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Simone Biles, la nuova leggenda della ginnastica artistica

Classe 1997, Simone Biles nella sua carriera da ginnasta ha già vinto 14 medaglie d’oro mondiali, 4 ori olimpici e 25 medaglie totali vinte tra Mondiali e Olimpiadi, guadagnando così più titoli mondiali nella storia e superando il record statunitense finora detenuto dalla ginnasta statunitense Shannon Miller, con 16 medaglie dal 1991 al 1996.

Simone Biles nasce a Columbus, in Ohio e già da piccola inizia ad affrontare grandi sfide. A soli tre anni, infatti, lei e i suoi fratelli vengono dati in affidamento a causa dei problemi di alcolismo dei genitori. Si trasferisce in Texas dai nonni e da quel momento fede e ginnastica diventano le due costanti della sua vita. A soli sei anni, Simone dimostra di avere grande determinazione e soprattutto un enorme talento e viene subito notata dall’allenatrice ex-ginnasta Aimée Borman. Nei Campionati Nazionali juniores nel 2012 la Biles arriva prima nel concorso individuale e al volteggio diventando così campionessa nazionale.

Nel 2013 esordisce nella categoria senior e partecipa ai Campi di Qualifica per partecipare ai Campionati Mondiali di Anversa: la Biles è la prima ginnasta americana, dai tempi di Shannon Miller, a riuscire a qualificarsi in tutte le finali di specialità, vincendo infine l’oro nel concorso individuale e al corpo libero, un argento al volteggio e a un bronzo alla trave. A 16 anni inizia a riscrivere la storia della ginnastica artistica: durante i Campionati Mondiali di Anversa esegue un esercizio di corpo libero per cui la ginnasta diventerà famosa, costituito da un doppio salto mortale con mezzo avvitamento in aria particolarmente complesso dovuto dalla velocità di esecuzione a cui viene realizzato. Questo esercizio difficilmente replicabile da avversarie e compagne di squadra, da quel momento verrà nominato «The Biles».

Durante le Olimpiadi di Rio 2016, Simone Biles sbaraglia le avversarie vincendo la medaglia d’oro a squadre nel concorso generale, al volteggio e nel corpo libero divenendo la prima ginnasta degli Stati Uniti a salire quattro volte sul primo gradino del podio in una sola Olimpiade. Alla conclusione delle Olimpiadi l’allenatore e coordinatore della nazionale di ginnastica statunitense Bela Karolyi ha paragonato la Biles a Nadia Comăneci, la più giovane atleta di sempre a vincere un titolo olimpico nella storia dei Giochi olimpici.

Dopo il The Biles e le vittorie conseguite a Rio, il confronto con le avversarie sembra quasi inesistente, ma Simone continua a sfidare se stessa per migliorarsi e diventare una leggenda della ginnastica artistica. E Simone Biles è riuscita nel suo obiettivo!

Durante le ultime qualificazioni dei Mondiali 2019 di specialità la Biles, infatti, ha eseguito al corpo libero un doppio salto con triplo avvitamento, ufficialmente denominato The Biles II, mettendo in difficoltà i giudici nella determinazione del grado di difficoltà. Il codice dei punteggi 2017-2020 per la ginnastica artistica prevede che per ogni esecuzione di specialità viene assegnato il punteggio secondo una scala di difficoltà che va dalla A (0.10) alla I (0.9). Data la complessità dell’elemento svolto in modo impeccabile dalla ginnasta, i giudici sono stati costretti a creare la difficoltà J.

Inoltre la campionessa durante i Mondiali di Stoccarda il 13 ottobre ha eseguito una nuova variante dello Tsukara avvitato all’uscita dalla trave valutato difficoltà H, valutazione che ha creato non poche polemiche.  Infatti, quest’ultimo elemento che secondo alcuni esperti prenderà anch’esso il nome della Biles, è stato contestato dalla Federazione Internazionale di Ginnastica in quanto troppo pericoloso per le ginnaste, tra cui un potenziale atterraggio sul collo; oltre a tener conto della difficoltà e la correttezza nell’esecuzione di un elemento, la FIG tiene conto di fattori come il rischio e la sicurezza delle ginnaste e per questo motivo il nuovo elemento della Biles è stato valutato H e non J come l’elemento presentato nel corpo libero.

Nonostante la pericolosità delle sue esecuzioni, Simone Biles continuerà ad essere un’atleta ineguagliabile e prova vivente che si può andare oltre ai propri obiettivi. Per questo motivo il Times l’ha inserita nei 10 millenials più influenti al mondo. E a chi preferisce paragonarla ad altri atleti che hanno riscritto la storia dello sport statunitense e mondiale, la Biles risponde: «Non sono il prossimo Usain Bolt, né il prossimo Michael Phelps. Sono la prima Simone Biles».


Valentina Pizzuto Antinoro

Valentina Pizzuto Antinoro

Seguo con interesse tutto ciò che riguarda la promozione di diritti umani. Dopo diverse esperienze all’estero ho capito di essere al 100% una "siciliana di scoglio".

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