La civiltà crolla quando la cultura brucia

Di Marco Cerniglia e Virginia Monteleone – Ci sono brutte storie che attraversano il nostro paese nel tempo. Alcune di queste entrano in un fatale loop di situazioni che non vorremmo mai sentire. Il fascismo è estinto? Il fascismo è come la malaria che viene debellata per alcuni periodi, ma che se non la si tiene in conto con la prevenzione e l’informazione, si dipana nuovamente. È un morbo che oscura la luce della cultura, è il riflesso macabro dei disagi sociali, del malcontento comune, dei sistemi economici fragili. È il risultato di politiche impegnate solo alla scalata al potere usando ogni mezzo per far combattere il popolo tra di loro ed ignorare i veri colpevoli.

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Ancora una volta, la libreria La Pecora Elettrica (nome ispirato dal romanzo di Philip Dick Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, ispirazione per il film Blade Runner), nel quartiere di Centocelle, a Roma, è stata data alle fiamme, la notte prima della riapertura. Dopo i lavori di ricostruzione in seguito a un altro attentato incendiario, un nuovo incendio doloso colpisce questo luogo di ritrovo, in una zona della Capitale che sembra quasi dimenticata dalle istituzioni.

Il primo attentato alla libreria è avvenuto il 25 Aprile, data non casuale a parere di molti: in effetti, la libreria era anche un luogo di coworking, di piccole rappresentazioni teatrali dedicate alla Resistenza, a tematiche di genere, e all’antifascismo; proprio qualche giorno prima del primo incendio, sarebbe stata luogo di messa in scena di uno spettacolo teatrale sulle partigiane.

Dal 25 Aprile al 6 Novembre è partita quasi una gara di solidarietà per permettere al piccolo luogo di ritrovo di ripartire con la propria attività. La notte dell’8 Ottobre, tuttavia, avviene un attacco incendiario al locale proprio di fronte, che lascia un velo di preoccupazione sui proprietari della Pecora Elettrica. E infine, il giorno prima della riapertura della libreria, previsto per il 7 Novembre, il nuovo attentato, fatto approfittando della scarsa illuminazione che ha permesso di manomettere le telecamere esterne e distruggere quelle interne. Un nuovo gesto intimidatorio, che lascia il timore anche nei proprietari della pizzeria di fronte di altri possibili colpi contro le due attività.

La manifestazione di solidarietà tenutasi a favore della Pecora Elettrica portava un chiaro messaggio: la volontà di difendere Centocelle dalla pressione di una microcriminalità che ormai più tanto micro non è, a cui interessa che il parco adiacente sia al buio, senza che le luci della pizzeria o della libreria, accese fino a tardi, possano creare fastidi per lo spaccio di droga che avviene là. Una situazione conosciuta da tutti, abitanti e istituzioni, e sulla quale tuttavia nessuno ha ancora agito.

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Quanto sta avvenendo a Centocelle è lo specchio di un momento storico molto particolare: la grande mobilitazione del quartiere, con un corteo di circa diecimila persone per protestare contro l’attentato alla libreria, con lo slogan “Combatti la paura! Difendi il quartiere” scritto su un cartellone, lasciato appeso davanti la libreria per poi venire strappato durante la notte, ha evidenziato una grave mancanza della politica di palazzo in queste situazioni. Molte le dichiarazioni di sostegno arrivate da politici, come il ministro della Cultura Dario Franceschini, o la sindaca della Capitale Virginia Raggi, ma al corteo nessuna figura istituzionale ha presenziato, e la mezz’ora al termine della manifestazione, dopo il coro di “Bella ciao”, è trascorsa nel silenzio, finché la folla non si è dispersa.

Roma, “aspettare di primo mattino” by frafra2009 is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Ma facciamo anche un passo indietro al 16 giugno, quando dei ragazzi vicinissimi ai movimenti estremisti di Casapound hanno picchiato selvaggiamente alcuni ragazzi che indossavano la maglia del Cinema America. «Siete antifascisti!», ecco la motivazione del pestaggio. Già, perché i ragazzi di questa associazione lavorano per gli abitanti del quartiere Trastevere, creando eventi di aggregazione culturale alla quale partecipano tantissime famiglie, modificando il volto di un quartiere solitamente noto per la movida serale.

E ancora: è di oggi la notizia di un altro rogo, sempre a Centocelle, il Baraka Bistrot. Aveva espresso solidarietà alla libreria comunque evidenziando il suo essere neutro e non schierato. Non schierato. Come se esprimersi contro una violenza ignorante fosse una colpa pericolosa, o un gesto di estremo coraggio e martirio. Siamo nella crisi del senso di vuoto che da ogni parte nella società ci viene propinato. Ed è proprio in questo vuoto che risiede il problema, perché è il vuoto lasciato dalle istituzioni che permette alla criminalità organizzata di invadere spazi, di distruggere gli sforzi di chi cerca di costruire qualcosa, di smontare la controcultura che si cerca di sviluppare, di sfidare un potere assente che non riesce a gestire delle emergenze come quella che sta avvenendo ora a Centocelle. Una mancanza di sicurezza che non è dovuta semplicemente all’assenza di controllo dell’ordine pubblico, ma dall’assenza di mezzi per affermare una cultura della legalità a cui molti vorrebbero poter aderire, come dimostrato dai grandi numeri della solidarietà. E invece, senza questo aiuto della cultura verso la legalità, rimane soltanto uno striscione, con uno slogan importante, strappato da mani noncuranti e che di quella cultura avrebbero tanto, tanto bisogno.


Foto in copertina da Leggo

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