Chef Rubio: fuori da Discovery, censurato dalla Rai

Di Virginia Monteleone – Amato, odiato, seguito e ingiuriato, Chef Rubio è un personaggio che ha sempre affermato con forza le sue idee politiche. Tra le altre, la sua chiara presa di posizione anti israeliana, ben poco diffusa da parte di personaggi pubblici.

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Rubio nei suoi programmi ha sempre lavorato ad un tipo di proposta culinaria vicina a tutti, entrando nei quartieri più tipici e ricchi di tradizione, mettendosi sempre dalla parte degli ultimi e rivalutando la figura sempre un po’ emarginata del camionista, vista talvolta come persona minacciosa.

Il divorzio con Discovery però pare essere del tutto consensuale. Le riprese di Camionisti in Trattoria vengono sospese per volontà dello stesso Rubio, che in un post su Instagram ha detto: «I motivi per cui ho deciso di interrompere Camionisti in trattoria sono molteplici e non starò qui a motivarli visto che di certe cose si parla (e si è già parlato) nelle apposite sedi. Di certo posso dirvi che è stata l’unica cosa giusta da fare, e per correttezza nei vostri confronti che sempre mi sostenete con fiducia, e per coerenza nei confronti del percorso professionale e di vita che sto facendo». E aggiunge: «vi basti sapere però che non avevo più la serenità, le motivazioni e l’energia per continuare a girare qualcosa in cui sentivo di aver già dato tutto. Continuare a girare per gli ascolti non è mai stata né mai sarà una mia peculiarità e farlo per inerzia mi avrebbe reso infelice e ancor più nervoso di quanto già non fossi alla fine della terza stagione».

Twitter esplode sotto le dita “coraggiose” degli haters con una serie di tweet poco gentili verso Rubio, che lo definiscono “chef da due soldi con deliri di onnipotenza”, “anti Salvini” e “pronto a sparare giudizi su ogni avvenimento”. L’ultimo evento contestato da Rubio fu l’uccisione dei due poliziotti di Trieste, dopo che un delinquente da loro fermato aveva rubato la pistola dalla fondina. Lo chef si era espresso mettendo in dubbio la preparazione degli agenti e l’adeguatezza della fondina in dotazione.

«Uno chef deve fare lo chef. Se rompe le palle ai politici, deve fare l’opinionista. Ma se uno non è né chef né opinionista, e fa tutte e due contemporaneamente, rimane senza programma e come opinionista…si attacca al tram. #ChefRubio vai a nasconderti!»

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«Ma l’idea che a #ChefRubio chiudano il programma perché fa schifo, non è venuta a nessuno?» Ma c’è anche chi lo sostiene: «Quindi se #ChefRubio esprime opinioni più che condivisibili riguardo al comportamento dello stato di Israele, anziché persona libera e pensante sarebbe un coglione. Morale, per fare il proprio lavoro ci si deve prostituire. Buon lavoro!!!»

Foto di Adriana Napolitano

L’esprimere le proprie idee e opinioni, soprattutto politiche, è sempre stata una prerogativa di Rubio, che mai si è voluto piegare a certi meccanismi e mai ha voluto rinunciare ai suoi principi e alla sua coerenza. «Da 6 anni a sta parte mi hanno proposto le conduzioni di quasi tutti i programmi televisivi che conoscete e se non me c’avete visto e mai me ce vedrete è solo perché nel nome della coerenza so dire ‘NO GRAZIE’». E ancora: «Queste scelte mi hanno fatto rinunciare a na fracca de soldi… ma al contrario vostro me posso guarda ogni giorno allo specchio senza sputammenfaccia – aggiunge – quindi quando parlate di me o vi informate meglio oppure tacete perché altrimenti fate solo delle ricchissime figure dimmerda».

Auspica per lui la conduzione di un bel programma alla Rai il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi: «La Rai avrà il coraggio di proporgli un programma, magari che parli di ultimi e periferie e sappia interessare i giovani? Oppure ci sarà un pregiudizio politico per le sue idee? In questa Rai vengono ingaggiati solo biografi e supporter di Salvini?».

Questo accade poco prima di una mancata messa in onda nel programma Ragazzicontro, condotto da Daniele Piervincenzi, su Rai2. «Non sarà presente alcun contributo audiovisivo riguardante Chef Rubio». La puntata parlava di cyberbullismo è il gesto è stato motivato come una questione di opportunità per evitare polemiche politiche, che suona un po’ come uno scioglilingua odioso.

Su questa decisione della Rai si è espressa l’addetta stampa di chef Rubio: «La Rai blocca la puntata con Rubio perché inopportuno. La puntata è stata registrata a ottobre. La Rai ha avuto tutto il tempo di valutare se Rubio ha detto cose inopportune. Questo non viene specificato. E così non è stato. Carlo Freccero sostiene che Rubio avrebbe “vampirizzato il programma”. Beh con tutto questo polverone che hanno sollevato Rubio ha vampirizzato senza neanche poter fiatare». La cosa puzza decisamente di questione politica.

Di cosa abbiamo paura? Forse della verità, la verità dei brutti post su Instagram di Rubio che ci mostrano un’Israele assassina e un occidente muto e cieco davanti a questo massacro giornaliero. Forse fa antipatia un personaggio che ha delle idee ben precise e non teme minimamente di esporle a costo della sua carriera. Lui nel frattempo si trova in Iran, impegnato fra progetti fotografici e volontariato.


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