La partita geopolitica sul default venezuelano

Alla fine il default venezuelano sembra essere arrivato. Alla recente riunione dell’ISDA (International Swaps and Derivatives Association) si è dichiarato il default su cedole per 200 milioni e si è sostanzialmente autorizzata la protezione assicurativa dei “credit default swaps” (CDS) emessi per copertura. Tralasciando lo stato d’insolvenza, che potrà essere più o meno pilotato dalle autorità finanziarie venezuelane, quello che è interessante è il balletto geopolitico che sta avvenendo dietro le quinte. Continua a leggere “La partita geopolitica sul default venezuelano”

La gig economy: una strana forma di economia della condivisione

Prima di parlare di Gig economy bisogna partire dalla definizione di crowd working. Questa parola, formata da crowd che vuol dire “folla” e working “lavorare”, è un modello di lavoro attraverso il quale i committenti, i cosiddetti “crowd sourcer”, attraverso l’uso di una piattaforma digitale, richiedono un servizio che può essere ordinato tramite i dispositivi mobile oppure da PC. Continua a leggere “La gig economy: una strana forma di economia della condivisione”

Una ripresa ancora troppo fragile

Tutte le istituzioni di controllo economico, nazionali o estere, sono concordi nel rilevare come il paese sembra stia mostrando una minima tendenza alla ripresa, alla ripartenza. I principali dati macroeconomici sono positivi: la disoccupazione scende, il PIL è in crescita, anche se lieve, i due parametri deficit/PIL e debito/PIL sono in miglioramento, persino l’inflazione sembra schiodarsi leggermente. A questi dati bisogna aggiungere l’aumento dei consumi e la ripartenza lievissima degli investimenti. Continua a leggere “Una ripresa ancora troppo fragile”

Il “Tafazzismo” della BCE sui crediti deteriorati

La BCE ha approvato un “giro di vite” nei confronti dei NPL bancari. Le nuove regole, che al momento dovrebbero avere valore solo per i crediti emessi a partire da gennaio 2018 (non si escludono però modifiche regolamentari anche per quelli già in pancia alle banche), prevedono che i crediti deteriorati debbano essere coperti con accantonamenti nei bilanci a partire da 2 anni per i crediti unsecured, e fino a 7 anni  per i crediti secured (coperti cioè da garanzie). Per i crediti secured si prospetta un accantonamento pari al 100 per cento del credito anche in presenza di garanzie. In ogni caso la BCE non esclude interventi analoghi per il “parco” NPL già presenti nei bilanci delle banche. Continua a leggere “Il “Tafazzismo” della BCE sui crediti deteriorati”

La nuova legge di bilancio ed il mercato del lavoro

Nel corso del Convegno intitolato “Mercato del lavoro e ruolo delle politiche attive”, tenutosi presso l’università Luiss Guido Carli, si è discusso sull’importanza di incentivare politiche che tendano ad avvicinare e collegare meglio il mondo del lavoro con la formazione, sottolineando la necessità di potenziare le cosiddette competenze trasversali. L’Onorevole Luigi Bobba, Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali, ha dichiarato che vi sono “pochi giovani, molti espatriati e molti Neet” (circa 2 milioni e trecento mila) e “questi sono i tre temi spinosi” che devono essere affrontati e che sono stati contemplati all’interno della Legge di bilancio che sarà esaminata a metà ottobre in Parlamento. Continua a leggere “La nuova legge di bilancio ed il mercato del lavoro”

I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?

Cosa serve per darle più solidità?

Molte sono le criticità che nel corso del tempo, dalla sua nascita fino ad ora, hanno attraversato l’Unione Europea. Essa è stata vista come un’ancora di salvezza nel periodo delle forti crisi finanziarie che hanno attraversato i primi anni 90 del novecento, ma anche come causa di quelle crisi che recentemente hanno colpito proprio la zona euro. Continua a leggere “I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?”

I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?

Schengen non è soltanto un trattato sulla libera circolazione delle persone

Quello che molti sembrano indicare come uno dei mali dell’Unione Europea, cioè la libera circolazione dei suoi cittadini membri, è considerato essere uno dei requisiti fondamentali della sua area valutaria comune. La letteratura economica, in particolare la letteratura che si occupa delle unioni monetarie, sottolinea come la libera circolazione di capitali, persone e merci sia una condizione necessaria per il mantenimento della valuta comune. Quali sono le ragioni di questa necessità? Continua a leggere “I limiti economici dell’Unione Europea: cosa rende l’Unione così fragile?”