Palermo, città dei bambini: in marcia per i diritti!

Di Beatrice Raffagnino – Ieri pomeriggio, intorno alle 15:00, le affollate vie dello shopping palermitano sono state teatro di un curioso fuoriprogramma. La gioiosa marea di note musicali, sprigionata dai ragazzi della Massimo Kids Orchestra, ha invaso Piazza Pretoria per poi giungere, sotto la guida esperta del Maestro Michele De Luca, a Piazza Verdi, di fronte la scalinata del Teatro Massimo.

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Aprivano questa allegra “Marching Band” i bambini provenienti dal Centro Arcobaleno 3P e dal Centro Ubuntu che, scambiando sorrisi con la folla circostante, sventolavano cartelli colorati e manifestavano per diritti troppo spesso loro negati. “Ho diritto al gioco!” “Ho diritto di studiare!” e, con le manine tese verso il cielo e gli occhi splendenti d’emozione, salutavano freneticamente le telecamere degli operatori e dei giornalisti di Rai Ragazzi, veri ideatori dell’iniziativa, che si inserisce nelle celebrazioni per il trentennale della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Cos’è la cultura? Di certo non è ornamento superfluo. Non è qualcosa che c’è ma potrebbe anche non esserci. Dare fiducia ai luoghi e alle persone anche quando è difficile, anche quando non è bello ciò che vediamo. Andare lì dove c’è bisogno, provare a capire gli altri. Questo è cultura. Ed è cultura anche una marcia di bambini che per la prima volta manifestano per ciò che da sempre è stato loro. Bambini che raramente possono passeggiare il sabato pomeriggio per le vie del centro città ieri, invece, hanno investito Palermo con allegra spontaneità, impartendoci così un’importante lezione: non è restando nelle nostre comode case che riusciremo ad ottenere una città più sicura.

Sicurezza non è omertà ma la fiducia che quotidianamente occorre dimostrare nei confronti di quelli che appaiono come i quartieri più a rischio. In una classe di studenti ci sarà sempre quello più discolo ed è proprio a lui che il maestro deve prestare maggiore attenzione. In questa scuola che è Palermo, la cultura è un’occasione di fondamentale importanza. Di fronte ai casi più critici è lo strumento essenziale, quello che non va sottovalutato o diretto ad una nicchia di privilegiati destinatari.  La cultura unisce e porta finalmente sotto i riflettori ciò che prima non lo era; apre gli occhi e le menti che da troppo tempo erano chiuse; sradica i cancelli della periferia ed ogni nostro, questo si superfluo, pregiudizio.


Fotografie e video di Beatrice Raffagnino

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