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Un’app contro il cambiamento climatico. La scommessa di Kokue

 
 

Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, la storia di quattro giovani cooperanti italiani che stanno sviluppando un’app per l’implementazione dell’agroecologia in Argentina.


Sviluppare e diffondere un’app che possa aiutare le famiglie a migliorare la capacità di adattamento al cambiamento climatico. È questa la scommessa di un team di quattro giovani cooperanti, Corpi Civili di Pace del Servizio Civile Universale, che dallo scorso settembre lavorano ad un progetto per l’implementazione dell’agroecologia nelle zone rurali del Gran Chaco, in Argentina. Se provi anche solo a definirli pionieri, Alice, Camilo, Filippo e Giovanni – questi i loro nomi – si imbarazzano e scoppiano in una risata. Eppure, quando li ascolti, la sensazione è proprio quella di una “meglio gioventù” che, complice un connubio di passione e competenze, guarda al futuro con visione, consapevolezza e responsabilità.

«L’unicità del nostro progetto» esordisce Filippo, ventiseienne palermitano, Graphic Designer del gruppo, «consiste nella possibilità di coniugare la promozione della sostenibilità ambientale con lo sviluppo e l’utilizzo di soluzioni tecnologiche accessibili a tutti». «Quando siamo arrivati qui a Santa Fe» continua Giovanni, programmatore del team, originario dell’agrigentino, «sapevamo di dover sviluppare uno strumento specifico che contribuisse a migliorare la resilienza al cambiamento climatico, ma non sapevamo quale. Tutto sarebbe dipeso dalle esigenze e dalle priorità emerse dagli studi condotti sul campo».

Dopo mesi di analisi ed indagini a contatto con le famiglie autoctone è stato possibile constatare come uno dei principali problemi per la gestione dei sistemi di coltivazione ed il sostentamento alimentare nelle zone rurali del Gran Chaco fosse legato all’accesso all’informazione. «Intervistando le famiglie», dice Camilo, l’interaction designer della squadra, colombiano d’origine e studente del politecnico di Milano, «ci siamo resi conto che, a causa di condizioni di vita particolarmente vulnerabili e di una scarsa istruzione, la maggior parte rimaneva lungamente in attesa di un tecnico specializzato che dirimesse dubbi e perplessità sulla piantagione, la coltivazione e la rotazione dei prodotti messi a coltura negli orti».

Da qui, l’idea di creare Kokue (che in guaranì, la lingua locale, significa appunto “orto”), un’app che renda più semplice ed accessibile l’apprendimento delle tecniche e degli strumenti per la coltivazione di orti agroecologici. Nel tentativo di introdurre un metodo di coltivazione rispettoso della biodiversità, al fine di garantire un’alimentazione sana ed adeguata, Kokue pianificherà passo dopo passo la preparazione di un orto.

«Un calendario di semina suggerirà la coltivazione delle piante di stagione (frutta e verdura in primis, posto che la dieta alimentare del Gran Chaco ne è carente) e, attraverso un sistema di allerta meteorologico, sarà anche possibile adottare le dovute precauzioni contro i cambiamenti climatici», spiega Alice, biologa ed esperta di agricoltura sostenibile. «Sarà previsto anche uno spazio per la condivisione delle buone pratiche, un’area dedicata alla realizzazione di pesticidi e fertilizzanti naturali e non mancherà una lista di ricette per la preparazione di marmellate o conserve».

Il progetto in cui i quattro Corpi Civili di Pace sono impegnati è ambizioso e richiede tempo. Così, quando il mondo si è fermato a causa della pandemia, sebbene abbiano avuto la possibilità di rientrare in Italia, hanno scelto di restare in Argentina e continuare a lavorare da casa. Quello che forse non si aspettavano è che, durante il lockdown, le fasi di elaborazione dell’app si sarebbero trasformate in un gioco da tavolo.

«Mentre lavoravamo al contenuto dell’app, abbiamo iniziato a ritagliare sagome che ci aiutassero a comprendere, sulla base delle caratteristiche dei prodotti da piantare, gli spazi concretamente necessari alla coltivazione e le diverse associazioni di piante possibili», raccontano. «Su suggerimento dell’ingegnere agronomo del nostro ufficio, i ritagli sono diventati le carte di un gioco da tavolo, omonimo e con la stessa grafica di Kokue, per imparare a fare l’orto in modo creativo ed educativo».

Attraverso un percorso a caselle, i destinatari del progetto potranno costruire il proprio orto su un cartonato corrispondente ad un metro quadro di terra, effettivamente trasponibile nella realtà. Sebbene la gran parte della popolazione del Gran Chaco disponga di uno smartphone, non è infatti abituata ad utilizzarlo. L’obiettivo è dunque quello di impartire anche un’educazione digitale e il gioco, nella logica di un supporto vicendevole, non è che un incentivo ad utilizzare l’app.

«In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, abbiamo lanciato una raccolta fondi al fine di stampare e distribuire il gioco a mille famiglie ed ad alcune scuole del Gran Chaco. Donare anche solo il prezzo di un caffè può bastare a contribuire ad un progetto che, peraltro, con i giusti accorgimenti e le opportune modifiche, può facilmente adattarsi a diverse zone del mondo e migliorare anche lì la resilienza al cambiamento climatico. Se siamo uniti possiamo farcela: insieme facciamo la differenza!».


Qui il link per donare e sostenere Kokue:

 
Martina Sardo

Martina Sardo

Racalmutese dal 1994. Dopo la laurea in legge, ho avviato la pratica forense in diritto dell’immigrazione, senza però rinunciare all’altra mia grande passione: il giornalismo.

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