Un Commissario per l’Europa e per l’Italia

Di Ugo Lombardo«Ringrazio la presidente Ursula Von der Leyen per l’incarico che mi ha assegnato nella nuova commissione. Mi impegnerò innanzitutto per contribuire al rilancio della crescita e alla sua sostenibilità sociale e ambientale». Queste sono le prime parole che ha detto il neo commissario Paolo Gentiloni, che succede al francese Pierre Moscovici, aggiungendo che cercherà «di onorare l’Italia, il governo che mi ha proposto, lavorando nell’interesse di tutti i cittadini europei».

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Si completa così la squadra di governo formata dall’olandese Frans Timmermans, nominato  vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per il Patto verde con delega al Clima, la danese Margrethe Vestager  vicepresidente esecutivo per il Digitale, con delega alla Concorrenza e infine il lettone Valdis Dombrovskis,  terzo presidente esecutivo che tornerà ad essere vicepresidente per le politiche economiche europee, con delega ai servizi finanziari e lavorerà a stretto contatto con il commissario Gentiloni.

Ursula von der Leyen davanti l’Europarlamento

L’ultimo tassello è stato quindi inserito per completare il governo che molti hanno definito modello “Ursula” anche se l’indicazione di Paolo Gentiloni a commissario è apparsa scontata in quanto derivata dall’accordo stretto fra Conte e Zingaretti sul pacchetto di Governo ed il segretario del Partito Democratico era stato fermo, più che su altri punti, sulla nomina dell’ex Presidente del Consiglio.

La ragione di tale tenacia da parte del segretario del Pd è da ricercarsi nel fatto che la figura di Gentiloni si pone come garanzia per i rapporti amichevoli fra Commissione e Governo italiano ed in effetti, la sua nomina come commissario agli Affari economici dell’Ue, è stata vista da molti come il primo passo per rivedere il Patto di Stabilità che lega i Paesi membri con vincoli meno stringenti per le rispettive manovre economiche. In tal senso ad appoggiare la nomina vi sono anche i complimenti della Cgil oltre ai rappresentanti di Leu ed il presidente del gruppo misto della Camera dei deputati Fornaro che sostiene: «Con lui si può aprire una nuova fase per l’Ue, che privilegi la crescita e la lotta alle disuguaglianze e abbandoni il pensiero unico dell’austerità. La prima mossa del nuovo governo segna proprio un nuovo e positivo inizio».

Non sono venute a mancare però le polemiche sia a livello europeo che a livello nazionale, infatti, il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz si è così espresso in un post su Twitter all’elezione del neo Commissario: «L’Italia non può diventare una seconda Grecia. In ogni caso, non siamo disposti a pagare i debiti dell’Italia. Respingiamo categoricamente un ammorbidimento delle regole di Maastricht come chiesto dall’Italia». Sottolineando il rischio che tale nomina possa essere sfruttata a vantaggio della situazione economica italiana.

A livello nazionale, invece, non è mancata la reazione, ironica, da parte del capo della Lega Matteo Salvini: «Ricordate Di Maio, Grillo, la rivoluzione? Sono passati dai “gilet gialli” a Gentiloni». Inoltre anche esponenti molto vicini a Di Maio hanno manifestato la loro dissidenza soprattutto per il modo attraverso cui è arrivata la nomina di Gentiloni: «Nel metodo si poteva fare meglio» sostiene, infatti, l’europarlamentare Dino Giarrusso mentre il deputato alla Camera del movimento Andrea Collettirincara la dose: «Spero sia il primo dei pochi errori di questo governo». A Bruxelles il malumore per tale nomina proviene anche da Piernicola Pedicini europarlamentare del movimento 5 stelle che afferma: «Stiamo consegnando l’Italia al Pd in Europa. Non riconosco più il mio movimento». Emblematico è l’attacco del senatore del movimento Mario Giarrusso che in un’intervista a meridionews.it si è espresso con fermezza in merito al fatto che «Non è una questione di nomi, ma doveva essere un profilo scelto dal Movimento 5 stelle, perché rappresentiamo il 36 per cento in Parlamento e perché in Europa c’era un tappeto rosso pronto per una nomina di alto profilo espressione del M5s e invece il Pd ha scelto dal sottobosco romano una persona di ignota provenienza lavorativa». Anche perché «I nostri europarlamentari hanno fatto un lavoro straordinario a Bruxelles. Eravamo arrivati lì come cani in una chiesa, mal visti da tutti, e siamo stati determinanti nell’elezione del presidente. Bisognava completare con un commissario all’altezza del ruolo, invece di mandare Gentiloni, che è una persona di profilo inadeguato a rappresentare il nostro Paese».

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Oltre alle polemiche, più o meno condivisibili, sulla scelta della nomina non bisogna dimenticare però il profilo di Gentiloni. Infatti, non si deve dimenticare che Paolo Gentiloni, per inciso anche giornalista (per otto anni è stato direttore de “La nuova ecologia”, il giornale di approfondimento su temi ambientali), ha ricoperto il ruolo di ministro delle Comunicazioni e Presidente della Commissione di Vigilanza Rai tra il 2005 e il 2006 e inoltre ha avuto un passato alla Farnesina prima di ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio. Questo ha permesso che potesse essere considerato, oltre che una persona ben vista agli occhi di molti, anche una figura preparata per il ruolo di Commissario agli affari economici e monetari dell’Ue.

Cerimonia di insediamento del Governo Gentiloni (2016)

Il ruolo di questo Commissario, membro della Commissione europea, ha responsabilità nelle questioni finanziarie dell’Ue, il che rende tale nomina una posizione centrale per l’impatto che può avere l’Unione europea sull’economia globale. Tuttavia, il Commissario agli affari economici e monetari non è il solo a occuparsi di questioni economiche, infatti, queste sono cogestite anche dai Commissari alle imprese e all’industria, al commercio, alla concorrenza, alla politica dei consumatori, al mercato interno e ai servizi, all’energia, alla fiscalità e all’unione doganale e alla programmazione finanziaria e al bilancio.

Gentiloni, inoltre, avrà anche il compito di interagire con la Banca Centrale Europea e sarebbe responsabile della Direzione Generale per gli affari economici e finanziari, attualmente diretta dall’italiano Marco Buti. Sicuramente è sempre bene attendere e giudicare secondo i risultati che si avranno nel tempo e non basandosi sui profili dei nominati, anche perché, come sostiene Guenther Oettinger, Commissario europeo al Bilancio: «Un ex Primo Ministro che arriva da un grande Paese membro, ha sempre la competenza per prendere un portafoglio importante. Ma aspettiamo e vediamo».


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