La vitamina nella moda italiana

La storia che si vuole trattare in questo articolo parte dal “Pastazzo” e, più specificamente, il pastazzo di agrumi, cioè il residuo della spremitura (bucce, semi e parte della polpa), scarto che di solito finisce in discarica.

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Per alcuni il pastazzo è un semplice rifiuto difficile da smaltire correttamente, per altri è diventato una potenziale risorsa a cui dare nuova vita. È proprio “il residuo umido ottenuto al termine della produzione industriale di succo di agrumi” il vero protagonista dell’innovativa azienda Orange Fiber alle cui spalle vi è Adriana Santanocito, di origine catanese, laureata in Fashion Design presso l’AFOL Moda di Milano, specializzata in materiali tessili e nuove tecnologie per la moda. Durante la stesura della tesi di laurea, Adriana collabora con il prestigioso Politecnico per la produzione di tessuti derivanti da materiali di scarto degli agrumi, da cui i primi studi di fattibilità condotti e l’inizio della collaborazione con Enrica Arena, futura co-founder e laureata in Cooperazione Internazionale e Comunicazione nella stessa città.

Sviluppato il brevetto, depositato in Italia ed esteso al PTC internazionale, nel 2014 viene costituita Orange Fiber, con sedi a Catania ed in Trentino, diventando la prima azienda a brevettare e produrre tessuti eco-sostenibili di alta qualità per il comparto moda-lusso.

La produzione è fatta utilizzando le centinaia di migliaia di tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola produce ogni anno e che altrimenti andrebbero smaltite, con dei costi non indifferenti per l’industria del succo di agrumi e per l’ambiente. In questo senso si può dire che l’idea innovativa di questa azienda si ritrova in ciò che l’economista Joseph Schumpeter, padre dell’economia dell’innovazione, sostiene distinguendo due tipi di innovazione tecnologica: l’innovazione di prodotto e di processo.

La prima riguarda l’introduzione sul mercato di un nuovo prodotto o servizio che può essere radicale (creando un nuovo mercato) o incrementale (creando un nuovo segmento in un mercato già esistente) a seconda che si tratti di un nuovo prodotto o del miglioramento di un prodotto che già esiste. In questo senso l’introduzione nel mercato di un nuovo tipo di tessuto rientra nella seconda ipotesi, creando un nuovo segmento nel mercato della moda attraverso l’introduzione di tessuti di nicchia ricavati dagli scarti degli agrumi.

La seconda, invece, è relativa all’innovazione di processo intesa come la creazione ed introduzione di un nuovo processo che possa aumentare l’efficienza produttiva, con la conseguente riduzione dei costi di produzione e/o aumento della produttività. Anche in questo caso si deve distinguere tra innovazione radicale o incrementale a seconda che l’innovazione riguardi un nuovo processo produttivo o il miglioramento di un processo pre-esistente. Nel caso della Orange Fiber, è possibile sostenere come l’utilizzo del materiale di scarto delle bucce d’arancia, attraverso un impianto per l’estrazione della cellulosa da agrumi, possa innovare il sistema produttivo nel settore della moda, considerando anche i risparmi sui materiali utilizzati (essendo questi degli scarti che invece che essere smaltiti vengono riciclati).

Grazie a questo processo di produzione industriale brevettato, la Orange Fiber è stata in grado di produrre un tessuto di alta qualità capace di unire due pilastri dell’eccellenza italiana – i tessuti e l’alimentare – e rispondere alle esigenze di innovazione e sostenibilità dell’industria alla moda. Siamo quindi di fronte ad un modello eco-sostenibile nel sistema produttivo della moda. Orange Fiber è stata in grado di inserirsi all’interno di un contesto di crescita economica innovativa, secondo cui si deve intendere, in un’economia basata sulla conoscenza, non l’accumulo di capitale (come asserito dalle teorie neoclassiche) ma la capacità innovativa emergente dalla conoscenza e dalle tecnologie che generano esternalità tra aziende collaborative e sistemi di innovazione, costruendo ambienti innovativi (cluster).

Orange Fiber in questo modo è diventato l’unico brand a produrre il primo tessuto sostenibile da agrumi al mondo, sfruttando la produzione di altre aziende (quelle agroalimentari): un tessuto esclusivo, setoso e impalpabile, pensato per rispondere alle esigenze di innovazione e sostenibilità della moda, interpretandone in tal senso il bisogno di creatività e lo spirito visionario. Questi tessuti hanno un aspetto serico, possono essere stampati e colorati come i tessuti tradizionali, opachi o lucidi, usati insieme ad altri filati o in purezza, unendo così la sostenibilità e l’innovazione alla qualità tessile del Made in Italy.

Tornando alla storia di questa start up, sempre più azienda in fase di consolidamento, il primo tessuto di agrumi al mondo (acetato di agrumi e seta in raso tinta unita e pizzo) è stato ufficialmente presentato nel 2014 e nel 2015 è stato inaugurato il primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi, anche grazie ai finanziamenti di Smart&Start di Invitalia. Nello stesso anno la prestigiosa casa di moda Salvatore Ferragamo, fondata nel 1927, decide di sostenere la prima collezione eco-sostenibile di Orange Fiber durante la conferenza ExpoMilano2019.

Sempre nel 2019, la prestigiosa azienda di moda svedese H&M presenta la linea ECO Conscious Exclusive 2019, con eventi dedicati in tutto il mondo e, a poche ore dal lancio ufficiale avvenuto l’11 aprile on line e in selezionati store del brand svedese, il top in stile boho in tessuto Orange Fiber era già sold out. «L’inserimento di Orange Fiber nella Conscious Exclusive 2019 è per noi un’opportunità di testare le potenzialità dei nostri tessuti – valorizzati dalla creatività e dal design che contraddistinguono il brand H&M – e contribuire a diffondere una nuova sensibilità nel mondo della moda verso la scelta dei materiali, sostenibili e innovativi» – sostiene Enrica Arena, co-fondatrice. Negli ultimi anni, Orange Fiber ha vantato diversi premi e collaborazioni nel mondo dell’imprenditoria e della moda. Ricordiamo qui di seguito alcuni dei principali risultati conseguiti da Orange Fiber:

-finalisti ITMA Future Materials Awars (2015);
-vincitrice ADI DESIGN INDEX (2015);
-vincitrici IDEAS 4 CHANGE AWARDS-UNECE (2015);
-finalisti COMPASSO D’ORO (2016);
-vincitrici ELLE Impact 2 For Women Awards (2016);
-vincitrici Premio Internazionale delle Innovazioni, Premio dei Premi (2016).

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Oggi la Orange Fiber s.r.l. è composta da 8 membri: Adriana Santanocito, ideatrice & socio fondatore, specializzata in fibre tessili innovative; Enrica Arena, socio fondatore, specializzata in marketing, comunicazione e raccolta fondi; Francesco Virlinzi e Antonio Perdichizzi, imprenditori; Corrado Blandini, legale; Andrea Bonina, CTO; Giovanni De Caro, Financial Advisor; Moreno Petrulli, Esperto di prodotto.

Questo progetto rappresenta una storia in costante evoluzione che fa sognare un po’ tutti quelli che hanno un’idea in cui credono fino in fondo e che si battono per ottenerla. È così che da una brillante intuizione, oggi Orange Fiber può vantare una valutazione di oltre 3.000.000 di euro e campagne di crowdfunding che sfiorano i 650.000 euro.


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