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Netflix e le sue pillole di storia contemporanea

“History 101 – Storia contemporanea in pillole” su Netflix è una serie di documentari che raccontano i principali eventi che hanno segnato l’ultimo secolo.


Da sempre il mondo del cinema e della televisione hanno cercato di avvicinare quanti più spettatori possibili alla storia, soprattutto i più giovani, nel tentativo di far crescere generazioni più attente e consapevoli, alla luce oggi della lotta alla disinformazione e alle fake news. D’altra parte, come si può migliorare il futuro senza prima conoscere il passato?

Netflix ci prova (e ci riesce egregiamente) con il suo History 101 –Storia contemporanea in pillole: la serie di produzione britannica consta di dieci mini documentari, da una ventina di minuti ciascuno – in modo da scongiurare il calo dell’attenzione – che trattano dieci argomenti cardine della contemporaneità: il fast food, la corsa allo spazio, l’ascesa della Cina, la plastica, il petrolio in Medio Oriente, i robot, il femminismo, l’energia atomica, e in ultimo, la genetica.

Il materiale utilizzato è ricchissimo: attraverso immagini d’archivio inedite e infografiche, in poco più di venti minuti, ogni episodio riesce a concentrare il percorso evolutivo dei temi sopracitati ma soprattutto (e questa è la cosa davvero importante) ne mostra le contraddizioni e i lati più negativi e preoccupanti.

Un’analisi che parte da aspetti socio-culturali prima ancora che scientifici e tecnologici e che racconta come quasi tutte le scoperte abbiano inizio prima di tutto da un cambiamento del modo di vivere e di pensare.

Così scopriamo che i fast food si diffondono per rispondere a un’esigenza di mutamento dello stile di vita, ma che sono la causa principale dell’aumento dell’obesità nel mondo; o che ancora oggi ci sono dei Paesi dove legalmente il marito può vietare alla moglie di lavorare. Più semplicemente, History 101 ci racconta cose che già conosciamo, o che pensiamo di conoscere (come il disastro di Chernobyl), aggiungendo però particolari e dettagli sconosciuti ai più.

Il format è efficace e raggiunge lo scopo prefissato: episodi che non superano mai i 25 minuti, perfetti per quell’informazione “mordi e fuggi”, veloce e istantanea, tipica di un mondo dove la comunicazione avviene in tempo reale. Così l’informazione diventa agile e snella, quanto basta per destare curiosità e, nell’eventualità, approfondimenti individuali successivi.

Non si può fare a meno di notare come la scelta degli argomenti si focalizzi su quelle che sono delle vere e proprie “ossessioni” americane: saltano all’occhio la conquista dello Spazio, presentata come una vera e propria partita con tanto di punteggio finale, tra USA e Unione Sovietica; il petrolio, bestia nera (è proprio il caso di dirlo) attorno a cui ruotano interessi economici che possiamo solo lontanamente immaginare; il fast food che è praticamente sinonimo di McDonald’s (il pagliaccio del logo è il più conosciuto dai bambini di tutto il mondo, superato soltanto da Babbo Natale); l’inquietante mito dei robot e dell’intelligenza artificiale, che ha fatto guadagnare milioni alle industrie cinematografiche e non solo, ipotizzando scenari apocalittici fatti di automi che superano l’intelligenza umana con conseguenze devastanti.

History 101 riesce a catturare lo spettatore e a tenerlo incollato allo schermo per quei venti minuti, densissimi di informazioni precise, che descrivono spesso anche in modo crudo i fallimenti e le contraddizioni di un’era quale quella in cui stiamo vivendo.

Questi mini documentari risponderanno a parecchi interrogativi o, meglio ancora, ce ne faranno sorgere degli altri, ci spingeranno a informarci, a leggere, a capire come e perché siamo diventati quello che siamo adesso; e soprattutto, se possiamo ancora migliorarci, o se è già troppo tardi.

Allora prendiamola questa “medicina”, una pillola al giorno di storia contemporanea: nessun effetto collaterale previsto, soltanto un arricchimento mentale a rilascio prolungato.


 
Silvia Scalisi

Silvia Scalisi

Segretario di Eco Internazionale. Laureata in Giurisprudenza, alla passione per il diritto associo quella per la letteratura, il cinema e la musica.

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