Nadia Comăneci, l’atleta bambina che cambiò la storia della ginnastica

La XXI edizione dei Giochi olimpici svoltasi a Montreal nel 1976 fu il primo evento che la Rai trasmise a colori, un’edizione che resterà nella storia. Si respirava ancora un’aria di tensione: il Villaggio delle Olimpiadi di Montreal fu il primo villaggio blindato della storia dei Giochi a causa del Massacro di Monaco durante la XX edizione (1972), l’attacco terroristico contro la delegazione israeliana rivendicato dall’organizzazione terroristica Settembre Nero. Le Olimpiadi di Montreal sono ricordate anche per altre questioni politiche come il boicottaggio della manifestazione sportiva da parte di 27 Paesi africani per protestare contro l’Apartheid in Sudafrica. Un nome rimarrà legato a Montreal e ai Giochi olimpici per sempre: quello di Nadia Comăneci. Continua a leggere “Nadia Comăneci, l’atleta bambina che cambiò la storia della ginnastica”

Quando Gino Bartali evitò la guerra civile

L’Italia del 1948 è un Paese più spaccato che mai. Superate le rivalità post 8 settembre ’43 che avevano dilaniato la penisola in una guerra fratricida ed oltrepassato il bivio istituzionale col referendum del 2 giugno ’46, gli italiani si ritrovano nuovamente divisi. La rivalità politica moderna riflette due visioni del mondo, ben inquadrate nello scenario della Guerra Fredda. Da un lato la Democrazia Cristiana, dall’altro il neonato Fronte Democratico Popolare costituito da socialisti e comunisti; è l’Italia di Alcide De Gasperi e di Palmiro Togliatti. Continua a leggere “Quando Gino Bartali evitò la guerra civile”

Dal calcio giocato al calcio speculato

C’era una volta il calcio. Quello giocato, quello di “Tutto il calcio minuto per minuto” seguito alla radio, dove le squadre si duellavano per contendersi i tre punti; era il calcio del Grande Torino, che trovò la sua fine a Superga; era il calcio di bandiere come Pelè, Maradona, Facchetti, e più recentemente, di Maldini, Del Piero e Totti. Continua a leggere “Dal calcio giocato al calcio speculato”

Il calcio siriano ai tempi di Assad (Seconda parte)

In un Paese sprofondato nel caos e nel terrore come la Siria ci si aspetterebbe che il pallone smettesse di rotolare, invece no. Sul fronte interno il campionato è in piena crisi: gli stadi sono usati come basi militari ed i tifosi non vanno allo stadio sia perché non hanno i soldi sia perché temono per la loro incolumità. Le squadre più blasonate, come l’Al Karama di Homs o l’Al Ittihad, sono state penalizzate dalla distruzione delle loro città e dalla fuga dei migliori calciatori. L’attuale campione in carica è l’Al Jaish, la squadra dell’esercito, che ha beneficiato dell’arruolamento obbligatorio dei calciatori più bravi.   Continua a leggere “Il calcio siriano ai tempi di Assad (Seconda parte)”

Il calcio siriano ai tempi di Assad (Parte prima)

Dall’inizio delle rivolte in Siria, centinaia di calciatori hanno smesso di giocare: alcuni si sono arruolati, altri sono fuggiti e vivono nei campi profughi in Turchia, Libano o Giordania; i più sfortunati sono rimasti feriti o hanno perso la vita. Per Bashar al Assad la nazionale di calcio rappresenta ancora un potente strumento di propaganda. “Gli uomini di Assad hanno preso il controllo della nazionale. La squadra rappresenta gli interessi del regime, non di tutto il popolo siriano”. Continua a leggere “Il calcio siriano ai tempi di Assad (Parte prima)”

La tragedia di Superga

La tragedia della squadra brasiliana “Chapecoense”, avvenuta a Medellin il 29 novembre 2016 è stata solo l’ultima di una lunga lista di incidenti che hanno coinvolto squadre di calcio negli ultimi decenni. Questa lista macabra annovera il disastro di Viloco del settembre 1969 che annientò la squadra boliviana “The Strongest” e la disfatta della nazionale dello Zambia nell’aprile 1993 nei pressi di Libreville. Quanto accaduto a Superga ed al “Grande Torino” rappresenta però il massimo esempio di tragedia sportiva. Continua a leggere “La tragedia di Superga”

Calcio, storia ed integrazione allo Stade de France di Saint-Denis

6 ottobre 2001, Stade de France di Saint-Denis: per la prima volta nella storia si gioca una partita di calcio tra Francia ed Algeria. Con più di 100 mila abitanti, la città di Saint-Denis è il terzo maggiore centro abitato dell’Ile-de-France dopo Parigi e Boulogne-Bilancourt. Nella sua basilica gotica sono custodite le tombe di quasi tutti i re di Francia, da Carlo Martello a Luigi XVI. Continua a leggere “Calcio, storia ed integrazione allo Stade de France di Saint-Denis”