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“Manchester Museum in Quarantine”, la soluzione del museo online

 

Il Museo di Manchester, di proprietà dell’Università di Manchester, è stato aperto per la prima volta nel 1890. È il più grande museo universitario del Regno Unito con una collezione di circa quattro milioni e mezzo di articoli provenienti da ogni continente. La sua combinazione di museo “accademico e popolare” è ciò che lo rende così unico ed amato dalla città ed è anche parte integrante del suo fascino.

La visione del museo è quella di promuovere dialogo e comprensione tra differenti culture in un mondo sostenibile, in piena armonia con l’identità della città: Manchester, infatti, è una città che affonda le sue radici nel sudore della classe operaia, fulcro della rivoluzione industriale. Non a caso, l’animale simbolo della città è un’ape operaia.

Coerentemente con lo spirito inclusivo e progressista della città, il Manchester Museum, nonostante la chiusura forzata a causa della pandemia, ha reagito appoggiandosi, come molte istituzioni artistiche e culturali, alla Rete.

Chiara Ludolini, laureata all’Accademia delle Belle Arti a Macerata e oggi Visitor Service Assistant che si occupa di Accessible Digital Engagement Research & Design al Museo di Manchester, ci racconta come il museo ha optato per il godimento lento e libero delle sue opere. «In tempi difficili come questo connessione ed ispirazione sono necessari. Il Museo di Manchester è un luogo amato da molti e che in questo momento manca molto ai suoi visitatori, poiché come moltissimi altri musei di tutto il mondo, è attualmente chiuso a causa del Covid-19. La necessità di stupire e meravigliare soprattutto in momenti difficili è qualcosa che il Museo vuole continuare ad offrire insieme anche all’accesso di mostre, risorse per l’apprendimento e opportunità di volontariato, per tutte le età. Per ovviare a questo problema, il museo ha curato il “Manchester Museum in Quarantine”, un sito online dove sono stati caricati alcuni dei suoi contenuti digitali più coinvolgenti, in modo che tutti possano esplorare e godersi il museo nelle proprie case. Lo scopo del sito è di aiutare ad intrattenere, educare e suscitare gioia e meraviglia fino alla riapertura».

Esme Ward, direttore del Museo di Manchester, ha dichiarato: «Il Museo di Manchester mira ad essere il museo più inclusivo, fantasioso e premuroso che si possa incontrare e anche il Museo di Manchester in Quarantena è modellato su questa idea. Ci sono mostre multilingue, film, un kit di pronto soccorso culturale per chi offre assistenza e cura a persone non autosufficienti, risorse per l’istruzione domestica e una dose giornaliera di stupore e meraviglia nella nostra Enciclopedia di “Wondrous Objects”». La nuova campagna “Encyclopedia of Wondrous Objects” (enciclopedia degli oggetti meravigliosi) è una dose giornaliera di stupore e meraviglia della collezione enciclopedica del Museo fra gli oggetti visitabili liberamente dagli spettatori digitali.

Sebbene il museo avesse già importanti risorse online, queste erano difficili da trovare. Riorganizzandole e “curandole” in un unico punto, su un sito facile da navigare, il Museo di Manchester è stato così riaperto non solo alla città ma a tutto il mondo. La campagna sui social media #MMinQuarantine è stata lanciata il 31 Marzo 2020 e nel giro di 24 ore ha ricevuto una risposta sorprendente con una portata di oltre 200 mila impressioni (visualizzazioni) e un ottimo feedback da parte del pubblico, con molti commenti di scuole e genitori che si godono i “viaggi virtuali” al museo. Ad un mese dalla sua nuova apertura virtuale il Museo ha avuto quasi 9 mila visitatori provenienti da 56 paesi diversi e i numeri continuano a crescere in modo incoraggiante, dimostrando che anche nelle ore più buie la cultura è un segno di speranza, umanità a comunità che lega e aiuta tutti.

Si possono visitare agevolmente le attuali mostre temporanee del museo come Beauty & the Beasts, A Ming Emperor’s Seat and Minerals: Sustainability and Hidden Stories. Alcune sezioni sono fruibili in diverse lingue per mettere a disposizione di più gente possibile le risorse del museo.

Il Museo di Manchester lavora per sensibilizzare il suo pubblico su storie trascurate e raramente raccontate. Il sito infatti ha una sezione che aiuta a far luce su tematiche che non sempre sono state insegnate a scuola. Una grande risorsa per tutti: i genitori e gli insegnanti saranno inoltre aiutati nelle prossime settimane con l’istruzione a casa e attività divertenti per la famiglia. «Il sito include attività creative, divertenti e idee per seminari che possono essere completate a casa, incluso un kit di pronto soccorso culturale realizzato in collaborazione con The Whitworth Art Gallery. Le attività sono state create da artisti, musicisti e terapisti. Ma non è tutto: per chi cerca di rimanere occupato e imparare qualcosa di nuovo, il sito include risorse per adulti e ricercatori. Il museo si appoggia anche al volontariato online per aiutare ad archiviare le nostre collezioni e corsi di apprendimento online sulla nostra fantastica collezione di egittologia».

Nel corso dei prossimi tre anni, il Museo di Manchester svilupperà un nuovo entusiasmante progetto da 13,5 milioni di sterline, per trasformarlo e svilupparlo diventando più inclusivo, fantasioso e accessibile per le tante e diverse comunità che popolano la città di Manchester. Il museo rimarrà parzialmente aperto durante questo periodo ma nel 2021 diventerà ancora più grande, più inclusivo e (quindi) meraviglioso. La futura trasformazione includerà: una nuova sala espositiva, la South Asian Gallery (Galleria dell’Asia meridionale), la Lee Kai Hung Gallery di cultura cinese, il primo centro mondiale di Age Friendly Culture.

La rete, se usata in modo intelligente, non fa perdere credibilità al mondo dell’arte e della cultura, ma la esalta, crea risorse e possibilità. Questa esperienza è la prova che non occorre proporre corsi di zumba per rinnovare l’interesse del pubblico per gli spazi museali, perfino sotto pandemia.

Foto in copertina Vita Student


 
Alice Castiglione

Alice Castiglione

Vivo in UK, sono una visual artist e creatrice di contenuti, senza lasciare mai da parte l'attivismo.

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