Amore Lgbt nello spot Renault



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Di Annarita Caramico – Uno spot sull’amore LGBT per festeggiare i trent’anni della Renault Clio. La casa automobilistica francese ha deciso di celebrare l’importante anniversario dalla nascita di uno dei loro modelli più venduti con una pubblicità che sta spopolando sui social.

Sulle note di Wonderwall degli Oasis si snoda una storia d’amore lunga, per l’appunto, tre decenni. Le due donne si conoscono da bambine, stringono una fortissima amicizia, fatta di bagni, lunghi viaggi in auto e musicassette per poi rincontrarsi anni dopo. È quando le due sono adolescenti che capiscono di essere innamorate l’una dell’altra. Da lì inizieranno le prime difficoltà: le urla di un padre che scopre una lettera d’amore per poi arrivare a un matrimonio sbagliato per una delle due. Lo spot, però, termina con le due donne, finalmente insieme, con una figlia, che vanno a trovare i genitori. Il padre sorride felice alla nipotina, stringe la mano della compagna della figlia e abbraccia forte quest’ultima.

C’è una meravigliosa sensibilità e tanta delicatezza in ogni frame. C’è un amore lungo, vissuto appieno, ci sono lacrime e risate, insomma c’è la realtà di una storia vista nei suoi attimi più cruciali. Ci sono anche il disagio nel sentirsi diversi nella propria famiglia, l’ostilità di un genitore che non riesce ad accettare l’amore della figlia per una persona del suo stesso sesso, il prendere decisioni sbagliate per il desiderio di sentirsi uguali agli altri, l’allontanarsi per poi ritrovarsi e, finalmente, vivere i propri sentimenti.

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Lo spot della Renault sta facendo il giro dei social: Francesca Pascale, compagna di Silvio Berlusconi, l’ha definita «una storia d’amore bellissima». Paola Concia, esponente del Pd, ha twittato: «Cara Renault Italia mandate questo spot sulle reti italiane, si? Coraggio, un po’ di coraggio, forza! È bellissimo». Aspettiamo di vedere questa réclame sulle nostre televisioni, non solo sui nostri smartphone.

La Renault non è nuova a pubblicità a tematica LGBT. Per pubblicizzare la Twingo la Renault ideò uno spot in cui si vede una donna raggiante al braccio del proprio padre attraversare la navata di una chiesa. Solo che non è lei a sposarsi: l’uomo si unirà in matrimonio con un uomo, il vero amore della sua vita. I due usciranno dalla chiesa sorridenti, con una bambina in braccio, circondati da amici e tanto affetto. Una delle prime volte in cui in televisione è stata mostrata una famiglia arcobaleno. Lo slogan era Time has changed. The Twingo too, “i tempi sono cambiati, la Twingo anche”.

D’altronde non è la prima réclame pubblicitaria in cui viene mostrato un amore LGBT. Ikea, già nel 1994, ha pubblicato uno spot pubblicitario per la tv svedese in cui una coppia omosessuale selezionava il tavolo più adatto per la sua casa. Qualcosa di molto naturale, pieno dell’emozione che contraddistingue ogni coppia intenta ad arricchire il proprio nido d’amore di nuovo mobilio. Con il motto «per cambiare, basta poco» è sempre il brand svedese a mostrare due ragazzi che decidono di unire, fisicamente e metaforicamente, i propri letti per poi abbracciarsi teneramente. Nel 2014, la Findus ha preparato una pubblicità in cui il figlio invita la madre e il padre per cena: l’occasione di fare coming out e presentare il proprio compagno alla famiglia. Ed ecco che la mamma, alla fine dello spot, può dirgli: «tesoro, l’avevo capito». Nel 2015 è stato il noto brand di gioielleria, Tiffany, a ideare un romantico spot per lanciare una linea di anelli di fidanzamento. Tiffany, noto per una comunicazione decisamente tradizionale che ha sempre visto in primo piano coppie eterosessuali, ha scelto di porre come protagonista una coppia LGBT.

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Nel campo pubblicitario trattare la diversità, un amore omosessuale, una relazione tra persone di religione diversa, celebrare il corpo giovanile ma non più giovanissimo di una donna «serve per farsi una reputazione da azienda progressista e commercialmente questa cosa funziona, tant’è che è diventato un cliché nell’ambito della pubblicità», raccontava Francesco Bozza, direttore creativo della Leo Burnett Italia. Se negli anni Ottanta si strizzava l’occhio ai single in quasi tutte le réclame ora, per mostrare un mondo che sta cambiando, sono gli LGBT, i neri e gli anziani a monopolizzare gli spot. Secondo le previsioni dei creativi nel prossimo futuro della pubblicità ci sarà sempre più spazio per l’ambiente, tema sensibile con cui le aziende vogliono accattivarsi i consumatori più green.


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