L’antifascismo cattolico di Vittoria Titomanlio

Di Francesca RaoVittoria Titomanlio nacque a Barletta il 22 aprile 1899. Dopo aver conseguito il diploma magistrale, intraprese la carriera di insegnante elementare. Si dedicò alle attività delle organizzazioni cattoliche, e fece parte del consiglio diocesano di Napoli.

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Nel 1928 entrò nella Gioventù femminile dell’Azione cattolica e nel 1932 ricevette l’incarico di propagandista nazionale, che la portò a girare l’Italia per tenere corsi e relazioni, specialmente tra i lavoratori e le lavoratrici. Nel 1936 entrò nel Consiglio superiore e fu nominata incaricata regionale per la Campania. In questi anni l’Azione Cattolica svolgeva un’attività formativa intensa ed i rapporti con il fascismo divennero sempre più difficili proprio a causa delle molteplici iniziative sociali e culturali. Nel maggio del 1931 le sedi dei circoli cattolici vengono chiuse e il distacco del Movimento dal fascismo nel 1938 divenne definitivo.

da La Voce e il Tempo

L’elezione di Vittoria, il 2 giugno 1946, all’Assemblea Costituente nella lista della Democrazia cristiana, nel XXIII collegio elettorale (Napoli-Caserta) con 20.861 voti, segnò l’inizio di una lunga carriera politica, che la portò in Parlamento per quattro legislature, e sempre con lo stesso collegio elettorale, dal 1948, quando verrà eletta nella prima legislatura repubblicana con 35.700 voti di preferenza, fino al 1968.

Nell’Assemblea difese l’autonomia regionale quale espressione di democrazia e di libertà. Con la caduta del regime, Vittoria passò dal lavoro sociale a quello politico con incarichi importanti: consigliera nazionale dell’Associazione italiana maestri cattolici, segretaria provinciale delle Acli, delegata nazionale del Movimento femminile per l’artigianato italiano, membro del Comitato consultivo ministeriale per l’artigianato e le piccole industrie. Il partito la nominò nel Consiglio nazionale del movimento femminile, nel 1947 entrò nel Comitato centrale collaborando con la delegata Maria De Unterrichter Jervolino.

da Elette ed eletti

Tra i suoi interventi in aula almeno due sono da ricordare per la loro attualità. Nel primo, alla Costituente, mentre si discute il titolo V del progetto di Costituzione, la Titomanlio, nella seduta del 4 giugno 1947, difende l’autonomia regionale sostenendone i vantaggi, laddove siano garantite le singole tradizioni ed esigenze, come espressione di libertà e democrazia. Nel secondo intervento, durante la discussione del disegno di legge sulla stampa nella seduta del 15 gennaio 1948, quindici giorni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, sostiene la pubblicazione da parte dei giornali delle rettifiche di notizie su persone di cui sia stata lesa la dignità.

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Il suo lavoro in Parlamento è stato particolarmente intenso. Ha preso parte a diverse Commissioni permanenti: Lavoro, Emigrazione, Cooperazione, Previdenza e Assistenza sociale, Assistenza post-bellica, Igiene e Sanità pubblica; Istruzione e Belle Arti; Industria e Commercio, Artigianato, Commercio estero. Nelle sue quattro legislature ha fatto 243 interventi, presentando 299 progetti di legge dei quali 60 come prima firmataria: di questi 65 sono divenuti legge. Morì a Napoli il 28 dicembre 1988.


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