Attenti al cane

Di Marco Tronci – «Il cane è il migliore amico dell’uomo» ma a volte può essere il peggiore. A pagarne le spese questa volta, il leader dell’Isis Abu Bakr Al Baghdadi, morto lo scorso sabato a seguito di un raid delle forze speciali statunitensi nel nord della Siria.

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A prendersi il merito per la buona riuscita dell’operazione è Conan, uno splendido esemplare femmina di pastore belga Malinois con all’attivo circa 50 missioni. Stando alla ricostruzione fornita dal Pentagono, gli uomini della Delta Force, dopo aver individuato l’obiettivo nel compound, hanno sguinzagliato i cani dell’unità cinofila, mettendo in fuga Al-Baghdadi. Quest’ultimo, ormai senza via di fuga e vicino alla cattura, si è fatto esplodere. A seguito della detonazione Conan avrebbe riportato alcune ferite ma dalla Difesa americana confermano la sua guarigione e il suo ritorno in servizio.

L’eroica impresa canina non è passata di certo inosservata in patria, anche perché stanare il califfo – al primo posto nella lista dei “cattivi” – non è da poco. È stato lo stesso Trump a divulgare in rete la foto dell’eroe a quattro zampe che in poche ore ha fatto il giro del mondo. In un tweet ha poi affermato: «Ha fatto un gran lavoro nel catturare e uccidere il leader dell’isis Abu Bakr Al Baghdadi!».

Si tratta di un’importante operazione in cui ha preso parte l’unità cinofila “K-9”, come nel 2011 dove fu ucciso Osama Bin Laden. Ma l’utilizzo del cane in ambito bellico ha origini antichissime – vi sono tracce sul suo utilizzo persino nell’Antico Egitto – e sono tantissime le razze impiegate. Per gli scenari odierni e per le esigenze dettate da una guerra sempre più tecnologicamente avanzata, i compiti dei “cani da guerra” sono nettamente cambiati. I principali compiti delle unità cinofile nelle forze armate e dell’ordine di tutto il mondo restano la ricognizione, l’attacco, l’intimidazione e il rilevamento esplosivo. Oggi il loro impiego è essenziale per proteggere le truppe da ordigni EOD, salvare civili, riconoscere e immobilizzare le persone ostili.

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I cani selezionati affrontano un duro addestramento al pari dei loro padroni. Prendono parte a numerose operazioni delicate e sono molti quelli che riportano gravi ferite sul campo di battaglia. Fra le razze più impiegate oggigiorno vi sono sicuramente il pastore belga e il pastore tedesco, caratterizzate da una spiccata intelligenza, disciplina e coraggio.

(U.S. Air Force photo/Staff Sgt. Marleah Miller)

Sono molte le vite che questi coraggiosi animali hanno salvato, pagando spesso un caro prezzo. Per questo motivo, a San Antonio in Texas si è deciso di rendere omaggio a tutti i cani-soldato che hanno preso parte alle guerre americane, dalla Prima guerra mondiale fino alla lotta al terrorismo. Il monumento, raffigurante un soldato accerchiato da un dobermann, pastore tedesco, labrador e il Malinois (le quattro razze più utilizzate), è situato nella base militare di Lackland, sede di addestramento per questi soldati a quattro zampe.


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