Conosci, apprendi, lavori!

Di Ugo Lombardo – In un contesto come quello della globalizzazione, sono presenti continui processi di innovazione che richiedono livelli elevati di formazione, flessibilità, apprendimento continuo, adattabilità a situazioni sempre diverse, capacità di accedere alle informazioni e creatività. Nello specifico, quindi, è sempre maggiore il ricorso al cosiddetto capitale immateriale in cui sembra poggiare, oggi, la crescita economica. Tale aspetto rappresenta una differenza sostanziale rispetto al periodo della rivoluzione industriale, in cui, invece, vi era la tendenza ad accumulare il capitale materiale, fondato su fattori quali le macchine. Continua a leggere “Conosci, apprendi, lavori!”

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La Grecia, figlia di Troika

Di Vincenzo Mignano – Dopo aver ricevuto circa 289 miliardi di euro in prestiti dalla Troika – composta dall’Unione Europea (UE), dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e dalla Banca Centrale Europea (BCE) –, il Paese ellenico si ritrova, oggi, a fronteggiare le drastiche conseguenze dovute ad una politica di condizionalità economica molto rigida, unita alla richiesta, da parte dei creditori internazionali, di misure strutturali di austerità. La scelta di subordinare la concessione di aiuti finanziari all’adozione di tali misure (come già sottolineato), ha determinato una netta ingerenza internazionale nell’ambito della sovranità greca, sfruttando, quale breccia, l’insostenibilità del debito ellenico. Continua a leggere “La Grecia, figlia di Troika”

Il brusco risveglio turco

Di Francesco Paolo Marco Leti – Il fenomeno turco, non è per nulla nuovo: si tratta semplicemente della libera circolazione di capitale, collegato agli squilibri della bilancia dei pagamenti. Quello turco è un classico esempio di crisi finanziaria che contagia l’economia reale le cui origini non devono essere cercate nelle politiche economiche di quest’anno, ma nei lunghi anni di trascuratezza dei dati macroeconomici. Tale crisi ha alla propria base i profondi squilibri nella bilancia commerciale, perché la Turchia importa più beni e servizi di quelli che esporta all’estero e questa forbice, a partire dal 2001, si è sempre più allargata, sino “all’esplosione” nel 2017. Continua a leggere “Il brusco risveglio turco”

Il rallentamento “annunciato”

Di Francesco Paolo Marco Leti – Gli istituti statistici e di raccolta di dati macroeconomici sembrano confermare quanto annunciato da analisti economici e dallo stesso ministro dell’economia Tria. I dati esposti nelle ultime settimane dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), infatti, mostrano come la crescita italiana stia subendo un rallentamento e che nel secondo trimestre ci sia stata una crescita di solo 0,2 punti percentuali. Continua a leggere “Il rallentamento “annunciato””

Volatili neri e necromanzia

Di Francesco Paolo Marco Leti – Sgombriamo il campo da inutili incomprensioni e giri di parole: quello che il ministro Savona chiama il “cigno nero” esiste. Con tale espressione si intende quella particolare situazione nella quale un paese, indipendentemente dalla sua volontà, è costretto a subire modificazioni da parte dell’esterno. In questo caso particolare, il ministro intendeva sottolineare ciò che porterebbe l’Italia fuori dall’eurozona, indipendentemente dalla sua volontà di uscire o rimanervi: potrebbero essere, infatti, i mercati a metterla alla porta, attraverso alcune rigidità regolative di cui la moneta unica soffre. Continua a leggere “Volatili neri e necromanzia”

Le agenzie di rating, i “giudici” del mercato

Di Francesco Paolo Marco Leti – Le principali agenzie di rating riconosciute, o almeno quelle riconosciute dalla BCE nello svolgimento delle sue funzioni, sono quattro: due statunitensi, la S&Poor’s e la Moody’s; una francese, la Fitch; una canadese, la Dbrs. Tali istituti emettono un giudizio di affidabilità nei confronti di ogni strumento finanziario presente sul mercato; giudizio, questo, che si riflette nei confronti dell’emittente. Continua a leggere “Le agenzie di rating, i “giudici” del mercato”