Regionali Sicilia: l’annunciata, ed ennesima, sconfitta del Pd… e di Renzi

Una batosta clamorosa. Non esistono altri termini per descrivere il risultato ottenuto dal centrosinistra, e in particolare dal Partito democratico nelle regionali siciliane. Le previsioni della vigilia avevano sicuramente in qualche modo preparato il terreno, ma la potenza dei numeri del voto ha amplificato l’eco di una sconfitta netta, incontrovertibile, e come d’altronde ammesso dal coordinatore del Partito democratico, Lorenzo Guerini, ampiamente “annunciata”. Continua a leggere “Regionali Sicilia: l’annunciata, ed ennesima, sconfitta del Pd… e di Renzi”

Primarie Pd, Renzi si riprende il partito e lancia la corsa a Palazzo Chigi

Lo scorso 19 febbraio, la convocazione della fase congressuale nel corso dell’Assemblea Nazionale, era stata giudicata dalla minoranza come un atto di forza del dimissionario Renzi, una sorta di “resa dei conti” verso i propri avversari. A distanza di due mesi, si può dire che la prova di forza è stata ultimata, con numeri che parlano di una contesa che, in realtà, non è mai stata tale. Più del 70% dei due milioni di votanti ha espresso la propria preferenza verso l’ex premier, dimostrando come Matteo Renzi avesse e abbia ancora il pieno controllo del Partito democratico. Continua a leggere “Primarie Pd, Renzi si riprende il partito e lancia la corsa a Palazzo Chigi”

Congresso Pd, Emiliano ri-cambia idea e sfida Renzi alla segreteria

Con la nomina, ieri durante la Direzione nazionale, dell’apposita commissione che ne definirà le regole, la fase congressuale del Pd si riempie di un altro importante passaggio, dopo le dimissioni di Renzi ufficializzate in Assemblea la scorsa domenica. Adesso non resta che attendere l’indicazione della data delle primarie. Che sia aprile come vorrebbe Renzi, o maggio come propongono i mediatori, vedi Franceschini, sembra certo che si voterà prima delle amministrative di giugno. Ma, ieri è sopraggiunta un’altra certezza: Michele Emiliano ha deciso di rimanere nel Pd e al contempo di correre per la leadership del partito contro il segretario uscente. Continua a leggere “Congresso Pd, Emiliano ri-cambia idea e sfida Renzi alla segreteria”

Da Renzi a Gentiloni: il teatrino della politica

In seguito al clamoroso esito del referendum costituzionale, tenutosi il 4 dicembre 2016, (59,11% dei “No” contro il 40,89% dei “Sì”) che ha bocciato la riforma costituzionale da lui espressamente voluta, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si è dimesso così come aveva annunciato prima del referendum, personalizzandone l’esito: “se perdo il referendum sulla riforma costituzionale smetto di far politica”. Continua a leggere “Da Renzi a Gentiloni: il teatrino della politica”

Referendum, vince il No e Renzi annuncia le dimissioni

“Io invece ho perso”. Queste le parole di Matteo Renzi durante la conferenza stampa di ieri sera a Palazzo Chigi con cui ha annunciato le sue dimissioni. “Grazie ad Agnese, grazie ai miei figli” prosegue, un pò commosso, il premier.
Prima del suo discorso aveva twittato:
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Le prime pagine dei quotidiani

La maggior parte dei quotidiani di oggi in edicola dedica l’apertura al neo-presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump,  alcuni (Repubblica, la Stampa e il Corriere della Sera) danno rilevanza alle parole del presidente della Commissione Europea Juncker che ieri si è detto preoccupato per l’inesperienza di Trump in politica estera, ciò – fanno sapere da Bruxelles – potrebbe modificare i rapporti fra Unione Europea e Stati Uniti. Il Sole 24 Ore si occupa dei tassi BTp che salgono oltre il 2%, con lo spread in aumento, infatti il divario con il Bund ha ormai superato quota 170. Il Fatto Quotidiano in apertura contesta la lettera inviata dal presidente del Consiglio agli italiani all’estero per convincerli a votare sì al referendum del 4 dicembre, mentre il Manifesto si occupa della terza notte di proteste negli Usa contro il neo-presidente Trump, scontri e arresti a Portland e Los Angeles. I quotidiani sportivi presentano la partita di stasera tra l’Italia e il Liechtenstein, valida per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. Continua a leggere “Le prime pagine dei quotidiani”

Quando personalizzare il referendum non paga, o potrebbe non pagare: i casi Cameron e Renzi

I referendum spesso e volentieri fungono da snodi cruciali per la stabilità di governi e leader politici. A maggior ragione, se quest’ultimi se ne appropriano a fini di consenso elettorale, o cercano di indirizzarne la decisione ponendo sul tavolo delle opposizioni la propria “testa” politica. Continua a leggere “Quando personalizzare il referendum non paga, o potrebbe non pagare: i casi Cameron e Renzi”