Tempo di lettura: 3 minuti

Alysia Montano, una mamma ‘wonder woman’ per l’atletica leggera

Condividi

 
 

Atleta e mamma, la mezzofondista statunitense ha corso gli 800 metri del 2014 e 2017 durante le sue gravidanze.


Alysia Johnson in Montano nasce nel Queens, il 23 aprile 1986. L’infanzia trascorsa in un ambiente familiare a prevalenza maschile tempra il suo carattere in modo deciso e ciò la porterà nel corso della sua vita a battersi spesso per la parità di genere

Si trasferisce presso Santa Clarita, in California, per frequentare la Canyon High School, dove emergerà il suo talento per basket, calcio e atletica. Nel 2004 decide di concentrarsi maggiormente sul calcio e sull’atletica e vince il CIF State Championship. In seguito, abbandonato l’interesse collegiale per il calcio, delineerà maggiormente la sua strada verso le Olimpiadi, puntando tutto sull’atletica leggera. Guidata da Tony Sandoval, presso Berkeley (Università della California), riuscirà a diventare la fuoriclasse degli 800 metri che conosciamo oggi.

Il 2007 è un anno glorioso per Alysia Montano, quello della migliore stagione nella storia della Cal Berkeley, con la conquista dei titoli NCAA indoor e outdoor, nonché del suo primo titolo sugli 800 metri nel campionato USA. L’anno seguente la campionessa, anche a causa dello stress legato all’intenso allenamento, va incontro a un infortunio, che ha indubbiamente compromesso le sue prestazioni alle prove olimpiche tenutesi ai Giochi di Pechino 2008. 

Nei successivi tre anni, Montano difende il suo titolo di campionessa statunitense negli 800 metri e riesce inoltre a essere finalista in occasione dei campionati del mondo 2011 (3a), alle Olimpiadi di Londra 2012 (4a) e ai campionati del mondo 2013 (3a).

Nel 2014, non appagata pienamente dai risultati sportivi ottenuti, comincia a pensare alla famiglia, ma questo non le impedisce di curare la forma fisica, continuando a correre. La runner statunitense non poteva di certo immaginare che il suo sponsor, la Nike, potesse ostacolarla nel prosieguo della sua carriera agonistica. «Il mio sponsor Nike conduce campagne pubblicitarie a favore della parità di genere. Il loro slogan invita a ‘fare sogni da pazzi’ , ‘just do it’ , fallo e basta. Ma anni fa, quando avevo comunicato ai loro manager, quattro uomini, che volevo un bambino, mi hanno risposto semplicemente: fallo e noi blocchiamo il tuo contratto». Nessun diritto quindi a un congedo o a eventuali spese mediche se non avesse occupato le prime posizioni nelle competizioni disputate. La vita di Alysia Montano era giunta a un bivio: o la carriera o la maternità.

«Il movimento è vita, non vivi senza muoverti. Il tuo flusso sanguigno, l’espansione e la compressione dei polmoni, la costrizione muscolare, tutto questo è movimento e porta vita. (…) Sono una mamma più presente, una moglie migliore, un’amica, una figlia, una sorella socia in affari con il movimento». Basta leggere queste parole sulla sua pagina Instagram per comprendere il peso dell’interrogativo che Alysia Montano è stata costretta a porsi, in quanto è pacifico che posizionarsi tra i primi posti per una donna in stato interessante sia fuori portata.

La campionessa, incurante del clamore suscitato dalla vicenda, alla trentaquattresima settimana di gravidanza, decide di sfruttare il suo standard di qualificazione e accedere comunque ai campionati USA, con l’unico obiettivo di divertirsi e mantenersi in forma. Alysia Montano riuscirà così a percorrere gli 800 metri in 2 minuti e 14 secondi, all’ottavo mese di gravidanza, e continuerà a correre fino al mese prima del parto, riprendendo gli allenamenti tempestivamente sia all’esterno che in casa e in palestra.

Il 2015 decide di sfruttarlo proprio per tornare lentamente alla forma precedente e considerarlo un trampolino di lancio per la stagione 2016. Sorprende tutti, perfino sé stessa, aggiudicandosi il suo primo campionato indoor nei 600 metri solamente sei mesi dopo il parto. Lo stesso anno, inoltre, per la staffetta USA 4x800m, ottiene il record americano con la divisione più veloce della competizione grazie al tempo di 1’58″e 90.

A giugno, la runner accede agli USA outdoor, ma ne esce sconfitta a causa di un altro infortunio. Stabilisce allora che deve modificare la sua tattica di corsa e contro qualsiasi previsione riesce a vincere un altro titolo USA, portando il suo totale a sei e guadagnandosi un posto nella selezione statunitense per i campionati del mondo 2015. Successivamente, cercando di ridimensionare il suo programma di lavoro, opta per i Giochi Pan Am, in occasione dei quali ottiene un oro nella staffetta 4×400 metri e un argento negli 800 metri.

Nel 2017 ripete l’impresa del 2014, determinata a correre in California nuovamente in dolce attesa. All’età di 31 anni, già madre di un bimbo di tre, prende parte così ai campionati di atletica leggera. Si esibisce con un top riportante l’immagine di Wonder Woman, proprio per sottolineare la speranza di “essere un esempio di forza” per tutte le donne. La fuoriclasse migliora in questa occasione la prestazione di undici secondi, rispetto a quattro anni prima e accusa un ritardo di soli diciannove secondi dalla vincitrice degli 800 metri. Lei stessa a riguardo ha dichiarato: «lo so, ora si dirà che ho corso più veloce di tre anni fa perché ero meno incinta (…) io rispondo che oggi si correva con oltre quaranta gradi di temperatura percepita»; motivo per cui ha seguito le indicazioni dei medici di esporsi al sole solo prima di prendere parte alla competizione. 

Nonostante gli innumerevoli interrogativi che una donna e un’atleta del suo calibro potesse porsi davanti a una tale sfida, Alysia Montano ha sempre creduto fortemente in sé stessa. «A volte non conta vincere ma cominciare un viaggio e vedere fin dove arrivi». I suoi risultati sono la dimostrazione che molto spesso «il destino ha più fantasia di noi» e vale la pena sempre e comunque tentare.


 
Condividi
error: Content is protected !!