Verso Boca-River: storia di una rivalità infinita

Di Fabrizio Valenti – Dopo due semifinali tiratissime è arrivata la finale che tutti sognavano: saranno Boca Juniors e River Plate a contendersi la finale di Coppa Libertadores 2018 (andata 10 novembre a La Bombonera, ritorno il 24 al Monumental). Sarà proprio il doppio Superclásico tra le due acerrime rivali di Buenos Aires a chiudere un’altra avvincente edizione di questa coppa, un antagonismo storico tra due club da sempre rivali che si contendono la supremazia cittadina, divisi da storia, cultura e classi sociali differenti. Continua a leggere “Verso Boca-River: storia di una rivalità infinita”

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Russia 2018: rimpianti mondiali per l’Italia?

Di Francesco Polizzotto – La ventunesima edizione del mondiale è ormai giunta agli ultimi atti: martedì e mercoledì si disputeranno le due semifinali, sabato la finalina per il terzo e il quarto posto, e quindi domenica prossima la finalissima che decreterà la nazionale vincitrice del torneo. Continua a leggere “Russia 2018: rimpianti mondiali per l’Italia?”

Russia 2018: un mondiale senza padrone

Di Francesco Polizzotto – Quando la fase eliminatoria dei gironi sta per concludersi, l’andamento della competizione mondiale appare più che mai equilibrato e aperto quindi a qualsiasi scenario. Per un torneo orfano in partenza di nazionali come l’Italia (quattro titoli vinti: 1934, 1938, 1982 e 2006) e l’Olanda (terza nel 2014 e seconda nel 2010) le partite d’esordio della prima fase assumevano particolare rilevanza.  Continua a leggere “Russia 2018: un mondiale senza padrone”

Le Madri de Plaza de Mayo: 40 anni di resistenza

Nel 1976 un colpo di stato, capeggiato dal generale Videla, destituì il governo di Isabel Martinez de Perón, succeduta al marito. Il regime militare aveva l’obiettivo di eliminare fisicamente tutti i dissidenti con agghiaccianti modalità di esecuzione: squadre di militari in borghese arrivavano con una Ford Falcon senza targa, prelevavano i dissidenti o i presunti tali, talvolta anche le loro famiglie, piombando nelle case in piena notte o sui posti di lavoro di giorno. Una volta trasferiti in luoghi segreti di detenzione, i prigionieri venivano sottoposti a trattamenti disumani e a torture che potevano protrarsi per mesi. Si torturarono e si uccisero circa 30.000 desaparecidos. In poco tempo le madri non rimasero più in casa ad aspettare: iniziò dunque un quotidiano pellegrinaggio spontaneo di donne negli uffici di polizia, nelle carceri, al ministero degli Interni, nelle chiese per ricevere notizie dei propri figli. Continua a leggere “Le Madri de Plaza de Mayo: 40 anni di resistenza”