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“Parler”: Trump potrebbe sceglierlo come sostituto di Twitter

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Parler, il social network che sfida Facebook e Twitter in nome della “libertà d’espressione”, è il nuovo rifugio della destra più radicale e conservatrice.


Sono note le dichiarazioni di Donald Trump che hanno ad oggetto il famoso social network americano tanto quanto è nota la politica di censura di quest’ultimo nei confronti di post con evidenti messaggi razzisti e discriminatori. La soluzione per il Presidente americano e per numerosi conservatori potrebbe essere una nuova piattaforma social che garantisce la libertà d’espressione dall’egida del politicamente corretto.

Fondato nel 2018 da John Matze, un 27enne americano, Parler sembra già esser diventato il terreno fertile per la destra conservatrice che mal digerisce la “dittatura del politically correct e che desidera poter esprimere opinioni con la più totale libertà di espressione, anche se questa sfocia in insulti o minacce pubbliche. La nuova piattaforma social vanta 1,5 milioni di utenti tra cui molti esponenti di spicco della destra americana: Ted Cruz, ex candidato alle primarie repubblicane, Devin Nunes, parlamentare, Rudy Giuliani e Rand Paul. “Free speech” è il motto della piattaforma nata come spazio di microblogging appena due anni fa. Ted Cruz in un video afferma:

«Twitter, Facebook, Google, YouTube: questi sono alcuni dei siti più visitati al mondoSono guidati da miliardari di sinistra della Silicon Valley; hanno una capacità senza precedenti di dare forma a ciò che gli americani vedono, sentono e infine pensano. E usano questo potere per mettere a tacere i conservatori e promuovere la loro agenda di sinistra radicale».

Ci si chiede se questo social network possa essere realmente un luogo di interscambio o più un covo di sostenitori della destra che non trovano spazio nelle altre piattaforme social. Ricordiamo che Twitter è ufficialmente il nemico pubblico di Donald Trump e tutto ciò a causa delle numerose censure sui tweet del Presidente americano, non ultima la censura sul tweet in cui Trump minacciava di sparare contro i saccheggiatori che hanno approfittato delle proteste dei Black Lives Matter per delinquere.

Reddit ha chiuso il canale di sostenitori del Presidente, mentre Snapchat ha annunciato di non pubblicare più i tweet di Donald Trump sul proprio canale Discover. Una posizione è stata presa anche da Facebook contro i contenuti che incitano all’odio e alla discriminazione. Ci si chiede, quindi, come un social network come Parler, in totale controtendenza con le politiche attuali di rispetto ed uguaglianza, possa, anche se supportato da esponenti come il Presidente degli Stati Uniti, avere uno spazio di ritegno nel panorama digitale.

Sorge, altresì, il dubbio di quanto i social network debbano avere la libertà di censura tipica di altre forme di comunicazione. Se così fosse, il loro statuto dovrebbe essere modificato e dovrebbero seguire delle regole molto più ferree a riguardo. Facebook, Twitter, Snapchat o Reddit nascono come piattaforme di libero scambio di opinioni. Negli anni si sono evolute ed in parte politicizzate seguendo il filone preponderante del politicamente corretto.

Tuttavia, a livello legislativo non sono state configurate in maniera adeguata per poter considerare la censura come un mezzo di azione. Molto vi è ancora da fare a riguardo, ma nel frattempo nascono piattaforme nuove, con differenti orizzonti, che potrebbero mettere in discussione la visione che finora è stata veicolata da social network di successo come Facebook o Twitter, vetusti sì, ma non nelle idee.


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Simonetta Viola

Simonetta Viola

Classe 1988, traduttrice freelance, web master e docente di Inglese, ho provveduto a certificarmi come ethical hacker.

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