“L’uomo del dialogo contro la mafia. La storia di Padre Pino Puglisi” di Federica Raccuglia

Uno dei grandi mezzi utilizzati da padre Puglisi, assolutamente vincente, è stata la comunicazione. Una comunicazione legata all’esperienza, semplice, fatta di esempi di vita comune, una comunicazione comprensibile. Dare l’esempio significò per 3P – così lo chiamavano gli amici, i fedeli e i suoi alunni – realizzare esperienze di produzione di vita come il volontariato, l’aiuto ai bisognosi. Non c’è messaggio che sia valido senza un’esperienza che lo renda tale.   Continua a leggere ““L’uomo del dialogo contro la mafia. La storia di Padre Pino Puglisi” di Federica Raccuglia”

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Il principio di omertà

Di Ester Di Bona – È notte a Palermo, neanche troppo inoltrata. Un sabato qualunque e si sentono diversi schiamazzi provenire da una via del centro storico, probabilmente troppo nascosta dagli eterni lavori di ristrutturazione. Continua a leggere “Il principio di omertà”

Eva Frapiccini: il pensiero che non diventa azione avvelena l’anima

Di Alessia Bonura – Il 2018 è l’anno del capoluogo siciliano: Palermo, infatti, non solo si è affermata come Capitale della Cultura ma è anche sede di una delle più importanti Biennali itineranti di arte contemporanea ovvero Manifesta – arrivata alla sua dodicesima edizione – iniziata il 14 giugno scorso e che terminerà il 4 Novembre del medesimo anno. Dunque, una città artisticamente in fermento, vista anche la ricca programmazione che offre il calendario dell’ “evento tra gli eventi”. Una città, altresì, cosmopolita che ha accolto turisti da ogni dove, generosa come sempre di mostrarsi nella sua bellezza sia naturale che artefatta nel particolare, in modo da lasciare un ricordo vivido nelle menti e nei cuori dei visitatori. Continua a leggere “Eva Frapiccini: il pensiero che non diventa azione avvelena l’anima”

Gli infiniti passi di Peppino

Di Alessandra Callea – Nel 1978, a Cinisi, trenta chilometri da Palermo. Nel 1978, Casa Impastato, a cento passi dalla casa del boss Gaetano Badalamenti. Nel 1978, così come nel 2018, a distanza di quarant’anni, sono pochi metri. Impossibile non vedere, non sentire, impossibile stare zitti nel 2018, non nel 1978. Continua a leggere “Gli infiniti passi di Peppino”

L’attentato a Rocco Chinnici: l’intuito eccezionale strappato all’Italia della legalità

Un’autobomba esplodeva in via Federico Pipitone, nella mattina del 29 luglio 1983, con l’obiettivo di eliminare il giudice Rocco Chinnici. Insieme a lui, muoiono anche gli agenti presenti davanti l’abitazione del magistrato, il maresciallo Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, e il portinaio Stefano Li Sacchi, tutti investiti in pieno dalla deflagrazione dei 75kg di esplosivo dentro la 126 verde parcheggiata davanti il portone. In quest’occasione l’orrore ha coperto ogni cosa, ma le intuizioni e la perspicacia del giudice che ideò il pool antimafia – divenendone di fatto il “pioniere” – rimangono ancora oggi nella memoria collettiva, in particolar modo in quella dei colleghi che hanno collaborato nella lotta a Cosa Nostra. Continua a leggere “L’attentato a Rocco Chinnici: l’intuito eccezionale strappato all’Italia della legalità”

La dimensione europea della confisca

Uno degli strumenti di maggiore impatto nel contrasto alla criminalità organizzata, di livello sia nazionale sia internazionale, è costituito dall’aggressione ai patrimoni di provenienza illecita o, comunque, utilizzati per finanziare attività criminali. Combattere il crimine organizzato presuppone, infatti, non solo la penalizzazione delle condotte illecite ad esso imputabili, ma richiede anche la rimozione delle cause e degli strumenti che ne garantiscono il mantenimento e la sopravvivenza. Per tali ragioni nell’ambito delle moderne strategie di lotta contro il crimine organizzato, il tema delle misure patrimoniali va assumendo una centralità crescente. Continua a leggere “La dimensione europea della confisca”