Riscoprendo Lady Oscar

Di Gaspare Biondo – «Il buon padre voleva un maschietto, ma ahimè sei nata tu». Era il 1982 quando in Italia arrivò Lady Oscar, anime tratto dal manga Versailles no bara (“La rosa di Versailles”) dell’autrice Riyoko Ikeda.

Fra il manga e l’anime ci sono delle differenze: nel primo la protagonista è Maria Antonietta mentre nell’anime si è dato più spazio ad Oscar. Inoltre, nel manga Oscar gioca con la propria ambiguità con varie donne della corte, nell’anime resta fredda e distaccata.

In Giappone viene trasmesso la prima volta il 10 ottobre 1979 senza molto successo, cosa che invece avviene nel nostro paese fin dalla prima puntata all’interno di Bim Bum Bam nel 1982. La prima sigla è cantata dai Cavalieri del re. Dal 1990 viene ritrasmesso, sempre sulle reti Mediaset, con il titolo Una spada per Lady Oscar e una nuova sigla cantata da Cristina D’Avena e continua ad essere replicato con successo su altre reti televisive italiane.

Protagonista dell’anime – come già detto – è Oscar François de Jarjayes, figlia del generale Jarjayes, il quale avendo avuto soltanto figlie femmine decide che la piccola sarebbe stata cresciuta come un uomo e, appunto, chiamata Oscar. La protagonista diventa un’abile spadaccina e sceglie all’età di 14 anni di vivere come un uomo e diventare comandante delle guardie di sua maestà Luigi XV. Unica compagnia della giovane è il nipote della governante di casa Jarjayes, André, suo scudiero e amico fidato da sempre innamorato di lei.

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La trama dell’anime copre un arco narrativo di 20 anni, dal 1769 durante il regno di Luigi XV al 1789 con la presa della Bastiglia e lo scoppio della Rivoluzione Francese, e si può dividere in tre segmenti narrativi anche in base alle divise che indosserà Oscar (che ricordano i tre colori della bandiera francese attuale).

La prima parte (divisa bianca) racconta dell’arrivo alla corte francese della giovane Maria Antonietta d’Asburgo come sposa del giovane delfino Luigi XVI. Oscar in qualità di comandante della guardia reale si occupa della difesa personale della giovane principessa con cui instaurerà un’amicizia duratura e leale. Fa anche il suo ingresso il giovane conte svedese Hans Axel di Fersen, che si innamorerà, ricambiato, di Maria Antonietta. Essa si conclude con l’ascesa al trono di Luigi XVI.

La seconda parte (divisa rossa) racconta del regno dei due giovani e inesperti sovrani, mostrando già i primi segni di malcontento del terzo stato e le angherie della nobiltà nei confronti dei più umili. Oscar viene promossa capitano della guardia di sua maestà. Vengono presentate due nuove dark lady: la Contessa di Polignac, dal viso angelico ma abile manipolatrice che dominerà la corte e la regina per oltre un decennio, e l’avida Jean de la Motte, autrice della truffa ai danni della regina del famoso “scandalo della collana”.

La terza parte (divisa blu) racconta del nuovo ruolo di Oscar come comandante del reggimento delle Guardie Francesi di Parigi. Anche André vi si arruola, per starle vicino. Intanto, al comando della Guardia di Parigi, Oscar dovrà combattere per farsi accettare dai suoi nuovi indisciplinati soldati, riuscendo infine a ottenere la loro fiducia.

Oscar, scoprendosi anch’essa innamorata di André, si schiererà dalla parte del popolo, a cui appartiene il suo amato, e dice addio alla regina. Di lì a poco i due innamorati muoiono: André è colpito da una pallottola vagante il 13 luglio 1789, mentre Oscar, già debilitata dai primi sintomi della tisi, cade durante l’assalto della Bastiglia. Le vicende della Rivoluzione travolgono Maria Antonietta, fino alla sua esecuzione sulla ghigliottina il 16 ottobre 1793.

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Il successo di Lady Oscar è dovuto a tanti fattori. Innanzitutto una trama avvincente e storicamente precisa: la voce narrante ci dà notizie su personaggi, avvenimenti e date. Inoltre rispetto a molti altri manga i personaggi hanno tutti un grande spessore psicologico e non ricadono nel cliché tipico di buoni e cattivi. Personaggi come la Dubarry, la Polignac e sopratutto Jean de la Motte presentano, nonostante la cattiveria, dei lati molto fragili e umani e diventano simili alle protagoniste delle tragedie greche come Clitennestra. Il personaggio di Maria Antonietta viene riabilitato storicamente, in quanto viene analizzata puntata dopo puntata la fragilità di una donna che suo malgrado è stata costretta a sposare un uomo che non ama. Si tratta di una figura molto sola che cerca soltanto un po’ di felicità in un mondo fatto di apparenza. Non a caso l’autrice si è ispirata alla biografia di Stefan Zweig sulla regina di Francia.

Il personaggio con più sfaccettature è sicuramente Oscar. La sua caratterizzazione durante la serie è coinvolgente. Parte come un maschiaccio consapevole del ruolo che il padre ha nell’esercito con l’intenzione di emularlo e renderlo orgoglioso, ma pian piano si rende conto che il mondo in cui è cresciuta non le sta più bene, i nobili fanno i prepotenti con i più deboli e la corte è piena di pettegolezzi e intrighi. Ma è sicuramente l’amore che trasforma Oscar: il forte sentimento per il conte Fersen la porta a mettere in dubbio la sua esistenza attuale e a vestirsi per la prima volta da donna nella puntata Cuore di donna.

Un altro fattore importante per il successo della serie è la colonna sonora che scandisce in maniera azzeccata gli avvenimenti di ogni puntata fino a quella conclusiva, con un montaggio delle scene più belle della protagonista. Spicca fra tutte la splendida Ai No Hikari To Kage che segna anche la puntata più drammatica sulla cecità di Andrè.

Nonostante siano passati 40 anni il fascino di Lady Oscar resta intatto e continua ad appassionarci tutti, maschi e femmine, grandi e piccini, per il semplice fatto che la storia mescola tutti gli ingredienti che da sempre piacciono: duelli, intrighi, amore, morte, dramma, storia e amicizia.


Immagine di copertina da

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