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L’Ecobonus: alcuni chiarimenti tecnici e pratici

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Nell’intervista qui di seguito riportata cercheremo di fare chiarezza sull’utilizzo dell’Ecobonus, strumento per far ripartire il settore dell’edilizia.


Abbiamo intervistato l’Ingegnere Gioacchino Moscato, che grazie alla sua disponibilità e competenza nel settore ci ha potuto fornire dei chiarimenti tecnici su come l’Ecobonus potrà essere determinante per la ripresa dell’edilizia.

Innanzitutto, dato il suo ambito di competenza, ci potrebbe dare una sua opinione in merito a questa misura che il Governo Conte ha posto in essere, al fine di far ripartire l’edilizia e l’automotiv, fra i settori maggiormente colpiti dalla pandemia?

Penso sicuramente che la misura adottata dal Governo Conte rappresenti un ottimo contributo al superamento del ristagno economico conseguente al periodo di lockdown, misura già prevista a maggio, e quindi immediatamente dopo la riapertura delle attività produttive e di cui si attendevano le linee guida da parte dell’Agenzia dell’Entrate. Le linee guida sono state rese note circa due mesi dopo, auspicandosi in tal modo una ripartenza, da parte delle imprese di tutto il territorio nazionale.

Tuttavia, in questo periodo sono emerse delle criticità, in particolar modo per le piccole imprese, in quanto, si sono trovati nella condizione di dover sospendere alcune commesse nell’attesa dei chiarimenti necessari per la sua attivazione. È anche vero che i vantaggi di questa misura saranno più evidenti con la ripartenza prevista a settembre.

Secondo lei, lo sgravio contributivo del 110% è sufficiente a far ripartire il settore edile oppure saranno necessari ulteriori interventi?

Sicuramente è un’ottima agevolazione per il comparto edilizio, in quanto molti committenti saranno interessati a riqualificare il proprio immobile, effettuando degli interventi mirati quali la sostituzione caldaia, installazione di cappotto, installazione di impianti fotovoltaici.

Nonostante ciò, ritengo che tale misura possa creare delle disparità tra le piccole e medie imprese da una parte e le grandi dall’altra. Infatti, avendo le piccole imprese sicuramente una maggiore difficoltà nel rendere liquido il credito acquisito, potrebbero, per tale ragione, trovarsi nella condizione o di essere tagliate fuori dal mercato oppure di farne parte soltanto come subappaltatori, procurando in tal modo un vantaggio alle imprese più grandi.

Parlando della sua azienda e quindi andando sul pratico, come potrà utilizzarlo e in che modo potrà beneficiarne?

Considerato che in molti vorrebbero beneficiare di tale misura, la mia azienda come tutte le altre aziende e i soggetti che entrano a far parte di questo meccanismo saranno soggette a una smisurata mole di commesse. Pertanto a mio parere sarebbe opportuno che le aziende agissero con uno spirito collaborativo, assicurando in tal modo che le richieste dei soggetti interessati vengano sopperite in modo proficuo.

Occorre evidenziare anche che ciò che è stato dai più reso noto, ovvero “tutti faranno i lavori a costo zero”, non trova riscontro in tutti i casi, in quanto la misura prevede dei massimali che comprendono tutte le spese necessarie per l’esecuzione della commessa. Infatti, in alcuni casi l’importo complessivo dei lavori potrebbe superare i massimali fissati dalla misura con conseguente esborso da parte del committente per la parte eccedente. Pertanto, l’aver ingenerato questa aspettativa in capo a quest’ultimo talvolta si è rivelato controproducente. Un’altra problematica da porre in evidenza concerne i vari abusi presenti negli immobili, anche di piccola entità, che dovranno essere regolarizzati, se possibile, o eliminati, prima di poter attingere al bonus, con evidenti ripercussioni sui tempi di esecuzione dei lavori.

L’Ecobonus potrebbe essere una soluzione per tamponare, almeno in parte, il crollo del valore degli immobili e la conseguente diminuzione delle compravendite? Può quindi agevolare la ripresa del settore edile?

La problematica del crollo del valore immobiliare non dipende da un semplice fattore edilizio e/o di ristrutturazione ma da una serie di fattori quale ad esempio il contesto economico delle microzone. Ciò premesso, ovviamente la misura potrebbe far crescere il mercato immobiliare, in considerazione delle agevolazioni previste per efficientamento energetico e miglioramento sismico degli immobili. Vedo soprattutto un’opportunità per quegli immobili collabenti che, potendo beneficiare del contributo, potrebbero diventare delle occasioni di acquisto per eventuali giovani coppie in cerca di casa. 

Data la sua esperienza, può questa misura agevolare la ripresa in tempi ragionevoli?

La ripartenza vera e propria, con l’utilizzo del superbonus, si avrà da settembre in poi considerato che le direttive sono state rese note qualche settimana fa. L’avvio di queste commesse comporterà uno sviluppo sia nel comparto edilizio sia nel settore occupazionale.

Collegandoci alla precedente domanda, il periodo di tempo entro cui potrà essere utilizzato, dicembre 2020, è sufficiente per ridare vitalità al settore oppure pensa che sarà necessaria una proroga?

Il termine fissato, ovviamente, è breve considerato, altresì, che la misura non ha avuto un’immediata applicazione ma si sono dovuti attendere circa due mesi. Pertanto, auspico una proroga almeno al 2021, ciò consentirebbe anche un ampliamento della platea dei beneficiari.

Infine, secondo lei qualora dovesse esserci un’ulteriore chiusura causata da un aumento dei contagi, quanto influenzerà economicamente il settore edilizio e sarà sufficiente questa misura per aggirarne gli ulteriori effetti negativi del possibile lockdown?

Una nuova chiusura provocherebbe sicuramente un danno notevole sia al comparto edilizio sia ad altri settori. Infatti, alla sospensione dei lavori avvenuta nei mesi precedenti e ai tempi di attesa per le linee guida da parte dell’Agenzia delle Entrate, si aggiungerebbe un ulteriore fase di arresto. Pertanto, è evidente che influenzerebbe in negativo il settore edilizio.

Grazie infinite per la sua disponibilità e per i suoi chiarimenti.

È stato un piacere.


 
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Ugo Lombardo

Responsabile di "Economia e Diritto". Mi interesso di Divario Generazionale, sociologia economica ed turismo culturale. L’umiltà, l’impegno, la pazienza e la forte determinazione sono alla base della riuscita di ogni progetto.

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