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Diritti LGBT: il resoconto dall’Europa e dal mondo

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L’amore non conosce regole o norme, ma legge e libertà spesso contrastano a tal punto da annullare diritti umani fondamentali. La legge continua a colonizzare la sessualità di uomini e donne, generando un fenomeno politico tormentato e complicato. In molti Paesi del mondo i diritti lgbti sono stati riconosciuti come fondamentali ed inalienabili, in altri invece, l’omosessualità continua a rimanere un reato. Le leggi sul riconoscimento legale di unioni omosessuali ad esempio, hanno subito, nel corso degli ultimi anni – ed in quasi tutto l’Occidente – una positiva e graduale evoluzione, molto meno per quel che riguarda Asia e in Africa.

Ma quali sono i Paesi migliori e peggiori in tema di diritti lgbti? Occorre anzitutto specificare che esistono diverse tipologie di riconoscimento legale di unioni omosessuali. La legalizzazione comporta l’acquisizione degli stessi (o simili) diritti e doveri da parte della coppia.

Il matrimonio egualitario, è un negozio giuridico tra due persone dello stesso sesso, produce gli stessi effetti di un “normale” matrimonio, si celebra, e prevede l’obbligo di fedeltà. L’unione civile non prevede una cerimonia, ma si dichiara e si registra nell’archivio dello stato civile. Non riconosce l’obbligo di fedeltà e non consente di adottare. Per convivenza di fatto si intende, invece, la condizione di “due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile” (art. 1, c. 36, legge 76/2016). Ed infatti, col trascorrere degli anni, diversi sono stati i Paesi che – in linea col principio di uguaglianza – hanno attuato modifiche legislative in tal senso.

Dall’Europa arrivano buone notizie: il nostro Bel Paese l’11 maggio 2016 ha approvato la legge Cirinnà, che disciplina le unioni civili e le convivenze di fatto, sia di coppie eterosessuali che omosessuali. L’attuale legge riconosce diritti e doveri sostanzialmente identici a quelli previsti per il matrimonio: la fonte normativa di riferimento è l’art. 2 Cost., secondo cui la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità. Il testo, rispetto alla sua formulazione originale, ha escluso la c.d. stepchild adoption, letteralmente “adozione del figliastro”, e cioè la possibilità per il genitore non biologico, di adottare il figlio naturale del proprio compagno. Il resto d’Europa ha attuato normative ad hoc relative sia alla legalizzazione di matrimoni ed unioni civili, sia all’adozione di minori da parte di coppie omosessuali.

  • Francia: ha legalizzato i matrimoni ugualitari nel 2013 e le unioni civili già nel ‘99. Sono consentite le adozioni, sia per i single che per le coppie omosessuali;
  • Austria: nel 2010 è entrata in vigore la legge sulle unioni civili, dal 2015 sono state regolarizzate le adozioni da parte delle coppie omosessuali e il matrimonio ugualitario è legale dal 2019;
  • Grecia: ha legalizzato le unioni civili un anno prima dell’Italia, abolendo l’art. 367 del codice penale che vietava la prostituzione degli uomini e un’età minima di 17 anni per gli atti omosessuali maschili. Non sono ammesse le adozioni da parte di coppie dello stesso sesso, né la stepchild adoption, ma per i single omosessuali è possibile adottare;
  • Danimarca: è stato il primo paese a legalizzare le unioni civili, nel 1989. Dal 2010 sono consentite le adozioni e il matrimonio egualitario è legale dal 2012;
  • Germania: già nel 2001 sono state riconosciute le unioni civili, nel 2017 sono stati legalizzati matrimoni ed adozioni;
  • Portogallo: l’8 gennaio 2010 è stata approvata la legge sui matrimoni gay, mentre già nel 2001 erano consentite le unioni civili. Dal 2016 sono possibili le adozioni per le coppie omosessuali e l’adozione del figlio del proprio compagno;
  • Irlanda: con il Children and Family Relationships Actdel 2015, l’Irlanda ha modificato il proprio diritto di famiglia, estendendo i diritti dei genitori delle famiglie non tradizionali e regolamentando l’adozione da parte dei genitori omosessuali. Il 22 maggio 2015, sono stati riconosciuti legalmente anche i matrimoni fra persone dello stesso sesso;
  • Malta: dal 14 aprile 2014, le coppie omosessuali possono unirsi civilmente e adottare minori. Dal luglio 2017, Malta ha anche legalizzato le nozze gay;
  • Finlandia: le unioni civili sono diventate legali nel 2002, dal 2017 sono consentiti matrimoni e adozioni.

In Polonia, Bulgaria, Romania, Lettonia, Lituania e Slovacchia, unioni civili, matrimoni ed adozioni, sono ancora vietate. Nelle Americhe invece, nella maggior parte degli Stati, sono stati riconosciuti matrimoni ed adozioni. Ma se in Europa e in America i diritti lgbti acquistano gradualmente stabilità, nel resto del mondo l’omosessualità rimane illegale.

L’Africa è di sicuro il continente più omofobo. Le pene vanno fino ai 2 anni di carcere per il Burundi, ai 15 anni di carcere per il Ciad e alla pena di morte per gli Stati quali Mauritania, Sudan, Somalia meridionale, Nigeria settentrionale. La Nigeria ad esempio, ha approvato nel 2013 il Same-Sex Marriage (Prohibition) Act, che proibisce matrimoni ed unioni civili tra persone dello stesso sesso. Vieta manifestazioni, registrazioni ad associazioni o il sostegno alle stesse. Le pene vanno dai 10 ai 14 anni di carcere per la Nigeria meridionale, mentre in Nigeria settentrionale è prevista la pena di morte per lapidazione. É invece il Sudafrica il paese più rivoluzionario del continente: è stato il quinto Paese al mondo a legalizzare i matrimoni egualitari, le coppie omosessuali possono adottare ed è addirittura consentita la maternità surrogata.

In Asia invece, seppur con pene meno severe, l’omosessualità è vietata in quasi tutto il continente. Soltanto l’India nel 2018 ha depenalizzato l’omosessualità, abolendo l’art. 377 del codice penale che classificava i rapporti tra persone dello stesso sesso come “rapporti contro l’ordine naturale”, puniti con il carcere. È invece il Taiwan ad essere stato il primo Stato asiatico ad aver legalizzato, nel maggio 2019, i matrimoni omosessuali.


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Giulia Vicari

Giulia Vicari

Laureata in Giurisprudenza alla Sapienza, mi occupo di immigrazione in uno studio legale siciliano. Scrivo di attualità e diritti umani.

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