34 anni fa l’attentato a Rocco Chinnici: l’intuito eccezionale strappato all’Italia della legalità

Sono passati trentaquattro anni da quando un’autobomba esplodeva in via Federico Pipitone, nella mattina del 29 luglio 1983, con l’obiettivo di eliminare il giudice Rocco Chinnici. Insieme a lui, muoiono anche gli agenti presenti davanti l’abitazione del magistrato, il maresciallo Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta, e il portinaio Stefano Li Sacchi, tutti investiti in pieno dalla deflagrazione dei 75kg di esplosivo dentro la 126 verde parcheggiata davanti il portone. In quest’occasione l’orrore ha coperto ogni cosa, ma le intuizioni e la perspicacia del giudice che ideò il pool antimafia – divenendone di fatto il “pioniere” – rimangono ancora oggi nella memoria collettiva, in particolar modo in quella dei colleghi che hanno collaborato nella lotta a Cosa Nostra. Continua a leggere “34 anni fa l’attentato a Rocco Chinnici: l’intuito eccezionale strappato all’Italia della legalità”