham Stadium a distanza di ben 48 anni dall’ultimo successo. Penultima in classifica a quota due punti, l’Irlanda è rimasta a bocca quasi asciutta sia contro il Galles che contro la Francia. 

Candidata anche quest’anno al ruolo di semplice comparsa, l’Italia è stata surclassata nella prima giornata dai cugini francesi (10 a 50 con sei mete subite) allo Stadio Olimpico; da segnalare la presenza dell’arbitro irlandese Joy Neville, prima donna incaricata al Television Match Officer (TMO). Nella seconda giornata gli azzurri si sono arresi anche contro l’Inghilterra a Londra (41 a 18). 

Attualmente è ancora presto per tirare le somme e per fare pronostici sulla classifica finale del Six Nations 2021, ma sicuramente le prossime giornate del torneo daranno indicazioni interessanti anche in vista della prossima Coppa del Mondo di rugby che si disputerà in Francia nel 2023. Per l’Italia il calendario prevede l’Irlanda (27 febbraio) e il Galles (13 marzo) in casa, quindi la Scozia (20 marzo) in trasferta. 


Antonino Sisino

Sono appassionato di sport (soprattutto rugby), musica e tecnologia. Suono il basso elettrico e sono un grande amante del mondo dei videogiochi.

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